Una terribile caduta sconvolge la quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi. Ha coinvolto tra gli altri Primoz Roglic, Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard, che non hanno potuto far altro che abbandonare una corsa maledetta, traditi da una curva verso destra mentre erano lanciati in piena discesa ( non meno di 70 km/h) e finiti dentro un canale di cemento utilizzato per la raccolta delle acque piovane. Devastanti le conseguenze dell’impatto: ritiro obbligato per tutti e tre, col danese della Visma Lease a Bike che ha certamente riportato le ferite peggiori. L’organizzazione è stata costretta a neutralizzare la tappa, dal momento che tutti i mezzi di soccorso risultano impegnati sul luogo dell’incidente.

Una curva maledetta: a terra quasi tutti i big Totale assenza di sicurezza: quel materasso posizionato male Vingegaard ha avuto la peggio: trasportato via immobilizzato Tappa neutralizzata. Skjelmose nuovo leader, Ayuso a 4 secondi

Una curva maledetta: a terra quasi tutti i big

La caduta si è verificata quando al traguardo di Legutio mancavano 35 chilometri e il gruppo marciava compatto, ma ad andatura sostenuta in un tratto di leggera discesa. A innescarla è stato un corridore della Lidl Trek, ma quelli che erano a poca distanza non hanno potuto fare granché per evitare di finire larghi e quindi di utilizzare la via di fuga nel disperato tentativo di evitare di finire a terra.

Un proposito naufragato ben presto: tutti i corridori coinvolti sono finiti a bordo strada, alcuni impattando nel canale di cemento (vedi Roglic) mentre Evenepoel, pur riuscendo a schivare l’ostacolo, è finito poco più avanti e ha riportato allo stesso modo un trauma piuttosto serio (sospetta frattura alla clavicola destra, da quanto si è potuto capire vedendo le immagini dei soccorsi).

Totale assenza di sicurezza: quel materasso posizionato male

Roglic, che era già caduto 24 ore prima, sulle prime è rimasto a terra frastornato, poi si è rimesso in piedi ma ha preso immediatamente la via dell’ammiraglia, auspicando che possa aver riportato solo un forte trauma e qualche contusione.

Quel che subito è balzato all’occhio, però, è la mancanza di precauzioni e dispositivi di sicurezza utilizzati nel tratto dove è avvenuta la maxi caduta: c’era una materasso collocato però qualche metro troppo in anticipo, che di fatto non è servito a nulla, mentre sarebbe stato più logico inserirlo qualche metro più sotto.

Vingegaard ha avuto la peggio: trasportato via immobilizzato

Vingegaard, che aveva una traiettoria molto esterna, è quello che ha avuto la peggio: ha battuto violentemente sul terreno (e forse su un cartello stradale), poi è finito contro la bici di un altro corridore, ma una volta che la sua cosa s’è arrestata è rimasto immobile a terra, sdraiato sul fianco sinistro, per molti minuti.

Seppur cosciente (alcuni compagni, intuendo la gravità della situazione, sono subito andati a sincerarsi delle sue condizioni, senza però nascondere la preoccupazione e il disappunto per i feedback ricevuti dal danese), il vincitore degli ultimi due Tour de France nonché recente dominatore della Tirreno Adriatico è stato trasportato via in barella, addirittura immobilizzato (seppur forse solo a scopo precauzionale) e subito trasportato in ambulanza al più vicino centro medico d’assistenza.

Difficile stabilire dalle immagini video l’entità reale del problema riportato, ma certamente potrebbe trattarsi di qualcosa di molto serio, tale da costringerlo anche a chiudere anzitempo la stagione (puntava dichiaratamente al tris al Tour de France).

Per la Visma, già rimasta orfana la settimana scorsa di Van Aert (caduto all’Attraverso le Fiandre: c‘è ancora una timida speranza di rivederlo in sella in tempo per il Giro d’Italia), questo primo scorcio di stagione si sta rivelando davvero nerissimo tra caute, incidenti e infortuni.

Tappa neutralizzata. Skjelmose nuovo leader, Ayuso a 4 secondi

Roglic (che è quello che è sembrato riportare le conseguenze minori), Evenepoel e naturalmente Vingegaard si sono tutti ritirati dalla corsa. L’organizzazione dell’Itzulia ha deciso di neutralizzare definitivamente la tappa, che dunque non avrà valore per ciò che riguarda i tempi della classifica generale.

I sei corridori che erano in fuga quando è avvenuta la caduta si giocheranno simbolicamente allo sprint la vittoria di tappa: si tratta di Reuben Thompson (Groupama FDJ), Louis Meintjes (Intermarché Wanty), Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies), Mikel Retegi (Equipo Kern Pharma), Joseba López (Caja Rural Seguros RGA) e Karel Vacek (Burgos BH).

La maglia di leader passa sulle spalle del danese Mattias Skjelmose (Lidl Trek), con 4 secondi di Juan Ayuso (UAE Team Emirates) e 6 su Kevin Vaquelin (Arkea B&B Hotels).