Si temevano contestazioni, è stata una festa. Condita da lacrime, tante e spontanee. Da parte di grandi e piccini, non del diretto interessato. Stefano Pioli, per l’ultima volta, è stato l’eroe di San Siro. Sponda rossonera, ovviamente. Il tecnico, che ha già ufficializzato il divorzio dal Milan, ha salutato i tifosi al termine del match con la Salernitana, pareggiato 3-3 tra errori e pasticci da ambo le parti. Ma questa era soprattutto la partita dei saluti. La partita dell’addio del tecnico dell’ultimo Scudetto milanista.

Milan, striscioni e applausi per Stefano Pioli San Siro, i ringraziamenti dell’allenatore “Pioli is on fine”, il coro ferma il discorso Milan, la rivelazione di Pioli in diretta tv Il futuro: ecco quando e dove tornerà Pioli

Milan, striscioni e applausi per Stefano Pioli

Il momento celebrativo di Pioli è arrivato al termine della serata, dopo che pure Simon Kjaer e Olivier Giroud avevano salutato il pubblico di San Siro. Poi è arrivato il momento dell’allenatore. Ed è stata festa. Solo applausi per il tecnico, che pure sui social negli ultimi tempi era sistematicamente contestato. Colpa dei risultati non esaltanti e di qualche prestazione non all’altezza, soprattutto nei momenti cruciali o nelle sfide più sentite. Tutto dimenticato, però, nel momento dell’addio. Applausi e standing ovation per il tecnico in partenza. E uno striscione dalla curva: “Senza troppi giri di parole: grazie mister Pioli“.

San Siro, i ringraziamenti dell’allenatore

Pioli ha preso la parola e ha iniziato col dire grazie a tutti: “Ho salutato mia figlia, anzitutto”, ha detto rivolgendosi alla tribuna. “Questa è la serata dei ringraziamenti, comincio dalle persone che mi hanno voluto qui, sostenuto, dato la possibilità di allenare un club fantastico. Grazie alla proprietà, ai dipendenti di Casa Milan, di Milanello, al mio staff, ai miei giocatori. Sapete cosa penso di voi, siete speciali e certe cose rimarranno. E poi ci siete tutti voi”, dice ai tifosi. “Ci avete dato energia, ci avete stimolato, noi abbiamo cercato di mettere sul campo questa energia”.

“Pioli is on fine”, il coro ferma il discorso

Un discorso interrotto dal coro spontaneo, modellato sulle note di un successo di Gala degli Anni 90, diventato un po’ il tormentone dello Scudetto 2021-22: “Pioli is on fire”. Un coro a cui ha partecipato lo stesso Pioli, portato in trionfo dai suoi calciatori. “Fatemi finire”, ha detto a un certo punto il tecnico, che voleva concludere il suo discorso. “Abbiamo perso, abbiamo sofferto insieme. Abbiamo vinto e abbiamo gioito insieme. Le emozioni che abbiamo vissuto ci rimarranno dentro. Avete messo il fuoco nel mio cuore e rimarrà sempre acceso. Non vi dimenticherò. Grazie”.

Milan, la rivelazione di Pioli in diretta tv

Poi in tv, ai microfoni di DAZN: “Ho vissuto tante emozioni in questi giorni, tante cose che ti entrano in testa, tanta riconoscenza e gratitudine per tutti quelli che hanno contribuito a questo percorso. Ma gratitudine soprattutto per i miei giocatori, soprattutto quest’anno sono stati un gruppo speciale. Un gruppo normale in certi momenti si gira dall’altra parte, loro invece hanno allungato la mano, mi sono stati vicino. I tifosi? Orgoglioso di aver fatto parte di questo percorso, mi rimarranno dentro tante cose”.

Il futuro: ecco quando e dove tornerà Pioli

E poi sul futuro: “Voglio cercare di costruire ancora qualcosa di speciale. Esigo tantissimo da me stesso, so cosa devo pretendere da una società e dai giocatori. Voglio fare qualcosa di speciale, conoscere giocatori e persone con la speranza di trovare soprattutto le persone che ho trovato qua. Siamo stati la squadra più giovane a vincere lo Scudetto e vorrei riprovare a fare qualcosa di grande. Anno sabbatico? Al mio agente ho detto di aspettare l’ultima partita col Milan. Devo trovare qualcosa di particolare, che mi dia stimoli. Non mi sento stanco. Il ciclo col Milan era finito, ora tra una decina di giorni forse vedrò cosa fare. Sto studiando inglese (ma quasi non riesce a dire ‘see you soon’, ndr), mi piacerebbe vivere nuove avventure. Le critiche? Solo quelle di qualche ex allenatore mi hanno colpito”.