A pancia piena si ragiona meglio, ma forse si spinge anche un po’ meno. Così Marco Odermatt per un giorno ha deciso di lasciare la scena ai suoi compagni di nazionale: la festa a Saalbach nell’ultimo supergigante della stagione è ancora una volta tutta svizzera, col podio monopolizzato dagli atleti elvetici, ma dove a sorpresa Odermatt non trova posto. Vince Stefan Rogentin, al primo successo assoluto in Coppa del Mondo in carriera, davanti al solito Loic Meillard (gran finale di stagione per lui) e al sorprendente Arnaud Boisset.

Rogentin bravo a sfruttare il pettorale di partenza Paris e Bosca in top ten: l’Italia chiude senza infamia né lode Feurstein, caduta spettacolare ma senza conseguenze

Rogentin bravo a sfruttare il pettorale di partenza

Odermatt aveva un obiettivo ben chiaro: vincere per avvicinare sensibilmente il record di punti di 2.040 punti in una singola stagione, stabilito dallo stesso atleta svizzero lo scorso anno. Gli resta una sola cartuccia da sparare: vincere domenica l’ultima discesa libera della stagione, altrimenti il record resterà tale.

A costare caro al leader incontrastato di Coppa del Mondo è stato il pettorale alto di partenza: Odermatt è sceso col numero 15, trovando una pista inevitabilmente segnata che ha finito per limitarne l’efficienza soprattutto nel primo e nell’ultimo settore (quello centrale, il più guidato con curve quasi da gigante, l’ha visto far segnare il migliori tempo), chiudendo al quinto posto.

Poco male però perché la Svizzera ha fatto comunque festa grande: Rogentin ha sfruttato il pettorale numero 6 per imporre il proprio ritmo soprattutto nella parte alta, dove ha guadagnato quei tre centesimi che alla fine sono costati la vittoria finale a Loic Meillard, che partito col numero 5 ha confermato però di attraversare un ottimo periodo di forma. Anche Boisset ha sfruttato il fatto di essere partito presto (col numero 4), sciando su una pista ancora abbastanza intonsa.

Dei 7 elvetici al via (su 23 atleti complessivi), 5 si sono piazzati nei primi 8 posti (Gino Caviezel ottavo): più dominanti di così…

Paris e Bosca in top ten: l’Italia chiude senza infamia né lode

Per l’Italia l’ultimo supergigante stagionale non ha portato grossi dividendi. Dominik Paris ha chiuso al sesto posto con 76 centesimi di ritardo, in tandem con Vincent Kriechmayr, pagando qualcosina di troppo nel primo e nel terzo settore ma non trovando mai il giusto feeling con una neve decisamente troppo molle per quelle che sono le sue caratteristiche (più è ghiacciata e meglio è). Guglielmo Bosca ha chiuso a 8 decimi da Rogentin, riuscendo a entrare per un pelo nella top ten di giornata. Fuori dalla zona punti Mattia Casse, che ha commesso qualche sbavatura di troppo pagando soprattutto il pettorale alto di partenza (il 17). Max Perathoner, campione del mondo juniores, chiude la sua prima gara di Coppa del Mondo tra gli applausi.

Feurstein, caduta spettacolare ma senza conseguenze

La gara è filata via liscia senza preoccupazioni, anche se ha avuto un sussulto nel finale sulla caduta spettacolare del giovane Lukas Feurstein a pochi metri dal traguardo: il giovane austriaco s’è rialzato, nonostante la botta sia stata piuttosto grossa (come lo spavento). Odermatt ha conquistato la coppa di specialità, chiudendo davanti a Kriechmayr (unico che poteva impensierirlo), ma forse non era la mattinata che sperava di vivere.