S’è staccata una valanga al TD Garden: è caduta addosso ai Dallas Mavericks, rispediti decisamente con perdite dai Boston Celtics nel primo atto delle NBA Finals 2024. Che hanno visto i padroni di casa dominare dal primo all’ultimo minuto, se si eccettua un blackout a inizio ripresa che ha rischiato di mandare in frantumi tutto il gran lavoro fatto nella prima metà di partita. Vittoria netta per 107-89 con un protagonista sopra tutti: Kristas Porzingis mancava da più di un mese, ma in pochi minuti ha fatto capire a tutti quanto sia capace di spostare gli equilibri all’interno di una serie che lo vede vestire i panni del grande ex.

Porzingis, un ritorno da star: Dallas non sa come fermarlo Doncic, l’ultimo ad arrendersi: 30 punti ma un solo assist La partita: Porzingis entra e cambia la serata

Porzingis, un ritorno da star: Dallas non sa come fermarlo

Il lettone è stata l’arma con la quale coach Mazzulla ha scardinato completamente i piani di Jason Kidd. Che non ha trovato un modo per arginarne la capacità di andare e difendere il ferro: in appena 24’ di partita, Porzingis ha chiuso con 20 punti, 6 rimbalzi e 3 stoppate, rivelandosi assai indigesto tanto per l’attacco, quanto per la difesa dei Mavs. Un impatto devastante su una serie che è stata subito sconvolta dalla prestazione del lungo dei Celtics, contro il quale adesso Dallas dovrà trovare contromisure tutt’altro che facili e scontate da individuare.

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Limitare però alla sola prova del rientrante Porzingis il merito dello splendido avvio di serie dei Celtics è sbagliato: l’attacco di Mazzulla ha girato meraviglia (23 assist contro i 9 di squadra dei Mavs), riuscendo a mettere in ritmo praticamente tutte le pedine giuste al momento giusto. Tutto lo starting five ha chiuso in doppia cifra, sebbene Tatum non sia apparso ancora una volta nella sua versione migliore (6/16 da due e 3/7 da tre). C’ha pensato però Jaylen Brown a tirar via le castagne dal fuoco nel momento di maggiore difficoltà, quando cioè Dallas s’era riportata a -8 (da -29) grazie al solito Luka Doncic, davvero l’ultimo ad arrendersi.

Doncic, l’ultimo ad arrendersi: 30 punti ma un solo assist

Il debutto nelle Finals di Luka Magic è stato decisamente all’altezza del compito che gli è stato assegnato: 30 punti e 10 rimbalzi, seppur stride quell’unico assist smazzato in tutta la serata. Doncic è la ragione per la quale c’è stata ancora una partita dopo l’intervallo: nel parziale di 29-9 che ha fatto correre i brividi al pubblico del TD Garden c’è tanta, anzi tantissima farina del suo sacco.

Solo che poi nessuno ha saputo sostenerlo adeguatamente: male Irving, l’altro grande ex della serie, che ha chiuso con soli 12 punti e la miseria di due assist. Male per una volta anche Dereck Lively II, completamente spazzato via dalla furia di Porzingis, autore di appena due punti. L’unico Mavs a salvare la pagella è stato PJ Washington (14 punti e 8 rimbalzi), ma è chiaro che per pensare di vincere la serie servirebbe ben altro. Perché il ritorno del lettone ha completamente cambiato gli scenari, spostando notevolmente l’asticella dalla parte di Boston.

La partita: Porzingis entra e cambia la serata

La scelta di Mazzulla di lasciare tanti tiri a Doncic (38 complessivi, di cui 26 da due: 42% il totale di serata, con il 33% dall’arco) ha finito per pagare dividendi, perché tutti gli altri Mavs hanno lasciato fare lo sloveno, ma così facendo si sono dimenticati di fare il loro.

Devastante Boston nel primo quarto, chiuso sul 37-20 e spaccato in due da un parziale di 14-2 col quale i Celtics si mettono nelle condizioni di dettare legge (di fatto è il divario che ritroveranno all’ultima sirena). Sotto gli occhi di Pep Guardiola, Porzingis entra con 7’ da giocare e fa il vuoto: 11 punti, due stoppate e +16 di plus/minus, preludio a una serata che chiude con 8/13 e dove protegge il ferro che è una meraviglia.

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Doncic arranca ma si mette al lavoro praticamente da solo: Irving non lo assiste e diventa praticamente un uno contro cinque. Le palle perse si sprecano e i Celtics scappano sul +29, doppiando i rivali (58-29). Lo sloveno limita i danni e poi comincia a forzare la mano in apertura di terzo quarto, quando Porzingis è in panchina e Boston vacilla, pasticciando in attacco e subendo canestri come se non ci fosse un domani. La tripla del –8 (72-64) obbliga Mazzulla a vederci chiaro: il rientro del lettone è manna dal cielo, ma è soprattutto Jaylen Brown a guidare l’attacco nel contro parziale di 14-0 che spegne ogni velleità di Dallas. L’ultimo quarto è puro garbage time: Kidd ha già la testa a gara 2, ma non sarà semplice trovare un antidoto al dominio di Porzingis.