Tutto ha avuto inizio con l’indiscrezione secondo la quale l’artista più iconica della scena francese avrebbe discusso della possibilità di interpretare una delle celebri canzoni di Edith Piaf a margine dell’incontro con il presidente Emmanuel Macron il mese scorso, anche se da nessuna delle parti in questione è mai giunta conferma dei rumors che riguarderebbero la cerimonia di apertura dei Giochi di Parigi 2024.

L’altra parte, il fronte opposto è costituito da Aya Nakamura, cantautrice franco-maliana capace di guadagnarsi l’elogio dell’industria musicale, di aver rilanciato quel pop transalpino trascurato e forse addirittura sottovalutato che, però, ha fissato in una fotografia impietosa del paese reale.

Razzismo e accuse dalla destra: Aya Nakamura offesa Il dibattito attorno a Parigi 2024 e la sua replica La tempesta perfetta La carriera inarrestabile di Aya Nakamura

Razzismo e accuse dalla destra: Aya Nakamura offesa

Un racconto che non è stato forse gradito dai suoi detrattori che l’hanno osteggiata, fino al razzismo, all’indomani della notorietà della sua eventuale investitura a massima sintesi della Francia contemporanea, opera vivente di un Paese ex imperialista che si misura oggi con esigenze e istanze che devono inglobare le nuove generazioni, quel che occorre loro, le richieste e il magma sociale che si legge anche attraverso i media.

Così l’ipotesi, non confermata, che Aya Nakamura possa cantare un brano di Edith Piaf diventa un problema durante la manifestazione elettorale domenica per il partito della Riconquista, guidato dall’ex candidato presidenziale di estrema destra Eric Zemmour, dove il nome dell’artista ha suscitato fischi dalla folla.

Un clima di contestazione che non andrebbe sottovalutato: un piccolo gruppo estremista ha appeso uno striscione vicino alla Senna con la scritta: “Non è possibile, Aya; questa è Parigi, non il mercato di Bamako”.

Il dibattito attorno a Parigi 2024 e la sua replica

La sua replica è giunta attraverso le piattaforme social, su cui Nakamura ha commentato senza alcuna remora quanto sta avvenendo in terra di Francia a dispetto della possibilità che una autentica star capace di trainare pubblico possa diventare simbolo anche della Francia nell’anno 2024: “Puoi essere razzista ma non sordo… Questo è ciò che ti fa male! Sto diventando il suddito numero 1 nei dibattiti… ma cosa ti devo veramente? Nada”.

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Il comitato organizzatore delle Olimpiadi si è affrettato a manifestare il proprio dissenso per quel che è accaduto alla cantante all’AFP: “Siamo rimasti molto scioccati dagli attacchi razzisti contro Aya Nakamura negli ultimi giorni. (Offriamo il nostro) totale sostegno all’artista francese più ascoltata nel mondo”, la loro manifestazione di solidarietà nei riguardi dell’artista che ha ricevuto elogi e attestati di vicinanza anche da parte del ministro dello Sport Amelie Oudea-Castera che le si è rivolto su X dicendo: “Non importa, la gente ti ama. Non preoccuparti di nulla”.

Questione politica, dunque. Antoine Leaument, deputato del partito di sinistra France Unbowed, si è scagliato contro gli estremisti rei di frasi e offese a sfondo razziale, scrivendo: “Dichiarano di amare il loro paese ma vogliono escludere la cantante francofona più ascoltata al mondo dai tempi di Edith Piaf. Non possiamo essere allo stesso tempo razzisti e patriottici in Francia.”

Nakamura ha dovuto affrontare critiche da parte della destra in passato per le libertà che si prende con la lingua francese, ricorrendo al gergo dell’hip-hop e a una lingua che si mescola con il codice utilizzato alle generazioni più giovani.

“Posso capire perché alcune persone dicono: ‘Chi crede di essere, per prenderci in giro nella nostra lingua francese?’” ha detto Nakamura all’AFP in una recente intervista. “Ma è importante accettare la cultura degli altri, e io ho due culture.”

La tempesta perfetta

Carole Boinet della rivista culturale Les Inrockuptibles ha detto che l’estrema destra, ironicamente, ha reso più probabile l’esibizione alle prossime Olimpiadi dell’artista scagliandosi così violentemente contro la sua arte, la sua musica e anche quella linguistica tipica della generazione e della commistione tra le culture che incarna.

“Aya Nakamura ha inventato questo linguaggio che è fantastico. Ha dei successi pazzeschi: la Francia dovrebbe essere orgogliosa di avere un’artista come lei conosciuta a livello internazionale”, ha detto Boinet all’AFP.

“È una controversia che viene dal lato arretrato della Francia, ma non saranno loro a decidere. Spero che canterà alle Olimpiadi: è diventato imperativo”, ha aggiunto con un certo trasporto.

Angelo Gopee, capo dei produttori di eventi Live Nation France, ha affermato che è “imperdonabile che i razzisti possano attaccare un’artista per le sue origini e il colore della sua pelle”. “Le Olimpiadi dovrebbero trascendere i confini”, ha tenuto a evidenziare.

La carriera inarrestabile di Aya Nakamura

D’altronde Aya Nakamura ha saputo scrivere della nuova Francia, fare di quella narrazione la sua cifra stilistica fino a diventare emblema popolare in un universo che include il pizzaiolo italiano, il ragazzo di origine africana che fa il fattorino, quello del Nordafrica che si allena insieme alla compagnia di amici, protagonisti delle sue clip e dei suoi video.

Ha saputo rompere il silenzio sulle violenze domestiche subite e portare a processo l’ex compagno, Vladimir Boudnikoff, anche padre di sua figlia. Ha deciso di accettare la proposta di una nota multinazionale di cosmesi francese di diventare brand global ambassador. Se la Francia decidesse di darle spazio, se Macron dovesse sostenerla, durante la cerimonia inaugurale di Francia 2024, allora sarebbe solo un plus per la stessa riuscita di questa edizione delle Olimpiadi.