Quel triplice fischio che darà domani sera, a le 8 de la tarde su per giù, sarà l’ultimo in serie A per Daniele Orsato che saluterà per sempre con il recupero di campionato tra Atalanta e Fiorentina. L’addio definitivo dopo gli Europei in Germania ma inevitabile sarà la commozione per quello che da lustri – e ancor oggi – viene considerato il miglior arbitro italiano anche se nell’immaginario collettivo da una parte della tifoseria italiana (interisti e napoletani soprattutto) verrà ricordato purtroppo più per l’espulsione non data a Pjanic in Inter-Juventus che per le sue “prodezze” in campo. Ma, si sa, è il destino di chi sceglie di fare l’arbitro.

Il precedente dell’addio di Rocchi Le lacrime di Orsato dopo l’addio alla Champions Orsato spaccherà il fischietto?

Il precedente dell’addio di Rocchi

Difficile che finisca come quattro anni fa, quando a salutare fu l’attuale designatore Rocchi. Arbitrò per l’ultima volta in Juve-Roma e ci fu un “picchetto d’onore” in campo per l’ultimo fischio della sua 263esima partita in serie A: “Ringrazio Juve e Roma che mi hanno fatto vivere in maniera bella e indimenticabile un momento che pensavo fosse triste – furono le parole di Rocchi a Sky -. Soprattutto l’omaggio del calciatori, che poi sono i primi nostri grandi giudici. Questa è stata la migliore fine che potessi immaginarmi. Lasciare il campo è una cosa che mi fa star male, perché il campo è vita. Ma credo di ritirarmi nel momento giusto“.

Le lacrime di Orsato dopo l’addio alla Champions

Ci fu anche un singolare siparietto con l’omaggio dei calciatori (con tanto di maglie personalizzate e “schiumata” finale di Cuadrado con conseguente finto cartellino rosso) che scatenò qualche polemica ma improbabile che si ripeta con Orsato. Che scappi qualche lacrimuccia però ci sta, come gli è successo anche per l’addio alla Champions dopo aver arbitrato la semifinale tra Real Madrid e Bayern.

E’ la fine di un’era, the last dance per Daniele Orsato, alla sua 289 direzione nel massimo campionato italiano. Si chiude così la carriera, a 48 anni, di una delle figure più influenti e rappresentative del calcio italiano, che, grazie alle sue direzioni “all’inglese” e ad un temperamento forte, è riuscito a imporsi anche a livello internazionale, dirigendo 54 partite in Champions (tra cui la finale del 2020), più di 20 gare in Europa League, oltre a 3 gare ad Euro2020 e altrettante ai Campionati del Mondo Qatar 2022. Nel 2020 è stato nominato miglior arbitro al mondo per quell’anno dall’IFFHS, l’organismo che si occupa delle statistiche e dei record della storia del calcio.

Orsato spaccherà il fischietto?

Qualche giorno fa, ai microfoni di Sky Sport, ha dichiarato: “Credo che spaccherò il fischietto con la solita grinta che mi ha contraddistinto sempre. Ce la metterò tutta, sono davvero orgoglioso di quello che ho fatto e darò il massimo fino alla fine. Si chiude un’esperienza bellissima e ne sono orgoglioso, sia per me che per la mia famiglia. Futuro da designatore arbitrale? No, c’è solo la mia famiglia, mia moglie e i miei figli. Non vedo nient’altro oltre loro. Prima però gli Europei. Per me è sempre un’emozione e un orgoglio rappresentare gli arbitri italiani, è un’enorme responsabilità. Siamo più una famiglia che una squadra, perciò è stato davvero emozionante”.