Dopo tante polemiche Luciano Spalletti ha spiegato il perché della convocazione di Nicolò Fagioli alla vigilia dell’amichevole dell’Italia con la Turchia a Bologna, ma davanti ai giornalisti è tornato a parlare dei “difetti” di Scamacca e ha indicato i giocatori che, nella sua Nazionale, potrebbero avere i compiti dei “10” di un tempo: oggi gli azzurri hanno incontrato 5 grandi ex azzurri che hanno indossato quella maglia, Baggio, Totti, Del Piero, Antognoni e Rivera.

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Italia, Spalletti sull’infortunio di Scalvini

Domani l’Italia di Luciano Spalletti giocherà a Bologna contro la Turchia la prima amichevole pre-Europei. In conferenza stampa, il c.t. degli azzurri ha fatto il punto sugli infortunati, a partire da Scalvini, fermatosi domenica nel recupero di campionato tra Atalanta e Fiorentina. “Sono quelle cose che non vorresti mai sentire – ha detto Spalletti – , ma ne sono già successe un paio. Un abbraccio a Giorgio, si rimetta presto: è un bravo ragazzo e il futuro del ruolo nel calcio moderno, ieri giocava a centrocampo. Erano tutti entusiasti e disponibili della chiamata, anche Gatti rimasto a casa. Gli ho detto ‘magari ti chiamo’, ed è arrivato qui scarpe in mano, tutto sudato, è stato bello”.

Con i k.o. di Scalvini e Acerbi, il difensore della Juve ha un posto garantito agli Europei: “Gatti verrà in Germania”, ha chiarito il c.t.. In generale, però, Spalletti resta ottimista. “Le sensazioni sono buonissime – le sue parole – . I ragazzi hanno sviluppato bene il lavoro. Non si può dire che c’è il pilota automatico, ma siamo sulla strada buona”.

Italia, Spalletti e la convocazione di Fagioli

Tema caldo della conferenza, la convocazione di Nicolò Fagioli, chiamato in Nazionale da Spalletti nonostante la lunga squalifica per le scommesse che di fatto gli ha impedito di giocare per tutta la stagione. “Fagioli – ha spiegato il c.t. – l’ho convocato perché mi faceva piacere portarlo, sono stato richiamato per averlo portato. Poi per lui questi giorni sono fondamentali, deve dare le risposte. Poi si dice sempre che i giocatori sono sempre stanchi… Lui si è sempre allenato, è fresco! È tutto monitorato, sappiamo quanti metri ha fatto e in quanto tempo. Non è questione di simpatia, io ho i dati per valutare e lui ha fatto tutti gli allenamenti”.

Per Spalletti lo juventino può giocare insieme a Jorginho in determinate partite. “Uno come lui, con quella qualità, può essere complementare (a Jorginho, ndr), ma devi tenere palla 60’ sennò diventa un problema a rincorrere gli avversari. Ci voglio giocatori più abituati alla fase difensiva e al contrasto che serve per recuperare”.

Italia, Spalletti e la pigrizia di Scamacca

Spalletti è anche tornato sulla tirata d’orecchio a Gianluca Scamacca, che recentemente ha definito pigro. “Ho detto che è pigro ma anche tantissime cose positive… – ha precisato il c.t. – Non dico le cose per attaccare i miei giocatori, ma per aiutarli. Ai figli vanno dette le cose vere. Se guardi metri, velocità, forza della velocità, Scamacca perde con tanti altri. Ma è bello averlo qui, accolto con il sorriso, ha bei colpi di sole…”.

Italia, Spalletti e l’incontro con i grandi 10 della Nazionale

Spalletti ha poi parlato dell’incontro avuto oggi tra gli azzurri e i grandi numeri 10 della Nazionale: i giocatori della Nazionale hanno incontrato Roberto Baggio, Francesco Totti, Alex Del Piero, Giancarlo Antognoni e Gianni Rivera. “Ripeteremo le frasi dei 10 a ogni partita. Anche se loro hanno più possibilità di perforarti l’anima. Eroi che non dimenticheremo mai – ha svelato Spalletti -. Baggio ha detto: ‘Più grande è la responsabilità quando si indossa questa maglia: la prendiamo o perdiamo’. Antognoni: ‘Bello ritrovare ragazzi giovanili, le scelte erano giuste’. Totti: ‘In campo sempre per vincere divertendoci’. Rivera: ‘Giochiamo in avanti il calcio d’inizio, sennò non avrei segnato il gol in Germania’. Del Piero: ‘C’è la pressione ma avete grande opportunità che dopo ricorderete con il sorriso. Vi confronterete con i più forti’. E un altro 10 come Buffon ha detto: ‘Questo è un giorno epocale da tatuarsi addosso’. E voglio ricordare anche Vialli con la sua faccia un po’ malinconica ma determinata. Lo vogliamo con noi, lo vogliamo respirare, libero di interpretare il ruolo che vuole”.

Italia, per Spalletti Pellegrini e Barella hanno giocate da 10

In questa Nazionale non c’è un vero e proprio 10, ma per Spalletti un paio di giocatori hanno colpi degni di quel ruolo. “Pellegrini può essere un 10 – ha concluso Spalletti -. Anche Barella, perché ha le giocate che ti colgono di sorpresa, fa passare le cose dove molti vedono muri”.