Arriva alla seconda giornata di VNL la prima vittoria della seconda era sulla panchina della nazionale azzurra femminile di Julio Velasco. Contro la Germania il 3-1 finale vale punti pesanti in ottica ranking, buoni per blindare una delle 5 posizioni da raggiungere per saltare sul treno olimpico. Ma soprattutto offre l’opportunità di ripartire dopo la scoppola iniziale subita ad opera della Polonia, che in un modo o nell’altro aveva finito subito per rendere più impervio il cammino delle italiane.

Antropova alza la voce: 24 punti e tanti saluti Flessione finale: alla fine ci pensano le big

Antropova alza la voce: 24 punti e tanti saluti

Ad Antalya il riscatto delle Azzurre passa soprattutto per la prova dominante di Ekaterina Antropova, che ha impresso da subito il suo marchio sulla partita. L’opposto di origini russe ha firmato 24 punti, di cui 4 arrivati a muro e un paio al servizio, di fatto sbrogliando buona parte delle matasse che strada facendo le ragazze di Velasco si sono ritrovate ad affrontare.

Non è stata, questo va detto, la miglior versione possibile di un’Italia che continua a faticare e che ha dovuto risalire la corrente nel corso del quarto set, quando s’è ritrovata a inseguire dopo aver ceduto (male) nel set precedente. Alla fine l’ingresso di Ilaria Spirito s’è rivelato determinante in difesa, riuscendo a colmare più di una lacuna che era emersa in corso d’opera e allontanando lo spettro di un’altra sconfitta che avrebbe complicato le cose in ottica olimpica (la Germania è una diretta concorrente per uno dei 5 posti vacanti che verranno assegnati tra poche settimane).

Flessione finale: alla fine ci pensano le big

Se Antropova il suo l’ha fatto, anche Caterina Bosetti ha risposto presente: 16 punti per la schiacciatrice che il prossimo anno giocherà proprio in Turchia, al VakifBank. Anche Alice Degradi, che aveva saltato la gara con la Polonia, ha dato il suo contributo alla causa, pur se gravata da un problema alla caviglia rimediato a inizio partita.

Buona la prima anche per Carlotta Cambi, preferita in cabina di regia a Francesca Bosio: la palleggiatrice ha cercato di mettere in ritmo tutte le proprie bocche da fuoco, pagando solo un passaggio a vuoto nel quarto set, dove l’Italia è stata sotto prima 16-10 e poi anche 21-18, riuscendo comunque a risollevarsi e a trovare i punti necessari per ricucire (attacco vincente di Degradi, muri di Danesi e Antropova per la parità a 21).

Nel finale è stata sempre Kate a illuminare la scena: prima con un attacco vincente da posto 2, poi dopo un altro attacco (stavolta di Bosetti) in situazione di fase break la stessa Antropova s’è presa il lusso di chiudere i conti, regalando all’Italia un successo di capitale importanza, peraltro da confermare domani (ore 19) contro la Bulgaria di coach Miceli (diretta DAZN), altre candidata a un posto nel ranking utile per volare a Parigi. Da segnalare anche i buoni ingressi di Omoruyi e soprattutto di Akrari, spedita in campo da Velasco al posto di Bonifacio nelle fasi decisive del match. Insomma, il primo segnale è arrivato, ma il cammino è ancora lungo.