Con l’approssimarsi del periodo tra i più sentiti, a livello emotivo, all’interno della casa di Cinecittà, era inevitabile che nei più incerti maturasse la decisione di mettere un punto definitivo all’esperienza al Grande Fratello, dopo mesi di permanenza tra le mura di questa dimora posta sotto gli occhi vigili delle telecamere. Quindi per un ingresso annunciato, ma non altrettanto incisivo c’è un protagonista che esce, che chiude con questa storia, con una narrazione forse tra le più complesse di questa edizione.

Alex Schwazer non è un personaggio come gli altri. Il maratoneta è egli stesso il messaggio, il nodo, la causa e il fine di una vicenda annosa quanto difficoltosa. Una storia tutta sua ma che appartiene al mondo dell’atletica e dello sport e che ha rimesso al centro. Solo la famiglia ha avuto priorità.

GF 2023: Schwazer esce dalla casa e saluta Alfonso Signorini Il caso Schwazer: lo sciopero della fame al GF La proposta di Varrese per supportarlo Alex Schwazer, la sua verità L’ambizione di essere a Parigi 2024 Il presente da allenatore e al Grande Fratello

GF 2023: Schwazer esce dalla casa e saluta Alfonso Signorini

Schwazer, infatti, ha comunicato la sua scelta dopo la sorpresa che gli è stata preparata nella puntata di lunedì sera, 4 dicembre, da parte della produzione e degli autori: Alex, trascorse settimane divenute mesi all’interno della residenza dei concorrenti, ha rivisto sua moglie e i loro due figli, ricevendo in regalo una camicia natalizia.

Ha mostrato le sue emozioni, ha tentennato, ha evidenziato di aver superato il suo limite e ha reso nota la decisione che, probabilmente, aveva già preso. “Non so cosa dire. Mi viene voglia di andare via con loro, voglio andare via con loro”. Kathrin Freund, moglie di Alex, si è recata in visita insieme ai figli Ida e Noah: “Ci manchi tanto e vogliamo dirti che siamo tanto fieri di te. Qualsiasi decisione tu prenderai, noi siamo al tuo fianco e come vedi ci siamo già preparando per il Natale e abbiamo una sorpresa per te. C’è anche la camicia per te. La indosserai quando ti manchiamo e magari ti sentirai vicino a noi”.

Alex Schwazer a quel punto ha commentato così: “Non so cosa dire. È dura. Immaginare che domani partiranno da soli in treno, non è un pensiero bello”. Alfonso Signorini gli propone a quel punto: “Facciamo così. Quando avrai preso la tua decisione, avrai modo se decidi di rimanere nella casa, di riabbracciarli tutti e tre un’ultima volta. La decisione te la chiedo tra pochissimo e altrimenti avrai modo di rientrare nella casa e capire quello che il pubblico deciderà per te”. Schwazer non ha esitato.

Il caso Schwazer: lo sciopero della fame al GF

Nei lunghi giorni trascorsi dall’avvio di questa edizione del GF, l’atleta ha costantemente seguito il suo programma di allenamento nella prospettiva di poter tornare a gareggiare ai prossimi Giochi Olimpici di Parigi, in calendario l’estate prossima.

Un obiettivo quasi politico, il suo. Un progetto che mescola ansia di verità, giustizia e urgenza per via di scadenze e quella sentenza che incide sulla sua partecipazione, caduti alcuni sbarramenti che aveva di fatto condizionato le Olimpiadi anche in un recente passato.

Il marciatore, che ha comunicato la sua posizione lunedì 20 novembre, si è detto ancora molto deluso per la svolta ma ha intenzione di restare nella Casa più spiata d’Italia

“finché non abbiamo chiara la situazione”. Durante la diretta Schwazer non ha escluso di ricorrere in appello, “che deve essere fatto entro il 6 dicembre”.

L’eventualità è stata illustrata già nella puntata precedente, quando lo stato d’animo del marciatore era palese. L’annuncio, anticipato dal conduttore del reality Alfonso Signorini, è stato dato dallo stesso Alex che ha deciso di esprimere con queste parole il rammarico e anche il senso di profondo disagio rispetto a questa decisione:

“Sarò sintetico, la decisione mi è stata annunciata dopo due anni e non è stata favorevole, sono dispiaciuto. Ritengo che sia profondamente sbagliata perché non è presa in maniera netta ma credo di pagare il fatto di non aver mai accettato il verdetto della giustizia sportiva e aver lottato per la mia innocenza”.

La proposta di Varrese per supportarlo

Prima di questa stangata, il coinquilino Massimiliano Varrese aveva proposto di mettere in scena una protesta dal forte impatto mediatico: uno sciopero della fame dei concorrenti per sollevare la questione a livello pubblico.

La squalifica del maratoneta è attiva fino al 7 luglio 2024, in tempo per partecipare ai prossimi Giochi, le cui candidature sarebbero però già scadute. “È la sua vita e mi fa star male questo. Lui ha sofferto anche tantissimi anni di depressione. A lui sono molto affezionato. Mi sento inutile, è una roba troppo più grande di me”, aveva spiegato il concorrente.

È stato Varrese a proporre una protesta forte, estremamente plateale: l’ex ballerino ha infatti proposto ai gieffini di indire uno sciopero della fame. Un grande gesto di solidarietà nei confronti dell’amico Schwazer: “Se parte da noi, se facciamo un appello anche, potrebbe iniziare a fare il giro di tutta Italia e potrebbe muoversi un bordello di gente. Se parte da qui, fuori a livello mediatico esplode una bomba”, la sua convinzione.

Alex Schwazer, la sua verità

Aveva tentato, fino all’ultimo istante, di poter accedere a una possibilità di riscatto dopo la squalifica subita, accedendo alle Olimpiadi in calendario a Tokyo. Le cose sono andate diversamente, ma Alex Schwazer, è un uomo diverso rispetto a quel ragazzo in lacrime che ha ammesso gli errori compiuti.

Ha sbagliato, lo ha capito, lo ha riconosciuto ma non intende vanificare e sprecare il talento che ha e che ha preservato, allenato e coltivato. Lo rivediamo oggi, dopo un dramma umano e sportivo che costituisce un precedente incancellabile, con quell’oro a Pechino nella 50 km ancora impresso nella memoria collettiva sotto un cielo plumbeo e in una città quasi ignota.

Alex Schwazer durante la conferenza stampa di Bolzano nel 2016

L’ambizione di essere a Parigi 2024

Del suo progetto aveva illustrato i dettagli, i tempi prima dell’ingresso nella casa del GF, ospite di Verissimo.

L’obiettivo ribadito, per questo marciatore e atleta, rimaneva e rimane quello di poter gareggiare e di poter ribadire la propria qualità, da sportivo. “La squalifica finisce il 7 luglio 2024, ma io mi auguro che venga ridotta perché le gare preolimpiche sono tutte prima”.

Anche in quella circostanza, Schwazer è tornato sulle note vicende che lo hanno investito dopo la squalifica a Londra 2012 facendo pubblica ammissione di responsabilità:

“Bisognava lottare innanzitutto per dimostrare l’innocenza, perché sono lontano dalle gare da quasi otto anni, ma in mezzo c’è stato un procedimento importante a Bolzano in tribunale, un ambiente non mio”.

Come ha già affermato prima dell’ingresso nella Casa del GF e in ogni dichiarazione pubblica ha ribadito, il maratoneta si sente vittima di un’ingiustizia:

“Nel 2016 ho dovuto superare tanti ostacoli per tornare alle gare, doveva essere l’inizio di anni felici e invece è stato anche peggio del 2012. In quel caso dovevo scontare una squalifica avendo delle colpe, mentre in questo caso era diverso”. “Il momento più brutto è stato quando a Rio de Janeiro sono tornato in aeroporto per tornare a casa anziché gareggiare l’indomani”.

Dopo aver parlato della depressione, superata anche grazie al supporto di uno specialista, il marciatore ha spiegato il ruolo di sua moglie e della famiglia nel suo percorso: “Abbiamo realizzato tutto quello che abbiamo fatto in tempi difficili”.

Schwazer con il prof. Sandro Donati in aeroporto, al rientro da Rio

Il presente da allenatore e al Grande Fratello

Sposato e padre di due figli, Alex ha deciso di dedicarsi alla corsa in qualità di allenatore e di non disdegnare altre proposte. Un annuncio che, inevitabilmente, ha suscitato clamore e fastidio negli ambienti per via dell’impossibilità dei tesserati di poter essere allenati da soggetti squalificati per doping.

D’altronde la sua personale questione, quella aperta con la WADA e che ha smosso l’opinione pubblica e gli stessi coinquilini ha goduto della visibilità auspicata.

Ora che sembra abbia ricevuto un altro no, la questione si sposta fuori. Perché da quanto ha detto e quanto costruito, anche qui, non sembra affatto conclusa con questo no.