Per essere un ultimo appuntamento, Rafa Nadal a Madrid ha deciso di partire subito forte. Altro che emozione dell’ultimo ballo: contro Darwin Blanch, tennista nato 21 anni e 117 giorni dopo il mancino di Manacor, il debutto al Mutua Open s’è tramutato in una sorta di incubo. Col campione spagnolo che gli ha concesso la miseria di un game, giusto per non umiliarlo abbastanza e mandarlo indietro con un doppio bagel sulle spalle. Perché è vero, il ragazzo si farà, ma lasciare in eredità un ko. tanto pesante non avrebbe giovato alla sua crescita.

Partenza brutale, poi totale controllo Sabato la rivincita con Alex de Minaur

Partenza brutale, poi totale controllo

Nadal però quando è in giornata è in giornata. E poco cambia se i muscoli non siano tutti al loro posto, o se peggio ancora qualche titubanza finisce per togliergli certezze assodate nel tempo. Rafa a Madrid ha detto di voler giocare per l’affetto che ha sempre ricevuto, e tutto quell’affetto vuol ricambiarlo.

Così comincia forte, senza curarsi troppo degli acciacchi: la 1.294esima partita ATP della sua carriera è tra quelle che durano di meno, e il merito è tutto il suo. Che si procura e trasforma subito le prime palle break di serata, scappando sul 3-0 con Blanch che paga dazio alla (tanta) emozione.

Nel quarto gioco, quando il 16enne americano si sblocca (con due ace), il pubblico pensa (e spera) che possa esserci spazio per un po’ di sana competizione, ma da quel momento per Darwin comincia una fase assai complicata, dove sono appena tre i punti che riesce a mettere a segno nei tre game successivi, tutti vinti da Nadal.

Sabato la rivincita con Alex de Minaur

Il quale nel secondo set decide di partire ancora più forte, fronteggiando la percentuale decisamente elevata di prime messe in campo dal giovane americano (88% nel primo set, comunque lasciato presto per strada). Il problema per Blanch è quando lo scambio si prolunga, e lì la capacità di Nadal di aumentare sensibilmente i giri del motore si fa sentire, col giovane rivale che sbaglia tanto col dritto.

A Rafa riesce tutto bene, anche perché la pressione gli è sconosciuta: arrivano tre break uno dietro l’altro, compreso quello che porta il maiorchino a servire per il match, nel tripudio della Caja Magica, infuocata come per nessun altro tennista di casa. Quando scocca l’ora di gioco, la partita vive il suo epilogo naturale con il 6-0 che certifica la netta superiorità di Nadal.

Che sabato tornerà in campo affrontando quell’Alex de Minaur che una settimana fa a Barcellona gli ha sbarrato la strada, alimentando malumori sul suo reale stato di forma. “Tutto questo calore mi emoziona, è stato davvero bello tornare a giocare su questo campo. Lo volevo fortemente e spero che possano esserci tante altre partite durante i prossimi giorni, perché vorrei ricompensare tutto questo meraviglioso pubblico per l’affetto che mi ha riservato”. De Minaur è avvertito: Rafa, seppur ferito, non è mai domo.