Cambiando l’ordine degli eventi il risultato non cambia. Max Verstappen aggiorna il libro dei record, 9 di fila come Vettel ai tempi Red Bull e tanti altri primati battuti o da battere a breve, vincendo anche un Gran Premio di Olanda, pieno di colpi di scena ideale per tornare in tensione dopo la sosta estiva del Mondiale di Formula 1 2023. Alle sue spalle non il solito vuoto ma il cuore e il talento intramontabile di Fernando Alonso e la sagacia di Pierre Gasly.

Nel suo eterno saliscendi la Ferrari incontra un altro week end di sofferenza, in particolare per Charles Leclerc mai in palla in Olanda, mentre come ogni tanto capita nei momenti difficili a salvare la baracca ci ha pensato Carlos Sainz. Li ritroveremo sicuramente tutti o quasi tra i “top e flop” della domenica tra la musica a palla degli orange festanti con le nostre pagelle.

F1, pagelle Gran Premio di Olanda – ZandvoortGP Olanda: il top dei top, il ruggito di AlonsoGP Olanda: il flop dei flop, box FerrariF1, prossima gara: Formula 1 a Monza nel tempio della velocità

F1, pagelle Gran Premio di Olanda – Zandvoort

Max Verstappen (Red Bull) 10: con la pioggia o con il vento, lui di certo non va lento! Costretti a inventare stupide rime per variare un po’ il trend degli aggettivi per questo olandese volante che non c’è soluzione di sosta: non si batte, semplicemente più forte. Amen! Fernando Alonso (Aston Martin) 10: semplicemente eroico Nando che si esalta quando tutti pensavano che la sua stagione fosse destinata al tramonto dopo il grande inizio. Ed invece come la sua carriera, conosce sempre un’eterna giovinezza, sorpasso da paura all’inizio, finale da leone nel cercare quella vittoria che chissà un giorno potrebbe arrivare. Carlos Sainz (Ferrari) 7: guida un camion (direbbe Prost, cit 1991) come l’altro ferrarista ma a differenza del “predestinato” riesce anche a farlo andare bene. Lotta con le unghie e con i denti trovando un insperato 5° posto facendo credere a tutti di poter salire sul podio. Quando l’altro, Leclerc, va in crisi, lui salva la baracca rossa come può. Ironia della sorte quando invece la Ferrari va benino lui fa peggio. Contrappasso! Lando Norris (McLaren) 6: uno di quelli che gioca il jolly al contrario restando in pista con le gomme asciutte ma non aveva il salvagente, ha saputo ricostruire la sua gara nella seconda parte. Charles Leclerc (Ferrari) 3: che non fosse il suo week end lo si era capito sin dal venerdì. Poi lui quando la Ferrari non va, specie questa SF23 cade in depressione, roba da finire in analisi e si sa che la sfortuna a volte te la chiami anche. A muro sabato, toccata al via la domenica, anche la chiamata buona al primo giro vanificata dal box e da una macchina danneggiata e inguidabile. Oddio non che prima la Ferrari 16 lo fosse di più… Poverino Charles George Russell (Mercedes) 5: come Norris lo mal consigliano all’inizio di restare a nuotare nel mar d’Olanda ma affoga nei Paesi Bassi, infine si ritira quando era in lotta per i punti. Sfortunato. Alexander Albon (Williams) 7: quando c’è da soffrire in pista con le gomme è di gran lunga il migliore, tra quelli che annaspa con le slick è quello che galleggia meglio, poi ha una tenuta incredibile con le hard, magistrale, l’8° posto lo ripaga della costanza. Sergio Perez (Red Bull) 5,5: figlio di un dio minore, sempre, se ce n’è uno. Fiuta la pioggia forte per primo, forza la chiamata al giro 1, si ritrova davanti con un’enormità di vantaggio sugli altri e come lo ripaga la Red Bull? Favorendo Verstappen al pit successivo. Niente da fare, telefonare a Barrichello, Irvine e Bottas per sapere cosa si prova a essere “secondi” a vita. Ma poi rovina tutto tornando il Calimero di sempre: si gira sul bagnato, si becca la penalità in pit lane, perde il podio. Inguaribile Oscar Piastri (McLaren) 6: anche lui come Norris ha il merito di rimettere in piedi una gara che dopo l’inizio sembrava compromessa. Ma la McLaren qui sperava in altro. Logan Sargeant (Williams) 5: per la prima volta è andato forte, in top ten in Q3 ma amico se poi vai a muro due volte, in qualifica e in gara, getti alle ortiche la qualunque. Desperado! Guanyu Zhou (Alfa Romeo) 6: è tra quei geni che gioca il jolly al primo giro sotto la pioggia ritrovandosi addirittura secondo ma fu gloria effimera. Sverniciato a più riprese come neanche una superficie da tester per pennelli da pittura. Eroico. Pierre Gasly (Alpine) 9: quando ci sono gare incasinate stai sicuro che lui ci mette lo zampino e prende il massimo, anche oltre. Unico nel suo genere. Forse forse una chance da “grande” la meriterebbe nuovamente dopo la parentesi Red Bull. Intanto si mette dietro Perez… Lewis Hamilton (Mercedes) 7: parte dietro, 13°, finisce davanti, 6° costretto a fare tantissimi sorpassi ma senza mai tirarsi indietro Liam Lawson (AlphaTauri) 6,5: buttato nella mischia dalla sera alla mattina, sembra essere vittima sacrificale per l’ultimo posto ed invece migliora col passare dei giri, supera pure Leclerc e finisce 13°. Non male come inizio…

GP Olanda: il top dei top, il ruggito di Alonso

Ancora una volta, l’ennesima, nella sua carriera tira fuori gli artigli e si riprende la scena quando tutti pensavano che il suo momento e della Aston Martin fosse passato. Quante volte Nando ha sentito queste parole? Innumerevoli. Poi smentisce tutto, anche “padre tempo” che scorre per tutti ma non per lui. Il doppio sorpasso al primo giro? Da paura!

GP Olanda: il flop dei flop, box Ferrari

La scena di Leclerc che rientra ai box per mettere le intermedia al primo giro e trova i meccanici impreparati fa male. Ancor di più se il box accanto Red Bull con Sergio Perez fa le cose alla perfezione e negli stessi tempi. Tanto lavoro da fare per Vasseur e per un team, una squadra che fatica a tornare sui livelli che gli si riconoscevano da tempo.

F1, prossima gara: Formula 1 a Monza nel tempio della velocità

Con una Ferrari così rabberciata fa un po’ impressione andare a Monza già la prossima settimana. La Formula 1 tornata dopo le vacanze estive lo fa con un back to back. Ed allora dopo Zandvoort tutti verso la Brianza per il Gran Premio d’Italia uno dei momenti storici, su una pista altrettanto storica, tempio della velocità, del Mondiale di F1. La competitività della Ferrari sui rettilinei in Belgio fa ben sperare, del resto è rimasta solo la speranza per il popolo rosso.