Che fosse la gara del riscatto non era un mistero: Primoz Roglic ha messo il Giro dei Paesi Baschi in cima alla lista dei desideri di primavera (magari assieme al trittico delle Ardenne) e puntuale la prima frazione dell’Itzulia ha rispettato quelle che erano le attese della vigilia.

Tanto che nella breve crono di apertura di Irun lo sloveno ha messo subito le cose in chiaro: ha relegato i big a debita distanza, conquistando la maglia di leader è sano la sensazione di essersi presentato al via della corsa basca con una condizione ben diversa rispetto a quella mostrata alla Parigi-Nizza.

Il clamoroso errore di Roglic nel finale Vingegaard resta il grande favorito Buone prove di Vine e Skjelmose La seconda tappa: 160 km per velocisti?

Il clamoroso errore di Roglic nel finale

Nonostante una clamoroso errore nelle battute finali della prova (quando ha imboccato la stradina riservata alle ammiraglie, anziché puntare dritto verso la linea del traguardo: un errore da non meno di 7-8 secondi buoni), Roglic ha saputo interpretare meglio di qualunque altro rivale i 10 km della crono inaugurale di Irun.

Ha impresso un ritmo importante sin dalle prime battute, riuscendo anche a sfruttare le proprie doti da passista scalatore sul breve strappo di Olaberria, poco più un un chilometro e mezzo al 5%, che è servito anche per assegnare la prima maglia del GPM. Roglic ha impressionato per la facilità della sua pedalata, riuscendo così a racimolare qualche secondo di vantaggio sui rivali più temibili per la classifica generale.

Vingegaard resta il grande favorito

Il più temuto, il grande favorito della corsa basca, è certamente Jonas Vingegaard: 15 i secondo di ritardo del danese, che ha dato la sensazione di non voler forzare troppo su un tracciato particolarmente adatto agli specialisti.

Remco Evenepoel ha fatto meglio del vincitore degli ultimi due Tour de France: ha chiuso a 11 secondi da Roglic, pagando però soprattutto dazio a una scivolata in avvio di corsa, che gli è costata qualche secondo un prezioso (almeno una decina) nel primo tratto. Caduta che non ha avuto conseguenze, ma che ha impedito al belga di provare a giocarsi la vittoria di tappa, che era certo nelle sue intenzioni.

Buone prove di Vine e Skjelmose

Meglio di Evenepoel hanno fatto Jay Vine, secondo di giornata a 7 secondi da Roglic, e Mattias Skjelmose, ottimo terzo a 10 secondi di ritardo dal miglior tempo fatto registrare dallo sloveno.

Gli altri due UAE Team Emirates attesi al varco, vale a dire Juan Ayuso e Brandon McNulty, hanno fatto abbastanza bene: 16 secondi per lo spagnolo, 26 per lo statunitense. Buona prova anche del beniamino di casa Ion Izaguirre, che ha limitato i danni cedendo 21 secondi a Roglic. Matteo Sobrero è stato il migliore degli italiani, pagando 30 secondi di ritardo dallo sloveno.

La seconda tappa: 160 km per velocisti?

Martedì 2 aprile la carovana dell’Itzulia punta dritta verso Kanbo, dove in coda a una tappa di 160 km potrebbe scapparci anche una volata ristretta (non necessariamente di gruppo), sebbene siano pochi i velocisti presenti alla corsa basca.

Difficile, per non dire impossibile, immaginare scossoni significativi nella classifica generale.