Gara 4 val bene un’ipoteca. Sullo scudetto ad esempio, quella che vuol mettere Perugia. Che è a una sola partita dal mettere a segno “la stagione perfetta”, quella fatta di soli trofei conquistati tra tutti quelli ai quali ha partecipato. Non sarebbe una striscia degna della Maxicono Parma del 1990 (quando i trionfi stagionali furono 5), ma ci andrebbe tanto, ma tanto vicino. E metterebbe fine a un’attesa che in casa Sir dura da 6 stagioni, da quando Lorenzo Bernardi portò a conquistare lo scudetto un manipolo di ragazzi di quali oggi è rimasto il solo Max Colaci. Il libero che più di tutti sogna di cucirsi il tricolore al petto, dando un senso alla scelta di restare Block Devils praticamente per tutta la seconda parte di carriera.

Occhio alla Mint, la specialista delle gare 4 Perugia, Leon vuole chiudere da “gregario” trionfatore Monza, la serata dei saluti: vincere per sognare ancora

Occhio alla Mint, la specialista delle gare 4

Dovrà chiedere il permesso a Monza, che solitamente non è avvezza a concederne troppi. È vero, in casa la Mint ha perso almeno una delle due gare disputate nelle serie precedenti contro Civitanova e Trento, andando poi a riprendersi il ko. con gli interessi a casa delle rivali (e imponendosi sempre a gara 5).

Chi pensa a una serie ormai indirizzata farebbe bene a non prendersi troppo sul serio: Perugia ha probabilmente qualcosa in più, sia a livello di valori tecnici che di uomini da mandare in campo alla bisogna, ma Monza rimane la squadra più resiliente dell’intera Superlega. E forse l’unica che può spedire la serie a gara 5, e presentarsi magari anche con i favori del pronostico, visto quanto successo nel corso dei play-off.

Perugia, Leon vuole chiudere da “gregario” trionfatore

Perugia però ha una carta di cui la Mint non può disporre: risponde al nome di Wilfredo Leon, l’uomo che in uscita dalla panchina ha spesso e volentieri risolto i problemi di casa Sir. L’ha fatto in gara 1, l’ha fatto in buona sostanza anche in gara 2 (dove lui il suo l’ha fatto, con 24 punti a referto mettendo a sedere a turno Semeniuk e Plotnytskyi dal secondo set in poi), l’ha fatto soprattutto in gara 3 con la serie al servizio col quale ha spaccato in due la partita nel quarto e decisivo set.

Il capitano, promesso sposo del Lublin di Massimo Botti, vuol lasciare Perugia da trionfatore: arrivato in pompa magna nell’estate del 2018 per dar seguito al primo tricolore della storia perugina, vinto giusto pochi mesi prima, in 6 stagioni (di cui una invero interrotta dal Covid) non è mai riuscito a tener fede alle attese.

Stavolta potrebbe farlo peraltro in una veste diversa dal solito, perché quest’anno Leon è stato costantemente una riserva, prima per infortunio (ha cominciato a giocare con continuità soltanto da gennaio), poi per scelta tecnica, con Lorenzetti invero bravo a gestirlo nel corso di un’annata non semplice.

Monza, la serata dei saluti: vincere per sognare ancora

Monza è all’ultima curva di una stagione esaltante, dove l’unico cruccio potrebbe essere rappresentato dall’essere riusciti ad arrivare in fondo alle tre competizioni disputate (Coppa Italia, Cev Cup e appunto play-off scudetto), senza però riuscire mai a coronare l’ultimo sforzo.

Servono due vittorie per sovvertire il nefasto presagio: Eccheli chiederà ai suoi un ultimo sforzo per provare almeno a tornare a Perugia, dove qualche spiraglio di luce nelle prime due gare della serie i brianzoli lo hanno individuato.

Chiaro però che servirà una prova che dovrà rasentare la perfezione: a Maar, in partenza come Galassi (per entrambi destinazione Piacenza) e Takahashi (che tornerà in Giappone), il compito di provare a ribaltare ancora l’inerzia di una serie che pare segnata. Ma che segnata non può esserlo, semplicemente perché contro questa Mint scendere a patti è sempre piuttosto complicato. Anche se Perugia stavolta ha voglia di completare l’opera e concedersi definitivamente alla leggenda.