Via Roma attende un nuovo vincitore. Che magari sarà lo stesso di un anno fa: non capita da 22 anni di assistere a un bis sul traguardo più ambito di primavera, ma forse nessuno meglio di Mathieu van der Poel può essere considerato adatto a sfatare questo tabù. Tutto ciò però offre uno spunto di riflessione ben chiaro: la Milano-Sanremo è corsa che sfugge a qualsiasi pronostico, dove i big il più delle volte arrivano, ma tra mille variabili e incertezze. Dopotutto, il 23esimo nome da inserire nell’albo d’oro del nuovo millennio ci sarebbe anche, giusto per confermare la regola che non vede un bis dal successo nel 2001 di Erik Zabel.

Pogi ha in testa solo il Poggio: vuole fare la storia Van der Poel debutta su strada, ma fa paura a tutti Il terzo incomodo: Pedersen, o magari Philipsen e Milan Outsider di lusso: occhio alla coppia Visma e a Mohoric Italiani, ci vuole un’impresa: Bettiol, Ganna e non solo

Pogi ha in testa solo il Poggio: vuole fare la storia

Perché Tadej Pogacar ha preparato l’assalto alla Sanremo come mai aveva fatto prima d’ora. Ad esempio con una settimana intera di allenamenti sul tratto conclusivo del percorso, a cominciare dalle ripetute ascese sul Poggio, la salita che il più delle volte (anche nel recente passato) ha deciso la classicissima di primavera.

Lo sloveno, recente vincitore (pardon: dominatore) della Strade Bianche, ha messo nel mirino la prima classica monumento della stagione e tutti domani fisseranno la sua ruota, convinti che se ce ne fosse una da battezzare, essa sarebbe quella giusta. Pogacar in stagione ha corso solo a Siena, ma ha stravinto e dunque è giusto considerarlo il favorito numero uno, quindi l’uomo da battere. Nonostante la concorrenza si rivelerà al solito agguerrita, pronta a ribaltare le carte e a convincere più d’uno che una gara così può sfuggire a qualsiasi pronostico.

Van der Poel debutta su strada, ma fa paura a tutti

Come Pogacar era al debutto assoluto alle Strade Bianche, così sarà per Van der Poel alla Sanremo. L’olandese, che ha dominato la stagione del ciclocross (chiusa con l’ennesimo titolo mondiale) limitatamente alle gare disputate, lo scorso anno fece il colpaccio battendo in uno sprint ristretto Ganna, Van Aert e Pogacar, con i quali s’era lanciato verso il traguardo dopo aver sfruttato il lavoro altrui sul Poggio.

Vinse con astuzia, pur ammettendo di non avere una gran gamba, ma sarà ancora più difficile capire come si presenterà al via quest’anno, tenuto conto che non ha avuto modo di testare la condizione in gara negli ultimi 40 giorni. Tutti concordano nell’affermare che saranno lui e Pogacar a monopolizzare le fasi decisive della corsa, ma soltanto la strada potrà dire se la previsione risulterà essere azzeccata o meno. Di sicuro, sarà comunque un atto di fede.

Il terzo incomodo: Pedersen, o magari Philipsen e Milan

Tra i due litiganti di spazio per inserirsi ce ne sarebbe pure a sufficienza. Mads Pedersen ad esempio nei primi due mesi dell’anno ha corso e vinto tantissimo: 4 tappe tra Etoile de Besseges e Tour de la Provence, brevi corse a tappe che l’hanno visto anche conquistare la vittoria finale. È dato in gran forma, nonostante alla Parigi-Nizza non abbia piazzato alcun acuto, ma essendo forte in volata e bravo anche come finisseur (chiedere a Trentin, che ancora rimpiange il mondiale perso allo sprint nel 2019 nello Yorkshire) è da tenere debitamente in conto.

Ma se dovesse esserci arrivo in volata, occhio ai due recenti protagonisti della Tirreno Adriatico: Jasper Philipsen la Sanremo la sogna da una vita, sebbene il capitano dell’Alpecin Deceuninck sarà per ovvie ragioni van der Poel, mentre Jonathan Milan la comincia a fiutare da quest’anno, quando ha ammesso di voler provare a capire come si potrà vincere in futuro. Ma è in forma smagliante, e dovesse capitare l’occasione difficilmente si potrà tirare indietro (anche se è compagno di squadra di Pedersen: il capitano della Lidl Trek dovrebbe essere il danese).

Outsider di lusso: occhio alla coppia Visma e a Mohoric

Di nomi alternativi ce ne sono comunque tanti. A cominciare dalla coppia Visma Lease a Bike composta da Christophe Laporte e Olaf Kooij: il primo proverà a far saltare il banco sul Poggio, il secondo diventerebbe un cliente scomodissimo da portare col gruppo dei migliori in via Roma, date le sue qualità di sprinter (già 4 vittorie in stagione, le ultime due alla Parigi-Nizza).

Matej Mohoric, vincitore due anni fa, s’è preparato a fondo per tentare il bis: conosce ogni metro della Sanremo, sarà bene buttargli un occhio addosso. Come merita considerazione Jasper Stuyven, il vincitore del 2021, sebbene arrivi da un inverno sin qui abbastanza avaro di soddisfazioni. E poi c’è Michael Matthews, che magari non avrà più il colpo di pedale di una volta, ma che alla Sanremo ha chiuso due volte sul podio e altre tre volte nei primi 7.

Italiani, ci vuole un’impresa: Bettiol, Ganna e non solo

La Milano-Sanremo 2024, che scatterà da Pavia, porterà i corridori in via Roma lungo l’Aurelia dopo 288 chilometri. Un italiano non la vince dal 2018, dall’assolo sul Poggio (tutto cuore e fantasia) di Vincenzo Nibali. Detto di Milan, che sembra essere la carta migliore (ma solo in caso di arrivo in volata), si potrebbero individuare altre due frecce all’arco: una è Alberto Bettiol, che mercoledì scorso alla Milano-Torino ha dimostrato di avere una grande gamba.

L’altra è Filippo Ganna, che pure ha in testa gli appuntamenti estivi di Parigi 2024, e pertanto potrebbe anche lavorare in funzione dei compagni (tipo Pidcock e Kwiatkowski) rinunciando a qualsiasi velleità di provare a migliorare il secondo posto dell’anno passato. Volendo ci sarebbero anche Gianni Moscon, che ha mandato buoni segnali nelle scorse settimane, e Niccolò Bonifazio, che correrà sulle strade di casa.