Tanti rimpianti e una certezza: se l’Italia fa l’Italia, anche una signora squadra come il Brasile può vedere i sorci verdi. Ma come la presa viene mollata per un istante, ecco che la creatura di Velasco fatalmente finisce per pagare dazio. Così a far festa nella terza gara della week di Macao sono le verdeoro, che vincono in rimonta per 3-2 una partita che a metà del quarto set pareva ormai saldamente in mano alle italiane. Che pagano dazio a qualche black-out di troppo, sbagliando troppo al servizio (33 errori gratuiti contro i 20 complessivi delle rivali) e soprattutto non riuscendo a capitalizzare le tante opportunità avute a disposizione. I due set vinti offrono però offrono il modo per limitare le perdite in chiave ranking, oltre alla sensazione che a questi livelli l’Italia ci può stare, eccome. Ma imparando a limitare gli errori.

Spettacolo ed emozioni, ma anche tanti errori Il momento buono: l’Italia che piace L’illusione e la frenata finale: dov’è che c’è da lavorare

Spettacolo ed emozioni, ma anche tanti errori

La partita di Macao, come da previsione, è stata bella, avvincente e appassionante, seppur dettata da fasi di blackout attraversate tanto dall’una, quanto dall’altra nazionale. Velasco è ripartito dallo stesso sestetto ammirato contro la Dominicana, con Orro al palleggio ed Egonu opposto, Bosetti e Sylla in banda, Danesi e Lubian centrali e De Gennaro libero.

Ha impiegato però poco il CT azzurro a mettere mani alla panchina: un parziale mortifero di 9-2 ha consegnato l’abbrivio iniziale tutto alle verdeoro, trascinate da Ana Cristina (più di Gabi, insolitamente in ombra). Al servizio l’Italia rimette le cose a posto: due ace di Orro e Danesi danno ossigeno, poi l’ingresso di Degradi in banda dà un po’ più di stabilita a una ricezione sin lì assai fallosa. Il Brasile di colpo s’inceppa: nel finale di set a muro arrivano le risposte invocate da Velasco, ma una volta trovata la parità a quota 24 un errore al servizio di Lubian e un attacco out di Egonu vanificano la grande rimonta, consegnando il primo set alle brasiliane per 26-24.

Il momento buono: l’Italia che piace

Il secondo set comincia meglio per le azzurre, che pure nella parte centrale perdono nuovamente contatto, stavolta per mano di Rosamaria che confeziona un attacco dietro l’altro. È un altro momento delicato: il Brasile scappa sul 15-10, ma stavolta tocca alle centrali riportare sotto le compagne, con un ace di Fahr (subentrata a Lubian) e due muri di Danesi che suggellano un parziale di 9-2, utile per ribaltare l’inerzia del match.

E stavolta l’Italia non si volta più: Rosamaria riporta sotto le verdeoro, ma dopo tre palle set non sfruttate ci pensa Sylla a muro a ristabilire la parità (27-25). Così nel terzo set le ragazze di Velasco prendono finalmente fiducia: Egonu e Bosetti martellano dai 9 metri e scavano il primo solco (6-2), ma qualche errore di troppo concede al Brasile l’opportunità di ritrovare la parità a quota 14. Un parziale di 4-0 rispedisce però le italiane avanti e porta Fahr a chiudere con un bel primo tempo la palla del 25-18 col quale l’Italia mette la freccia.

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L’illusione e la frenata finale: dov’è che c’è da lavorare

La partita adesso sembra davvero in mano a Egonu e compagne, ma con questo Brasile è sempre bene evitare di cedere alla tentazione di mollare un po’ gli ormeggi. Capita così che un quarto set nel quale, dopo qualche difficoltà iniziale, un parziale di 5-0 spedisce nuovamente l’Italia avanti con tre lunghezze di vantaggio, di colpo si trasformi in una piccola Caporetto: le azzurre sbagliano servizi a ripetizione e così facendo rimettono in carreggiata le verdeoro, trascinate da Ana Cristina che praticamente passa da ogni zona del campo.

Sul 15-11 il più parrebbe fatto, ma comincia tutta un’altra partita: un parziale di 14-4 stronca sul nascere le velleità di fuga delle azzurre, che sbagliano troppo dalla linea dei 9 metri e si concedono alla furia delle brasiliane, che capiscono che è il momento di insistere. Il 25-19 finale è una mazzata per un’Italia che nel tiebreak fatica a ritrovarsi, costretta subito a inseguire e cacciata indietro anche dall’ingresso “in partita” di Gabi, sin lì abbastanza abulica. Velasco si gioca tutte le carte (dentro anche Antropova), ma gli errori al servizio condannano le sue ragazze, che crollano dopo un paio di muri di Carol ai danni di Danesi, finendo per cedere 15-10.

Egonu chiude con 29 punti, top scorer di serata, con Danesi che ne firma 15 (5 a muro). Cinque punti anche per Antropova. Ana Cristina (22), Rosamaria (19) e Gabi (13) trascinano però il Brasile quando più conta. Domani (ore 13,30) si chiude la seconda settimana con la sfida contro la Cina.

Week 2, Macao

2 giugno, ore 13.30: Italia-Cina

Week 3, Fukuoka

11 giugno, ore 11.20: Italia-Canada 14 giugno, ore 11.30: Italia-Corea del Sud 15 giugno, ore 7.30: Italia-Stati Uniti 16 giugno, ore 7: Serbia-Italia