Non è buona, è buonissima la prima Matteo Berrettini a Marrakech: supera in un’oretta rapida e indolore Aleksandr Sevchenko (numero 56 ATP) conquistando gli ottavi di finale nel torneo che anticipa la stagione europea sul rosso (il Gran Prix Hassan II è ormai un appuntamento abituale a inizio primavera), aprendo così come meglio non avrebbe potuto una nuova fase che nelle intenzioni dovrà portare il tennista romano a giocarsela con i migliori anche (e soprattutto) sull’erba di Wimbledon.

Berrettini va di fretta: un debutto davvero convincente Le sensazioni ritrovate: “Ora ho bisogno solo di giocare” Cobolli non sbaglia: ora l’ottavo contro Kotov (sempre battuto) Fognini che vince al terzo è una garanzia: Gaston ko

Berrettini va di fretta: un debutto davvero convincente

Berrettini non ha dato scampo all’ucraino, mostrando finalmente una condizione decisamente incoraggiante. Ha fatto benissimo al servizio, riuscendo a ottenere oltre l’80% di punti con la prima, ma soprattutto s’è procurato tante palle break (9 in totale) a fronte di sole due concesse al rivale, cui ha tolto la battuta in 5 occasioni. Un Matteo decisamente sul pezzo, apparso sciolto e disinvolto, soprattutto ficcante con la battuta come da tempo non lo si ricordava, oltre che incisivo col rovescio (specialità della casa).

La prima vittoria sul rosso dopo un anno (vinse a Monte Carlo contro Cressy e Cerundolo prima di ritirarsi dal torneo alla vigilia del match con Rune e chiudere anzitempo la sua stagione sulla terra) è foriera di tanti buoni propositi: intanto perché gli consente di recuperare posizioni nel ranking, avvicinando il ritorno nella top 100 mondiale.

Poi perché infonde fiducia in un momento cruciale della stagione dopo che in America qualche timido segnale è arrivato tra la finale di Phoenix e il match con Murray a Miami, condizionato da giramenti di testa.

Le sensazioni ritrovate: “Ora ho bisogno solo di giocare”

Continuità ora è la parola chiave: dal Marocco sta tornando un Berrettini finalmente tirato a lucido, e la sua soddisfazione a fine partita ne è una riprova. “Sono contento di essere tornato, era passato tempo, era da un po’ di tempo che mi mancava il tennis. Mi sono molto divertito giocando, sebbene dopo tanto tempo lontano dal rosso non sapevo cosa aspettarmi. Ora ho solo bisogno di giocare, questo è stato un match molto positivo per me e sono molto contento”.

Negli ottavi l’avversario è lo spagnolo Jaime Munar, col quale non ci sono precedenti ATP. In caso di vittoria, ai quarti Berrettini sfiderà il vincente della sfida tra Sonego e Nagal.

Cobolli non sbaglia: ora l’ottavo contro Kotov (sempre battuto)

Un altro che alle vittorie ormai ha fatto l’abitudine è Flavio Cobolli: contro Shelbay la pratica viene risolta abbastanza agevolmente in due set (6-1 6-4), utili per consegnare all’altro romano d’elite del tennis nazionale un buon ottavo di finale contro Kotov, già battuto due mesi fa a Melbourne (e prima ancora nei Challenger di Forlì e Barletta).

Vittoria non banale: grazie ai punti conquistati, Cobolli ha messo la freccia su Lorenzo Sonego, diventando il quarto italiano nel ranking dietro Sinner, Musetti a Arnaldi (chiaramente Sonego potrà replicare già nell’ottavo contro Nagal: a questo punto, chi va più avanti nel torneo resterà avanti in classifica).

Fognini che vince al terzo è una garanzia: Gaston ko

A completare il tris italiano c’ha pensato Fabio Fognini. Che contro Hugo Gaston ha ceduto un po’ inopinatamente il primo parziale per 7-6 (7-4 al tiebreak), salvo poi rimettere le cose a posto strada facendo grazie al 6-1 6-4 con il quale s’è assicurato l’ottavo di finale contro la testa di serie numero uno, il serbo Laslo Djere.

Per Fogna si tratta del terzo successo di fila a Marrakech, dove aveva brillantemente superato i due turni di qualificazione contro Bourger e Miedler, curiosamente sempre centrando la vittoria al terzo set. Anche questo non è un successo banale: finalmente il ligure rimette compiutamente piede nella top 100 mondiale, dopo averla bazzicata negli ultimi mesi e a lungo inseguita.

Il tutto in coda a un match tirato, nel quale le palle break si sono sprecate (15 per Fognini, di cui 8 convertite, e 16 per il francese, che ha strappato 5 volte la battuta al 37enne di Arma di Taggia), ma dove alla lunga la maggiore esperienza di Fognini è venuta fuori (fanno 407 vittorie in carriera sul rosso).