Oggi sappiamo che quel poliziotto eroico, uno che ha scelto di indossare la divisa come suo padre, è stato estubato e si sta riprendendo. Dietro di lui, come ha riportato il giornalista di Libero, Fabrisio Biasin, ha ricevuto una maglia autografata dai giocatori dell’Inter.

La riconoscenza e la stima sono cresciute, in questi giorni, nei confronti di questo giovane agente che è anche cognato del difensore nerazzurro Federico Dimarco, essendo sposato con la sorella della fidanzata del viceispettore.

La maglia dell’Inter per il poliziotto ferito, Christian Di Martino L’aggressione alla stazione di Lambrate Chi è il poliziotto ferito Le dichiarazioni di Ignazio la Russa

La maglia dell’Inter per il poliziotto ferito, Christian Di Martino

La foto lo mostra finalmente sorridente, mentre fa un gesto eloquente per comunicare che sta meglio, migliora. La divisa è stata appesa nella stanza dell’ospedale Niguarda, dove Christian si sta riprendendo dai colpi inferti, dall’emorragia che ha costretto l’equipe medica del nosocomio milanese a sottoporlo a 70 trasfusioni. Quella maglia è un atto di civiltà, oltre che di affetto.

Poliziotto come il padre, “uno dei pochi giovani disposto a lavorare per strada”, ha raccontato un collega che viene citato nei ritratti che si sono andati definendo nelle ore successive alla violenta aggressione subita dal viceispettore Christian Di Martino, 35 anni.

Federico Dimarco

L’aggressione alla stazione di Lambrate

L’intervento fatale risale a mercoledì scorso, dopo le 23, quando era stato chiamato d’urgenza con i colleghi per fermare il delirio dell’uomo di origine marocchina e destinatario di un decreto di espulsione – hanno poi riferito le agenzie di stampa – che stava tirando sassate a treni e passeggeri e aggredito una donna.

Di Martino è intervenuto e ha azionato il puntatore laser della pistola elettrica e preme il grilletto invano, perché Hasan Hamis aveva un giubbotto che lo ha protetto e consentito di non perdere conoscenza.

L’agente si è poi lanciato in un corpo a corpo, per fermarlo e procedere ma non poteva immaginare che cosa sarebbe accaduto. L’uomo aveva con sé un coltello con una lama lunga più di 10 cm: tre fendenti lo raggiungono e lo feriscono gravemente. Solo la prontezza dei colleghi lo ha salvato, vista la gravità dei colpi che hanno raggiunto organi vitali: all’ospedale di Niguarda arriva intorno a mezzanotte e mezza.

Sedato in Rianimazione, il 35enne capopattuglia della volante Zara 4° turno è vegliato dalla compagna e dai genitori arrivati da Ischia, confortati dal capo della Polizia Vittorio Pisani. Oggi che si è ripreso, oltre a Piantedosi anche il presidente del Senato Ignazio La Russa è andato a fargli visita.

Chi è il poliziotto ferito

Di Martino è nato a Ischia e arriva da una famiglia che ha già degli uomini in divisa come esempi. Suo padre è un ispettore di polizia in pensione, è stato un esempio per Christian, che ha seguito le sue orme professionali dopo aver fatto due anni nell’ex base Nato di Bagnoli.

A Milano è arrivato da qualche anno: è stato in servizio ai commissariati Sesto San Giovanni e Monforte-Vittoria e poi sulla prima linea delle volanti, Christian Di Martino era stato promosso a viceispettore a dicembre, dopo il concorso.

Le dichiarazioni di Ignazio la Russa

“Il ragazzo sta molto meglio, è in ripresa anche se è stato veramente in bilico tra la vita e la morte e devo dire che è rimasto dalla parte della vita grazie alla capacità della struttura del Niguarda, a partire dall’ambulanza che è arrivata in sette minuti, all’avvio delle operazioni qua, dopo solo 40 minuti, dopo che era stato già trattato sul posto”, ha detto il presidente del Senato dopo aver fatto visita al viceispettore ricoverato all’ospedale milanese.

“Mi ha detto che conta di farcela presto a tornare come prima. Speriamo che questo sia completamente possibile, per adesso mi accontento che torni presto fuori dall’ospedale”. Estubato e risvegliato domenica mattina, Di Martino ha superato la fase più critica: “Aveva dietro di sé la maglia dell’Inter, quindi sono proprio dalla sua parte da tutti punti di vista – ha aggiunto La Russa – ho scoperto che è pure cognato di Dimarco, il giocatore dell’Inter e questo non lo sapevo, gli ho detto «allora vengo tutti i giorni!»”.