Lasciate alle spalle le Dolomiti, la carovana del Giro d’Italia si sposta e affronta la 18a tappa che presenta un percorso più pianeggiante: si affronta la Fiera di Primiero-Padova, frazione pari a 178 chilometri. Il percorso ha con una sola asperità all’inizio (GPM a Lamon) seguita da circa 150 km pianeggianti costantemente a scendere. Si percorrono strade prevalentemente rettilinee con carreggiata di larghezza variabile, intervallate dai centri abitati dove sono presenti i consueti ostacoli al traffico. Tratto finale caratterizzato da due curve nell’ultimo chilometro a spezzare i rettilinei; l’ultima ampia curva immette in Prato della Valle dove il rettilineo d’arrivo misura 450 metri su asfalto di 9 di larghezza.

Ieri la tappa dolomitica più bella di questa edizione del Giro, con la firma Georg Steinhauser, tedesco della EF Education-EasyPost e figlio d’arte, che già aveva lasciato intendere l’intenzione di prendersi un traguardo. Impresa straordinaria di Tadej Pogacar, che a due chilometri dall’arrivo parte e lancia un’azione che impressiona ancora una volta. Solo per incrementare il vantaggio della Maglia Rosa. Figuriamoci avesse voluto vincere anche questa Selva Val Gardena-Passo Brocon.

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