Il campanello d’allarme è risuonato forte e chiaro: tra una settimana a Roma scattano gli Europei di atletica, ma le punte di diamante della nazionale azzurra per il momento non se la passano granché bene. Vero è che Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi hanno abituato spesso e volentieri a smentire i classici luoghi comuni: loro quando conta sanno farsi trovare pronti, e allora l’auspicio è che la campagna romana 2024 non faccia eccezione. Anche se i dubbi non mancano sulle condizioni fisiche dei due medaglisti d’oro dell’edizione 2022 a Monaco di Baviera (rispettivamente nei 100 metri e nel salto in alto), tanto che c’è chi è pronto a spostare le attenzioni sui novelli enfant prodige dell’atletica italiana.

Jacobs non sente la pressione: “Ma c’è da lavorare” Tamberi cauto e riposato: “A Roma voglio spaccare tutto” Le certezze azzurre: Fabbri e Furlani puntano in alto

Jacobs non sente la pressione: “Ma c’è da lavorare”

Jacobs a Ostrava ha deluso, e soprattutto ha mancato un’altra opportunità ghiotta per ottenere il tempo minimo di qualificazione a Parigi 2024. Per andare ai giochi senza dover attendere i risultati dei rivali c’è bisogno di un 10 secondi netto: lo ha avvicinato nella prima uscita stagionale a Jacksonville (10.13), soprattutto nella seconda al Roma Sprint Festival (10.07) prima di incappare in un’altra serata no nel meeting in Repubblica Ceca, dove il 10.19 ha fatto scattare ogni tipo di allarme.

Ho fatto una gara veramente brutta, pur uscendo meglio dai blocchi rispetto alle due corse precedentemente. Però poi le gambe non hanno girato ed è venuto fuori un tempo che non può farmi contento. Però al contempo so di essere tranquillo e fiducioso: non sento la pressione, sto mettendo tanta benzina e sono convinto che quando sarà il momento il crono mi darà ragione. C’è da lavorare, questo si, ma non sono preoccupato”.

Jacobs tornerà in pista domani a Oslo, tappa della Diamond League: difficile pensare che possa migliorarsi di due decimi, ma di sicuro il test (l’ultimo prima degli Europei) dirà tanto sulle reali ambizione dello sprinter di Desenzano, sin qui apparso lontano dalla forma migliore. Per il momento è 41esimo nella lista dei tempi stagionali, posizione che non gli garantirebbe il pass per le olimpiadi attraverso il ranking di World Athletics (si qualificano in 57, ma in 20 hanno già ottenuto i tempi necessari, quindi restano 37 posti).

Tamberi cauto e riposato: “A Roma voglio spaccare tutto”

Anche Gianmarco Tamberi deve mettere a punto un po’ di cose prima di poter dire di essersi messo i problemi alle spalle. A Ostrava era atteso nella gara di salto in alto, che senza i big (out anche Barshim) ha visto la vittoria ex aequo del polacco Kobielski e dell’americano McEwen a 2.24. Appuntamento saltato per evitare di sovraccaricare eccessivamente quel ginocchio che lo tormenta da qualche tempo.

“Ho passato un mese di maggio davvero tormentato. Pur allenandomi con continuità mi sentivo stanco, non riuscivo ad allenarmi con la giusta intensità. Ho fatto un’infiltrazione, ho abbandonato per un po’ la dieta e ho cercato di riposare il più a lungo possibile e dopo tre settimane posso dire di stare meglio. Andare a Ostrava era troppo rischioso: l’obiettivo di inizio stagione sono gli Europei di Roma e rischiare di presentarmi acciaccato non era una cosa intelligente. Ora il mio corpo è riposato e non vedo l’ora di spaccare tutto!”, ha concluso sui social il fuoriclasse marchigiano.

Chiaro però che il fatto di arrivare a Roma a digiuno di gare non è tanto rassicurante: Gimbo resta il favorito anche in condizioni non propriamente eccelse, ma le incognite a Roma non saranno poche.

Le certezze azzurre: Fabbri e Furlani puntano in alto

Incognite che sembrano aver spazzato via Leonardo Fabbri, Federico Riva e Alessandro Sibilio, tutti e tre grandi protagonisti nel meeting di Ostrava. Fabbri ormai è una splendida certezza nel getto del peso: il 22.40 fatto registrare in Repubblica Ceca conferma lo splendido momento di forma del toscano, che a inizio maggio a Savona aveva lanciato a 22.95 (nuovo record italiano e miglior prestazione europea dell’anno).

Riva nei 1.500 ha ottenuto un tempo davvero notevole: con 3’33”53 è andato a soli tre centesimi dal tempo che gli avrebbe consegnato sull’unghia il pass per Parigi, ma nei tempi del ranking l’italiano è messo decisamente bene. Sibilio, al rientro dopo 9 mesi di lontananza dalle gare, con 48.25 ha trionfato nella gara dei 400 ostacoli, dove a parte l’extraterrestre norvegese Warholm i rivali sembrano decisamente alla portata del velocista partenopeo.

A Roma però ci sarà anche e soprattutto Mattia Furlani, ormai astro nascente conclamato nel mondo del salto in lungo (ha il secondo miglior salto stagionale mondiale a pari merito con Tentoglou e dietro al giamaicano Pinnock). E pure Zaynab Dosso, che a Ostrava s’è un po’ nascosta, ma che a Roma è pronta a lanciarsi in un duello entusiasmante sui 100 metri, opposta alla britannica Asher-Smith.