Il lavoro di Thiago Motta al Bologna è stato premiato al Gran Galà dello Sport, evento che si è svolto a Castiglione Fiorentino, dove il tecnico ha ricevuto il Premio Viciani. Ma ovviamente tutte le attenzioni sono sul futuro dell’allenatore che ha confermato di essere uno dei migliori tecnici emergenti del nostro campionato e forse pronto anche al salto in una big.

Thiago Motta allontana il futuro Juventus e Milan alla finestra Motta e l’esperienza del calcio a 5

Thiago Motta allontana il futuro

In questo finale di stagione il Bologna cerca di mettere a frutto un campionato di altissimo livello e ora resta da raggiungere quella qualificazione in Europa che sarebbe un risultato straordinario. Ma le attenzioni sono anche sul futuro. Motta però per il momento non ne vuole sentire parlare: “Mi sento molto bene oggi e non penso davvero al mio futuro. Stiamo vivendo un momento così bello che voglio godermelo. Quando il futuro arriverà allora ci penserò”.

Juventus e Milan alla finestra

Le due squadre che in questo momento sembrano maggiormente interessate all’opera di Thiago Motta sono Juventus e Milan. Allegri e Pioli vengono confermati a ciclo continuo dai rispettivi dirigenti ma le voci sui loro possibili addii rimangono e il nome di Thiago Motta è quello che risuona più frequentemente sia a Milano che a Torino: “Sono felice dell’interesse di certe squadre. E’ anche il riconoscimento che hanno per la nostra di squadra ma non solo per i risultati che sono stati buonissimi ma anche per il modo con il quale li stiamo conquistando sul campo, spettando il gioco e l’avversario, rispettando il nostro lavoro”.

Motta e l’esperienza del calcio a 5

Allenatori italiani crescono, con il nome di Thiago Motta spesso associato a quello di un altro allenatore molto apprezzato come Roberto De Zerbi: “Penso che Roberto sia un grande allenatore – continua Motta – allena in un grande campionato perché quello inglese è straordinario. Non so quali sono le differenze tra di noi, io cerco di fare le cose che sento dentro: il gioco corto l’ho imparato in Brasile, dal calcio a cinque. E’ una cosa che mi è rimasta dentro”.