La Lazio cala il tris e ritrova la vittoria in campionato dopo la sconfitta nel derby contro la Roma. La squadra di Tudor regala spettacolo con un Felipe Anderson in grande forma e supera la Salernitana senza troppi problemi. Decisivo anche Vecino, sempre pericoloso dai calci piazzati. Granata ormai con un piede e mezzo in Serie B.

Lazio-Salernitana, il racconto del match Lazio, cosa ha funzionato Lazio, cosa non ha funzionato Le pagelle della Lazio Top e flop della Salernitana Lazio-Salernitana 4-1, il tabellino

Lazio-Salernitana, il racconto del match

Tra contestazioni e cori il match si fa subito caldo e senza sosta. Dopo appena sei minuti Felipe Anderson ruba palla a Candreva, accelera, entra indisturbato in area e di piatto con il sinistro porta in vantaggio la Lazio. La Salernitana non entra in partita e al 10′ rischia di subire il raddoppio: Luis Alberto recupera un pallone sulla trequarti e pesca Castellanos, che con un pallonetto non riesce a beffare Costil, poi sulla ribattuta salva Boateng.

I biancocelesti sfruttano il momento e al quarto d’ora segnano il 2-0 con Vecino, il più lesto a fare centro dagli sviluppi di un corner, dopo una deviazione con la mano di Gyomber. Passano appena due giri d’orologio e arriva la reazione d’orgoglio dei granata che accorciano le distanze con Tchaouna, bravo di testa a trasformare in oro il cross di Maggiore. Al 35′ la squadra di Tudor sale in cattedra e cale il tris con una bella combinazione tra Castellanos e Luis Alberto, che a sua volta pesca l’inserimento con i tempi giusti di Felipe Anderson, freddo davanti il portiere a siglare la doppietta personale.

Il brasiliano nella ripresa cestina la chance per fare tripletta: Kamada lo serve con i tempi giusti, ma l’ex West Ham calcia male. La Lazio si diverte e sfiora il poker al termine di un’azione meravigliosa con Felipe Anderson che mette Luis Alberto davanti il portiere, ma lo spagnolo si fa ipnotizzare da Costil, che compie un miracolo. Quarto gol che arriva con Isaksen all’88’: Rovella in scivolata intercetta una palla a metà campo, che arriva sui piedi del danese che fa partire un diagonale di destro imprendibile. I padroni di casa gestiscono bene nel finale e conquistano tre punti fondamentali per la lotta all’Europa.

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Lazio, cosa ha funzionato

Tudor schiera la Lazio sempre con il 3-4-2-1, ma con una novità: Lazzari sulla sinistra e Marusic a destra per coprire meglio le avanzate di Candreva. La posizione arretrata di Kamada e Luis Alberto sulla trequarti mandano in tilt la linea di difesa della Salernitana, che non riesce a prendere le misure e lascia spesso delle praterie per gli inserimenti di Felipe Anderson.

Lazio, cosa non ha funzionato

Unica pecca? La poca concentrazione dopo la rete del raddoppio. Una leggerezza che rimette in partita la Salernitana e che costringe i biancocelesti a soffrire per alcuni tratti del primo tempo.

Le pagelle della Lazio

Mandas 6: Non può nulla sul gol della Salernitana, per il resto si gode lo spettacolo. Patric 6: Si integra bene al terzetto di difesa, a tratti si veste da centrocampista e aiuta la squadra ad uscire dal pressing. Casale 6: Non vive una serata complicata e Ikwuemesi non riesce mai a metterlo in difficoltà. Gioca con dedizione e tranquillità e non fa rimpiangere l’assenza di Romagnoli. Gila 6: Gioca da veterano e ormai non è una sorpresa. Piccolo di statura, ma si fa sentire in mezzo al campo. Marusic 6.5: “Corri, ragazzo, corri”, il difensore montenegrino prende alla lettera le parole di Vecchioni e si trasforma in Forrest Gump. Kamada 6: Si accende ad intermittenza, in alcuni frangenti sembra un turista in gita. Poco costante, ma quando vede la luce si diverte. Vecino 7: Lascia le impronte per il prato dell’Olimpico: giganteggia, vince quasi tutti i duelli e poi festeggia anche il gol. Lazzari 6: Potrebbe far parte del meme delle cose che si trovano in posti improbabili. Tudor lo schiera a sinistra, lui risponde bene, anche se perde Tchaouna prima del gol della Salernitana. Felipe Anderson 7.5: Scende in campo con gli sci e dribbla gli avversari come fossero i paletti sulla neve. Arriva puntuale al traguardo della porta e non è il tipo che si emoziona. Freddo, appunto, come la neve. Luis Alberto 7: All’Olimpico è tornato il mago: gioca con il pallone come se fossero delle carte, i difensori granata non riescono a capire il trucco e restano con la bocca aperta. Castellanos 6.5: Si muove come un pendolo e detta i tempi di attacco alla profondità con precisione. Porta via l’uomo a Felipe Anderson in occasione del primo gol. Spreca qualche palla di troppo, ma resta nel vivo del gioco. Hysaj (dal 58′) 6: Si limita a difendere ed è timido in fase offensiva, ma non commette errori. Cataldi (dall’80’) SV Rovella (dall’80’) 6.5: Con un grande anticipo dà il via all’azione del gol di Isaksen. Pedro (dall’80’) SV Isaksen (dall’84’) 6.5: Entra nel finale e ci mette pochi istanti a fare gol, mettendo la ciliegina sulla grande serata della Lazio.

Top e flop della Salernitana

Tchaouna 6.5: In una gara in cui è spesso la palla la vede con il binocolo, si rende l’unico pericoloso e realizza il gol della speranza. Maggiore 6.5: Corre, pressa e cerca di dare una scossa, fino ad arrendersi a fine primo tempo per infortunio. Regala a Tchaouna la gioia del gol. Candreva 5: Non entra mai in partita e si addormenta prima del vantaggio della Lazio, perdendo un pallone sanguinoso. Gyomber 4.5: Gira a vuoto come una trottola impazzita senza trovare mai un punto d’equilibrio. Rappresenta alla perfezione della legge di Murphi e con lui spesso tutto quello che può andare male va male.

Lazio-Salernitana 4-1, il tabellino

RETI: Felipe Anderson 7′ e 35′, Vecino 14′, Tchaouna 16, Isaksen 88′

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Casale, Patric, Gila (Isaksen 84′); Lazzari, Kamada, Vecino (Rovella 80′), Marusic (Hysaj 58′); Luis Alberto (Cataldi 80′), Felipe Anderson; Castellanos (Pedro 80′). Allenatore: Igor Tudor. A disp: Sepe, Renzetti, Milani, Cataldi, F.Anderson, Saná Fernandes, Gonzalez.

SALERNITANA (3-4-3): Costil; Gyomber, Boateng (Manolas 46′), Pirola; Zanoli (Sambia 46′), Maggiore (Legowski 56′), Coulibaly, Bradaric; Candreva (Martegani 85′), Ikwuemesi (Weissmann 76′), Tchaouna. Allenatore: Stefano Colantuono. A disp: Ochoa, Allocca, Pasalidis, Nwankwo, Gomis, Fazio, Pellegrino, Pierozzi, Vignato.

ARBITRO: Zufferli di Udine

AMMONIZIONI: Coulibaly

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