L’Italia comincia la giornata agli Europei di Roma come l’aveva chiusa, con la doppietta oro-argento firmata da Crippa e Riva nella mezza maratona. Ma le soddisfazioni e le speranze arrivano anche dalla pista dove Gianmarco Tamberi ha dimostrato di essere in grande condizione nonostante i problemi fisici delle scorse settimane con il saltatore azzurro che non si nasconde e punta alla medaglia d’oro.

Tamberi promette scintille Riva prima il gesto poi le scuse Il caffè di Ihemeje: l’Italia vola nel triplo

Tamberi promette scintille

Nella mattinata dedicata alle qualificazioni si mette in luce l’Italia del salto in alto con il capitano Gianmarco Tamberi che si limita al compitino e mette al segno la misura di qualificazione a 2,21 al primo salto e al primo tentativo di giornata. Ma con lui nei 12 di finale ci sono anche Stefano Sottile e Manuel Lando: “Qui devo vincere – dice Gimbo dopo le qualificazioni – ma ho deciso di puntare tutto su Parigi. Ora voglio i miei compagni sul podio ma rigorosamente uno a destra e uno a sinistra. Sono in condizioni fisiche stratosferiche. In questo momento ho il 3.3 di massa grassa, al limite della perfezione umana. Per i Giochi devo perdere ancora un paio di chili anche se non so ancora dove”.

Riva prima il gesto poi le scuse

Non è passato inosservato il gesto di Pietro Riva agli occhi della Federazione internazionale con l’azzurro che ha chiuso al secondo posto nella mezza maratona (alle spalle dell’altro azzurro Crippa) ma ha rischiato di perdere la medaglia d’argento per un gesto nei confronti del tedesco Amanal Petros a pochi metri dal traguardo. L’azzurro ha sorpassato il suo avversario per il secondo posto e lo ha salutato con un “ciao ciao”, cosa che non è piaciuta alla Federazione internazionale che ha deciso di punirlo però soltanto con un’ammonizione. L’azzurro poi si è scusato: “Non era un gesto intenzionale e non era rivolto a lui che rispetto tanto. Ho detto subito che gli pago una pizza o cinque chili di nutella, non voleva essere un gesto di poco rispetto nei suoi confronti e degli atleti tedeschi”.

Il caffè di Ihemeje: l’Italia vola nel triplo

L’Italia fa tripletta anche nel salto triplo in attesa della prima ufficiale di Andy Diaz. Gli azzurri si mettono in evidenza soprattutto con Emmanuel Ihemeje che al primo tentativo mette a segno un salto da 16,98. Davanti a tutti ci sono lo spagnolo Fortun e il portoghese Pichardo con misure (17,52 e 17,48) che fanno capire che saranno i favoriti nella finale. Qualificato in 11esima posizione anche Andrea Dallavalle con il suo 16,50 mentre viene ripescato Tobia Bocchi, che ha chiuso 14esimo la sua prova ma dopo il ricorso ha ottenuto l’accesso in finale per aver dovuto aspettare 20 minuti prima del suo ultimo salto a causa di problemi di misurazione.