Dallas chiude i conti, Orlando allunga la serie verso un’inevitabile gara 7 contro Cleveland. I verdetti della notte NBA sono sostanzialmente quelli che tutti attendevano: un Doncic da 28 punti e 13 rimbalzi basta e avanza per avere ragione di una versione dei Clippers ormai sbiadita, ancora orfana di Leonard e con Norman Powell che manda a referto 20 punti (più di Harden, che si ferma a 16, e di George, che ne firma 18). Orlando invece ringrazia Banchero (27 punti) e riesce così ad arginare un Donovan Mitchell da 50 punti, che segna più di tutti i punti messi assieme dai compagni.

Mitchell spaziale, ma troppo solo: si va a gara 7 Dallas senza problemi: Clippers, il ciclo è già al tramonto

Mitchell spaziale, ma troppo solo: si va a gara 7

L’unico Cavs che aveva segnato 50 punti in una gara play-off era stato LeBron James, che si spinse a 51 in gara 1 delle Finals 2018 (quella famosa per l’errore nel finale di JR Smith, che credendo di essere in vantaggio catturò un rimbalzo e decise di allontanarsi dal canestro anziché tirare: i Warriors sentitamente ringraziarono, vincendo poi al supplementare).

Mitchell, che pure qualche problemino alla spalla ancora lo avrebbe (ma non si direbbe, numeri alla mano), le prova tutte per tenere in piedi i Cavs, che scappano nel terzo quarto dopo aver sempre inseguito, seppur a distanza minima. Il problema è che Cleveland nell’ultimo quarto di gara non segna, a meno che non lo faccia Mitchell: tutti suoi gli ultimi 18 punti di serata, ma i Magic nel finale la vincono di squadra grazie anche a un Banchero nuovamente solido (27 punti e 8 rimbalzi) e al solito Franz Wagner, che ne segna 26 dimostrando di essere un perfetto secondo violino (103-96 il finale).

Epilogo inevitabile della serie a gara 7: finora fattore campo sempre rispettato, ma i Cavs devono necessariamente fare di più se vogliono avanzare e andare a sfidare Boston.

Dallas senza problemi: Clippers, il ciclo è già al tramonto

Irving e Doncic combinano per 58 punti e Dallas non ha grossi problemi a chiudere la serie contro i Los Angeles Clippers, sempre privi di Kawhi Leonard, e soprattutto impossibilitati a replicare viste le poche armi a disposizione.

Non basta a Ty Lue un lodevole Powell da 20 punti, così come non bastano i 13 assist di Harden e tantomeno gli 11 rimbalzi di Zubac: Dallas la partita (e la serie) la vince nel terzo quarto, dove amplia il proprio vantaggio (all’intervallo lungo la partita era in perfetta parità) riuscendo a scappare sul +15, controllando poi nel finale di partita.

Ancora una volta, sul più bello i Clippers si scoprono troppo fragili: male Westbrook (6 punti), che non riesce proprio a incidere sui due lati del campo, ma senza Leonard s’era capito come sarebbe andata a finire. Sarà un’altra estate di processi a LA, con il rischio che il ciclo sia già concluso (carta d’identità alla mano).

Mentre sull’altra sponda losangelina (leggi Lakers) è partita la successione a Darwin Ham, esonerato come da copione: anche Lue tra i papabili con JJ Redick, Mike Budenholzer e Kenny Atkinson.