Purtroppo non ce l’ha fatta, il giovane fantino sardo Stefano Cherchi autentica promessa dell’ippica italiana. Sassarese, originario di Mores, 23 anni appena Cherchi era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Canberra, in Australia, dove era arrivato lo scorso 20 marzo in seguito a un incidente patito nel corso di una gara all’ippodromo Thoroughbred Park: mentre si trovava in testa in sella a Hasime, il fantino era rimasto coinvolto in una terribile caduta, riportando lesioni molto gravi.

Due settimane di speranze La ricostruzione dell’incidente L’ippica azzurra in lutto Chi era Stefano Cherchi

Due settimane di speranze

La situazione clinica aveva imposto il trasferimento nel più attrezzato nosocomio, considerate le gravi ferite alla testa riportate da Cherchi a seguito dell’impatto e da qualche giorno – riporta l’Unione Sarda – il suo “padrino sportivo” Andrea Atzeni, celebre jockey di Nurri, lo aveva persino raggiunto in Australia, dove già da diversi giorni erano arrivati i genitori e una sorella.

A due settimane dal ricovero, la notizia della sua scomparsa è stata riportata dai media australiani e dai siti locali, che hanno annunciato la tragica morte della stella emergente dell’ippica internazionale deceduta alle 12.30 australiane di oggi. Anche la BBC gli ha dedicato un ricordo molto sentito, dopo aver seguito fin da principio questo triste incidente e le condizioni del giovane fantino vittima di questa caduta in gara, avvenuta il 20 marzo scorso.

A dare conferma della tragica fine di questo talento, inoltre, è stata su X la NSW Jockeys Association che sostiene i fantini e gli apprendisti del NSW.

La sua ragazza Brittany, figlia del leggendario ex fantino Kieren Fallon, aveva viaggiato per essere al suo capezzale e dargli il giusto sostegno.

“Con profonda tristezza, la famiglia Cherchi ha annunciato che il suo amato figlio Stefano è morto pacificamente oggi”, ha affermato la New South Wales Jockeys Association.

“La famiglia è molto grata per l’amore, le preghiere e i messaggi inviati dalla comunità delle corse in tutto il mondo”.

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La ricostruzione dell’incidente

Secondo quel che si legge, la BBC ha cercato di ricostruire quanto avvenuto durante la corsa costata la vita a Stefano. Il fantino era in testa con Halise quando è caduto: mentre gli altri due cavalieri e tutti i cavalli hanno evitato infortuni, Cherchi è parso subito in condizioni estremamente gravi.

Cherchi nel 2020, all’epoca fantino di Rosa Gold in Gran Bretagna dove si era trasferito

Assistito dai medici in pista per circa un’ora, è stato poi deciso il trasferimento in ospedale per trauma cranico ed emorragia interna. A Canberra era ricoverato in terapia intensiva.

L’ippica azzurra in lutto

Una tragedia immane, quella che ha travolto la famiglia di Stefano, giovanissimo e già affermato protagonista della scena internazionale. L’incidente che ne ha causato la morte non gli ha lasciato scampo, dalle informazioni che sono giunte qui dall’Australia e che sono state riferite anche dai media britannici, che fin da principio hanno seguito con speranza e partecipazione quanto accaduto.

Tanti i messaggi di cordoglio che stanno arrivando in queste ore, attraverso i social. E che segnano l’affetto e la stima per questo ragazzo, vittima di un incidente assurdo che riporta alla memoria la recente scomparsa di Margherita Mayer e della giovanissima Martina Berluti.

Due vittime che hanno perso la loro vita in circostanze altrettanto assurde e che hanno commosso l’opinione pubblica, sollevando numerosi interrogativi su quel che ancora si potrebbe fare per rendere questo sport, in ogni sua declinazione, ancora più sicuro.

Chi era Stefano Cherchi

La morte di Stefano Cherchi sconvolge l’intero mondo dell’ippica internazionale. Il giovanissimo talento si era trasferito a Newmarket, in Inghilterra, quando aveva appena 16 anni ed era cresciuto sotto l’egida dell’allenatore di purosangue Marco Botti.

In Gran Bretagna, aveva conquistato 106 vittorie e un pieno di consensi e di popolarità, complice anche il suo splendido carattere e la sua solarità, come testimonia anche la straordinaria ondata di affetto e di solidarietà che in questi durissimi giorni ha travolto la famiglia, molto conosciuta e stimata nell’isola.

Dopo l’esperienza Oltremanica, aveva deciso di tentare la sorte in Australia, dove viveva da pochi mesi e qui aveva già ottenuto riconoscimenti e risultati importanti. Fino a quella tragica caduta.