Lui a pallone ci ha giocato davvero e si sentiva un po’ Savicevic, suo idolo in assoluto per il talento unito all’incostanza. E ha “rischiato” anche di diventare l’esordiente più anziano della serie A (“C’erano possibilità concrete. Ero tesserato a tutti gli effetti con il Parma. Salvezza alla penultima giornata, quindi c’erano tutto le condizioni ideali. L’ultima gara era in casa con l’Empoli. Purtroppo nella partita precedente era arrivato un rocambolesco pareggio, con la Reggina: un 3 a 3 che aveva suscitato parecchie polemiche. Per non crearne delle altre non mi è stato concesso l’esordio A”) ma Gene Gnocchi oltre che simpatizzante degli emiliani ha sempre sostenuto anche il Milan. Nato televisivamente con “Emilio” ed esploso con “Mai dire gol” il comico di Fidenza ha sempre avuto la passione per il calcio.

In una recente intervista a Gianluca Di Marzio rivelò: “avendo giocato posso rivendicare una certa competenza. So cosa significa stare in campo, capisco quando uno commette un errore, quali sono i rapporti all’interno degli spogliatoi. Ma anche la chiave di lettura di una partita da parte di un allenatore e le difficoltà a dirigere la squadra. Avere un occhio in più oltre a quello “codificato” del giornalismo sportivo, guardare il calcio anche in chiave ironica, ma con una certa competenza, secondo me può aiutare. Bisogna ricondurre questo sport in quello che è il suo ambito naturale, un gioco, che produce tanto reddito, ma che rimane pur sempre un gioco, una passione”.

Chi meglio di lui, quindi, per chiedere in esclusiva per Virgilio Sport un parere sul momento delicato del Milan e sull’allenatore da prendere per la prossima stagione?

Il Milan sta sondando non meno di 6-7 allenatori, dei nomi circolati chi le piace di più e perché?

“Il prossimo allenatore del Milan potrebbe essere chiunque, chi pesca il fiammifero più corto. Spero che arrivi De Zerbi ma credo che possa arrivare un allenatore straniero. Anche Thiago Motta mi piacerebbe moltissimo, magari accompagnato da Zirzkee”.

Lopetegui sembra out dopo la ribellione dei tifosi, giusto assecondare l’umore della piazza?

“L’umore si può anche non assecondare ma si va a rischiare già prima dell’inizio della stagione. Nel momento in cui allenatori bravi in circolazione ce ne sono, bisognerebbe anche considerare la possibilità di tentare qualche colpo. E poi non dimentichiamoci che è comunque la piazza che ti sostiene allo stadio e che sottoscrive gli abbonamenti. Questo è l’aspetto che va considerato”.

Sacchi consiglia di tenere Pioli e di non prendere comunque un tecnico straniero perché impiega troppo tempo ad ambientarsi, anche più dei calciatori stranieri: è giusto secondo lei?

“Tenere Pioli per me è giusto solo se il Milan non riesce a trovare nessuno di valido ma non è questo l’obiettivo della società per far ritrovare l’entusiasmo e tornare a sognare in grande.”

Cosa è mancato al Milan di quest’anno?

“E’ mancata un po’ di chiarezza sulle scelte. A me sembrava che il Milan giocasse anche bene nella parte iniziale della stagione: da Reijnders, Leao in fortissima a tanti altri. Poi tutto si è arenato, non so se sono state fatte delle scelte da Pioli non condivise dalla squadra. E’ mancata la mano del mister in questa stagione, soprattutto nei derby persi…”

Lei da giovane ha ‘rischiato’ di essere un giocatore del Milan, ci racconta questo aneddoto?

“Feci un provino a Linate, lo superai anche ma quell’anno bloccarono i trasferimenti giovanili. Abolirono la Beretti e andai all’Alessandria. Avrei dovuto iniziare una trafila nelle giovanili del Milan…”

Cosa può dare Ibra a questo Milan?

“Non ho ancora capito quale è il suo range di azione, i suoi margini di operatività. Ibra ha tutte le caratteristiche per dire la sua sulla formazione e valutare i giocare ma non è ben definito il suo ruolo e questo può stonare a lungo andare”.

Chi terrebbe del Milan attuale e quale giocatore le piacerebbe vedere in rossonero l’anno prossimo?

“Reijnders lo confermerei, anche Loftus-Cheek per il buon rendimento stagionale. Okafor e Chukwueze a me non sono dispiaciuti. Vorrei vedere di più Jovic magari il prossimo anno, anche perché Giroud andrà via. In difesa serve qualche ritocco”.

Lei che ha lavorato con Amadeus, cosa gli ha detto riguardo lo scudetto vinto dai nerazzurri?

“Abbiamo fatto ‘Meteore’ insieme, è stato un programma divertentissimo. Amadeus è un presentatore sulla cresta dell’onda: ha vinto lo scudetto, ha fatto dei record pazzeschi al Festival di Sanremo e ora è passato sul Nove. Qualche sfottò tra di noi c’è stato sul calcio e sullo scudetto vinto dall’Inter nel match contro i rossoneri. Ci siamo sentiti per dei progetti insieme e per chiedergli se mi porta al Nove con lui (scherza ndr.)”.

Sulla promozione del Parma, lei che è un grandissimo tifoso, come l’ha vissuta?

“Aspettavo solo l’aritmetica, adesso sono più tranquillo. Ho atteso solo questo momento e ho aspettato fino a fine campionato senza sbilanciarmi prima”

Ci regali una sua perla finale

“Il Milan ha rinunciato a Lopetegui dopo aver ricevuto tantissimi messaggi contrari. Tanti di questi erano firmati ‘Stefano P.’ “