Presente e futuro: Furlani ha fatto chiarezza sul domani del Milan in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. L’amministratore delegato ha parlato dell’inchiesta sulla cessione da Elliot a RedBird, del mercato e delle strategie, del futuro dei giocatori come Leao e di Pioli e anche del ruolo di Ibrahimovic all’interno della società

Milan, il mercato e il futuro di Leao e Pioli L’inchiesta sulla cessione del Milan: “Non la temiamo” Milan, il ruolo di Ibrahimovic

Milan, il mercato e il futuro di Leao e Pioli

“Leao? Rafa ha una clausola rescissoria da 175 milioni ma prima ancora ha il desiderio di restare al Milan – ha spiegato Furlani. Poi ha proseguito: “Qui sta benissimo, dovrebbe essere lui a chiederci di voler andare ma non vuole proprio. Theo e Maignan? Hanno un contratto fino al giugno 2026. Si parla di vendere o comprare, ma spesso sono i giocatori a decidere del loro futuro. Loro sono due campioni, speriamo restino con noi il più a lungo possibile e facciano ancora la differenza“. Su Pioli: Ha una storia decisamente positiva, ha riportato la squadra in Champions e ha vinto lo scudetto. Spesso viene criticato ma ha fatto risultati importanti. Nessuno dalla società ha mai parlato di panchina a rischio. Ora sarebbe ingeneroso valutarlo in base al futuro percorso in Europa League o all’esito del derby, per quanto importante sia”.

L’inchiesta sulla cessione del Milan: “Non la temiamo”

Furlani ha parlato anche dell’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita del Milan da Eliott a RedBird: “La temiamo zero, il proprietario del Milan è RedBird dall’agosto del 2022. Elliott ha concesso un vendor loan che è uno dei tanti modi possibili per concludere un’operazione di questa portata. Non c’è niente di nascosto, è tutto molto trasparente, i fatti sono facilmente verificabili. Giusto che le autorità facciano il loro dovere, rimaniamo pienamente collaborativi.

L’unico desiderio è che si faccia in fretta, nell’aria è inevitabile un po’ di fastidio. L’ingresso di un nuovo azionista? Premesso che il vendor loan , di cui tanto si parla, scade nella seconda metà del 2025, non c’è niente di imminente. Sul tema socio non ci sono trattative in corso. In ogni caso il controllo del Milan è e rimarrà di RedBird“.

Milan, il ruolo di Ibrahimovic

L’ad rossonero ha definito anche il ruolo di Ibrahimovic all’interno della società e ha spiegato la sua importanza nella comunicazione e nelle scelte: “A livello formale Zlatan non ha deleghe con cui poter decidere, ma il nostro approccio al lavoro non è ‘formalistico’. C’è un gruppo che opera e decide in piena collegialità. Il mio rapporto con Ibra è fantastico e sono fortunato ad averlo vicino, è curioso, conosce tante realtà e sa che cosa è il calcio di oggi.

Siamo complementari, lui è uomo di campo, io un manager. Io non posso parlare a Maignan con il suo stesso linguaggio. Io al Milan ci tengo, ci tengo proprio. Ribadisco, le condizioni in cui si era trovato a essere il club hanno accentuato in me una forte attenzione, responsabilità e avversione agli azzardi che mi impediscono di essere irrazionale.

Quando mi è stata offerta l’opportunità di far parte della società, mi sono fatto una domanda: ‘Sul letto di morte mi pentirò di averlo fatto o no?’. Ho risposto di no. Per me non è questione di carriera, c’è solo il Milan: il club a cui sono legato oggi e per sempre. Non cerco la ribalta nel calcio, non andrò mai in nessun’altra società. Sul mercato Ibra sceglierà i giocatori e io definirò l’aspetto contrattuale? Non scordiamo Moncada: Geoffrey è il numero uno. Io non decido sulla scelta tecnica, ma sugli aspetti connessi e correlati all’investimento: se hai 100, non ne metti 80 su un solo giocatore. Su chi punteremo? Non spetta a me discutere di nomi o ruoli”.