Ore di ansia in Argentina per la salute di Luis Cesar Menotti, ex ct dell’Argentina che si laureò campione del mondo nel 1978. Le sue condizioni, che da tempo non erano buone, sono peggiorate. L’anno scorso per motivi di salute non potette recarsi ai Mondiali in Qatar. Anche a fine agosto 2023 si era già parlato di un ricovero ospedaliero. In quell’occasione aveva subito una caduta in casa che gli aveva causato un’emorragia interna, per la quale era stato ricoverato in ospedale. Pochi giorni dopo è stato dimesso ed è tornato a casa. Qualche tempo prima, nel 2011, gli era stato asportato un nodulo al polmone, ora però la situazione sembra preoccupante.

Menotti ha una grave anemia Quando Menotti fece arrabbiare Maradona Per Menotti Pelè era più forte di Maradona

Menotti ha una grave anemia

Nelle ultime ore familiari e amici sono preoccupati per la salute dell’85enne ex allenatore dell’Huracán e dell’Argentina. Nei giorni scorsi il Flaco si sentiva molto debole e non era uscito di casa. Nonostante le cure domiciliari, le condizioni sono peggiorate. A causa di una tromboflebite, conseguenza dello stare sdraiato tutto il giorno, Menotti ha riportato una grave anemia ed è stato ricoverato in ospedale, dove ha mostrato segni di debolezza a livello psicologico.

Quando Menotti fece arrabbiare Maradona

Dopo quattro giorni e una serie di trasfusioni, Menotti si è sentito bene emotivamente e meglio fisicamente e ha chiesto di tornare a casa, ma per il momento i medici stanno valutando cosa è meglio per la sua salute e i passi da seguire. In carriera Menotti viene ricordato sia per i suoi successi, sia per aver fatto arrabbiare un giovanissimo Maradona. Il Pibe nel ’78 era già un talento acclarato ed era stato inserito nell’elenco dei pre-convocati per il Mondiale ma al momento delle scelte finali fu tagliato dalla lista dei 22 che presero parte alla kermesse in casa. Un episodio che Maradona non ha mai dimenticato.

Per Menotti Pelè era più forte di Maradona

Solo due settimane fa Menotti appariva in discrete condizioni e aveva rilasciato un’intervista in cui elegeva Pelè il miglior giocatore di tutti i tempi, superiore a Cruyff e Di Stefano ma anche a Maradona e Messi: “Ce n’è uno che non ha, ce n’è uno che non ha paragoni… Non si può paragonare, è impossibile. C’è uno che, se avesse giocato oggi, avrebbe vinto le partite da solo… per 5 a 0, solo lui contro tutti. Quel calciatore è Pelé. Non può essere paragonato. Poi abbiamo Diego, abbiamo Cruijff, che erano grandiosi. Alfredo Di Stefano, ora Messi. Ma Pelé era una cosa impossibile. E lo dico con la sicurezza di aver vissuto con lui per un anno, giocando tutti i giorni, essendo il suo sostituto”,

“Un giorno Pelé saltò due metri e fece un passaggio di petto di 20 metri che smarcò solo davanti alla porta un compagno di squadra. Pelé è stata la cosa più bella che ho visto nella mia vita. È incomparabile. Guardate, ho giocato amichevoli con Di Stéfano, con Sívori, con Diego… Questo non vuol dire che gli altri non siano stati fenomeni. Ma Pelé per me era qualcosa di impossibile e irripetibile”.

Tra i giocatori argentini in attività Menotti, in quella circostanza, elesse Di Maria su tutti: “È un ragazzo generoso, è stato trattato senza rispetto, senza alcun riconoscimento per anni. È una grande gioia che ora gli vengano riconosciuti meriti perché è uno dei migliori giocatori della storia del calcio argentino”.