Non c’è spazio solo per la velocità nel cuore dei piloti. Almeno non nel caso di Charles Leclerc che ha voluto rendere omaggio a un amico e a un collega che non c’è più. Il pilota della Ferrari infatti ha deciso di indossare il casco con il numero 17 come omaggio a Jules Bianchi, scomparso dopo un terribile incidente avvenuto a Suzuka nel 2014.

Leclerc: “Un casco speciale per una persona speciale” Bianchi: il ricordo di Verstappen Bianchi: 10 anni fa il tragico incidente

Leclerc: “Un casco speciale per una persona speciale”

A ricordare Jules Bianchi ci pensa ora il pilota della Ferrari, Charles Leclerc, che in occasione del GP di Suzuka che si correrà domenica ha deciso di indossare un casco dedicato al pilota francese con il suo numero, il 17. Su Instagram le parole del pilota monegasco: “Un casco speciale per una persona speciale per me. Sono passati 10 anni da quando abbiamo perso Jules qui in Giappone. Ho tanti ricordi con lui che non dimenticherò mai. Mi manca e farò di tutto per portare quel casco su un gradino del podio domenica”.

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Bianchi: il ricordo di Verstappen

Nel corso della consueta conferenza stampa che precede il weekend di gara arriva anche il ricordo di Verstappen: “Credo che si tratti di quei giorni a cui non si vuole pensare troppo. Non conoscevo Jules così bene ma avevamo tanti amici in comune. Aveva un talento incredibile e avrebbe fatto cose bellissima in Formula 1. Penso sia stato un giorno molto brutto per lo sport che forse però ci ha insegnato qualcosa sulla sicurezza. Anche se a volte sembra che devono accadere questo tipo di cose per pensare alla sicurezza”.

Bianchi: 10 anni fa il tragico incidente

Il 5 ottobre del 2014 è una data che nel mondo della F1 si ricorda a lungo e non per un evento piacevole. E’ infatti il giorno in cui Jules Bianchi è vittima di un bruttissimo incidente sul circuito di Suzuka, nel corso del Gran Premio del Giappone. Il pilota francese infatti perde il controllo della sua monoposto e va a sbattere contro un caterpillar che non avrebbe dovuto essere in quel posto. Le ferite sono gravissime ed entra subito in coma, con la morte che avviene però solo nel luglio del 2015 senza aver mai ripreso conoscenza.