La velocità italiana continua a sfornare talenti: se a Parigi Marcell Jacobs sarà ancora l’uomo da battere sui 100 metri (non a caso è il campione olimpico in carica), con la 4×100 composta da Tortu, Desalu e Patta che a sua volta vorrà confermarsi sul trono a cinque cerchi, adesso tocca a Chitutu Ali prendersi una meritata ribalta. Perché le notizie che arrivano da Dubai non lasciano spazio a molte interpretazioni: lo sprinter originario di Como è diventato il quarto centometrista più veloce della storia dell’atletica italiana, con il tempo di 10.06 che gli ha permesso anche di vincere la propria batteria nel corso della tappa negli Emirati del World Continental Tour, livello Bronze (in teoria il quarto livello assoluto di meeting internazionale).

La conferma dopo Nairobi: Ali è destinato a durare La rinascita dopo un 2023 ai box. E il “dilemma” staffetta

La conferma dopo Nairobi: Ali è destinato a durare

Se qualcuno è rimasto stupito del crono fatto registrare da Ali, forse è soltanto perché s’era perso qualche pezzo di storia recente del velocista lariano (che ha mamma nigeriana e papà ghanese): a Nairobi lo scorso 20 aprile aveva corso in 10.01, tempo non omologato perché il vento a favore superava appena i 2 m/s (sarebbe stata la terza miglior prestazione italiana di sempre).

A Dubai il vento s’è fermato a 1,2 m/s e il tempo è stato decisamente omologato, al punto che Chituru ha fatto registrare il miglior crono europeo di tutta la prima parte di stagione, migliorando di tre centesimi quello stampato dall’olandese Taymir Burnet il 14 febbraio scorso (10.09).

Ali ha corso più veloce di Jacobs, che al rientro a Jacksonville ha segnato un comunque ottimo 10.11, e si è collocato al 15esimo posto nella classifica mondiale 2024. Un piazzamento che potrebbe consentirgli di trovare il modo per garantirsi una chance a Parigi il prossimo agosto, sempre che non arrivi un 10.00 da qui al 30 giugno, tempo che automaticamente qualifica ai giochi.

La rinascita dopo un 2023 ai box. E il “dilemma” staffetta

Chituru Ali aveva già disputato la finale dei 60 indoor ai mondiali di Glasgow, due mesi fa. Tra Nairobi e Dubai però ha cambiato decisamente marcia, al punto che tra un mese, quando sarà in pista a Roma per gli Europei, potrebbe recitare il ruolo della mina vagante, magari contendendo una medaglia proprio a Jacobs.

Classe 1999, seguito da Claudio Licciardello (che lo allena nel centro tecnico di Castelporziano), Ali viene da un 2023 passato interamente ai box, complice un problema muscolare dettato dalla postura di corsa. Nell’anno corrente è ripartito di slancio, migliorandosi sia a livello indoor (ha vinto anche il titolo italiano nei 60 metri) che all’aperto.

Tanto che in molti si chiedono ora come farà il DT Antonio La Torre a tenerlo fuori dalla staffetta 4×100, dopo che al mondiale delle staffette in programma questo week-end alle Bahamas non è stato convocato. Il tempo di Dubai ne fa il quarto italiano più veloce di sempre dietro Jacobs (9.80), Tortu (9.99) e Mennea (10.01), in tandem con Simone Collio a 10.06.