Siamo italiani, è ovvio che cerchiamo polemiche dappertutto. Anche quando ci sarebbe soltanto da far festa, come nel caso dell’incoronazione di Jannik Sinner a nuovo numero 1 del tennis mondiale. Passata l’euforia per il momento del sorpasso nei confronti di Novak Djokovic, ecco subito che è partita la caccia allo “scoop”, o meglio alle dichiarazioni dei bastian contrari, quelli che pure di vedere Sinner in vetta al ranking avrebbero preferito che ci restasse il serbo (o magari che tornasse Alcaraz). E a tutti è venuto facile sentire cosa avesse da dire Nicola Pietrangeli, considerato (chissà poi perché) il nemico giurato di Jannik per via di qualche frase estrapolata dal contesto che in passato ha fatto più rumore di quanto nella realtà avrebbe dovuto fare.

I complimenti più sinceri: “Ora cosa diranno gli “haters”? La frase “infelice” che ha innescato la “rivalità” La promessa: “Se vince vado e lo premio… in carrozzella”

I complimenti più sinceri: “Ora cosa diranno gli “haters”?

Pietrangeli che stavolta il rancore l’ha serbato nei confronti di chi l’ha etichettato come “avversario” di Sinner. “C’è sempre qualcuno che spunta fuori e mi da addosso, sostenendo che io non voglia vedere Jannik vincere e scalare la classifica. Ma come si fa? Tante volte le mie parole sono state equivocate e strumentalizzate, soprattutto quando mi divertivo a scherzare sull’attualità”.

Risposta piccata affidata a Repubblica, alla quale il 90enne vincitore del Roland Garros edizione 1959 s’è rivolto per smentire una volta per tutte questa fama di “rosicone” che il web gli ha assegnato a mani basse. “Sono felicissimo per Jannik, un ragazzo d’oro che è diventato uomo. Gli faccio i complimenti più sinceri per come ha saputo crescere tanto rapidamente, dimostrando di meritare fiducia e considerazione. Solo che adesso mi chiedo cosa inventeranno gli haters sul mio conto, visto che pensano che io ce l’abbia con lui”.

La frase “infelice” che ha innescato la “rivalità”

L’accusa che da più parti è stata rivolta a Pietrangeli è figlia di alcune affermazioni che agli occhi di tanti appassionati sono sembrate un po’ fuori dal contesto, quasi dette per cercare di ridimensionare la portata dei risultati ottenuti dall’altoatesino nel corso della sua giovane carriera. Una in particolare aveva fatto arrabbiare più di un tifoso di Jannik: Non basteranno due vite a Sinner per battere tutti i miei record. Questo perché ce n’è uno imbattibile riferito alle partite che ho disputato in Davis Cup. Fatevene una ragione: quello non potrà mai batterlo e nessuno potrà mai contraddirmi”.

Pietrangeli è recordman assoluto al mondo di partite disputate in Davis (66), ma una volta si giocava più spesso e con una formula differente a quella odierna, più snella e concentrata praticamente soltanto al termine della stagione (almeno per i big). Quella frase (“Non basteranno due vite per battere tutti i miei record”) da tempo ormai perseguita il buon Nicola, che non s’è più affrancato dall’etichetta di “rosicone”.

La promessa: “Se vince vado e lo premio… in carrozzella”

Chiaro però che adesso le cose potrebbero cambiare una volta per tutti. Perché Pietrangeli ha incensato Sinner dopo aver raggiunto la vetta della classifica mondiale, e anzi s’è spinto persino oltre. “Non mi importa se dovrò andare in carrozzella, ma se dovesse vincere domenica prossima la finale del Roland Garros vorrei che fossi io a premiarlo sul Chatrier. Però devo vedere ancora come sto: sono acciaccato, onestamente sarebbe complicato per me andare a Parigi, anche perché lì vedo sempre meno amici e la cosa un po’ mi fa male. Però, vista l’eccezionalità dell’evento, se dovessero dimostrarsi tanto insistenti vedrò di fare uno sforzo. Perché coi terrei tanto a premiarlo, e lo dico sul serio”.

Chiudendo una volta per tutte una sorta di rivalità costruita ad arte, perché in fondo noi italiani siamo maestri quando c’è da mettere qualcuno l’uno contro l’altro. “Smettetela di dire che sono geloso. A Sinner va detto soltanto una cosa: bravo, bravo, e ancora bravo”. Parola di colui che ne è stato il grande precursore sul suolo nazionale. E che grazie a Jannik oggi può essere ulteriormente incensato e ricordato per i grandi traguardi ottenuti più di 60 anni fa.