In informatica, il codice sorgente è il testo di un algoritmo. Nel pc del Milan la stringa porta il nome di Ouedraogo, stellina della seconda squadra dello Schalke 04 che sta brillando in Zweite Liga. Una sorta di deja-vu per i rossoneri che dai Die Knappen hanno coltivato il talento di Thiaw. Ora riproveranno la scommessa? Il “professore” Olaf Thon, leggenda del club che debuttato con i colori dei blu reali a soli 17 anni, non ha dubbi sul giovane centrocampista del 2006: “Ha intelligenza di gioco, velocità, lavoro di squadra, pericolosità in avanti. Tutto per essere un giocatore completo“. Una grande investitura per chi grande lo può diventare.

Milan, occhi su Ouedraogo: un box-to-box precoceOuedraogo, un figlio d’arte contesoLa Germania del domani: Ouedraogo e il premio Fritz

Milan, occhi su Ouedraogo: un box-to-box precoce

Ouedraogo sembra aver fermato il tempo, come quando a 17 anni e 80 giorni ha esordito e segnato contro l’Amburgo, firmando due record: giocatore più giovane della storia in prima squadra e marcatore più precoce, superando il primato di Julian Draxler. Un predestinato, con un fisico già pronto per imporsi: 1.91 e tanta qualità. I punti interrogativi sono molti, il primo: che ruolo ricopre? La risposta più scontata è tanti o nessuno. Una nuova teoria del rasoio di Occam per scoprire la soluzione.

Ma questa volta non è un problema, anzi, forse un’arma in più a favore degli allenatori: il piccolo tedesco può giocare ovunque in mediana e sulla trequarti, anche se da centrocampista può sprigionare tutto il suo talento. Un vero box-to-box alla Gerrard, senza scomodare paragoni al momento irrealizzabili.

Il Milan, tra le squadre italiane a fare più scouting, lo ha notato, ma non sarà facile convincere la sua famiglia calcistica. Lo Schalke lo coccola da quando aveva appena 8 anni, si è formato con i cori del vecchio Parkstadion: è un ragazzo del posto, nato nella Ruhr, dove ti crescono con il pallone e con un obiettivo: battere il Borussia Dortmund. Anche i derby in Italia sono molto accessi, Furlani e Moncada sono a lavoro, intanto il ragazzo può pensare a divertirsi.

Ouedraogo, un figlio d’arte conteso

Il calcio nella famiglia di Ouedraogo è una costante. Il padre Alassane ha avuto una carriera lunga, durata due decenni. Ha rappresentato il Burkina Faso, indossando la maglia per 62 volte. Dalla Nazionale al club: ha iniziato allo Sporting Charleroi in Belgio, per poi trasferirsi al Colonia, dove ha collezionato tre presenze in Bundesliga prima di scendere nelle serie inferiori.

Assane ne ha ereditato la passione e anche il ruolo, anche se ne fa tanti. Ora è al centro del mercato, perché un diamante è meglio acquistarlo quando non ha valore. Non solo il Milan, anche Bayern Monaco e Liverpool sono alla porta. In tanti bussano, sta alla Schalke decidere chi aprire.

La Germania del domani: Ouedraogo e il premio Fritz

La Germania negli ultimi anni ha vissuto un periodo di flessione. Di certo il talento non manca, sia del presente sia del futuro, come Ouedraogo. Il 2006, era appena nato quando la sua Nazione (diversa da quella del padre) ha ospitato il Mondiale vinto dall’Italia. Ora ne ha già rappresentato i colori. Con l’U17 ha vinto da protagonista l’Europeo di categoria, segnando anche in semifinale contro la Polonia.

Prestazioni di alto livello che gli sono valse il la medaglia di bronzo del Fritz Walter Award (giovane dell’anno) dietro ai compagni di squadra Paris Brunner e Noah Darvich. “Aller Anfang ist schwer” è un modo di dire tedesco, che tradotto significa “Ogni inizio è sempre difficile“. Non sembra il caso di Ouedraogo, ma meglio tenere i piedi per terra in un calcio che può cambiare con uno schiocco di dita. Il Milan