Una volta ad Alfredo Binda offrirono soldi per non partecipare al Giro d’Italia, altrimenti tutti sapevano quello che sarebbe stato l’esito della corsa rosa (era il 1930). Novantaquattro anni più tardi, al Giro di Catalogna potrebbero pensare a una cosa simile per limitare lo strapotere di Tadej Pogacar. Che dopo essersi piazzato secondo nella tappa inaugurale e aver vinto agevolmente la seconda (sul primo arrivo in salita della corsa), ha deciso placidamente di concedere il bis andando a conquistare senza troppa difficoltà il traguardo del Port Ainé, rafforzando ulteriormente la sua leadership in classifica.

Superiorità troppo evidente: solo Landa prova a resistere Che bravo Tiberi: sprinta e chiude terzo davanti a Poels e Kuss UAE, festa doppia: Ulissi vince alla Coppi e Bartali Brugge-De Panne, altro sprint vincente di Jasper Philipsen

Superiorità troppo evidente: solo Landa prova a resistere

La maglia biancoverde del leader della corsa ha dettato legge anche in una frazione che praticamente non s’è mai accesa, se non sull’ultima asperità di giornata. Lo sloveno ha atteso fino a metà dell’ascesa finale (quindi intorno ai -6 dall’arrivo) per mettere tutti in riga: ha piantato il gruppo con uno scatto secco, voltandosi per vedere se ci fosse qualcuno che potesse andar via con lui.

Proposito negato, probabilmente non per mancanza di volontà, semmai solo per mancanza di gambe: troppo agile e leggiadro Pogacar rispetto alla concorrenza, col solo Mikel Landa che ha provato a stargli dietro per qualche metro, decidendo poi saggiamente di andar su del proprio passo in compagnia di Sepp Kuss e Chris Harper.

Il basco ha confermato di attraversare un buon momento di forma in questa prima parte di stagione: ha chiuso con 48 secondi di ritardo, unico della carovana a contenere sotto il minuti il ritardo dal capitano dell’UAE Team Emirates.

Che bravo Tiberi: sprinta e chiude terzo davanti a Poels e Kuss

La buone notizie per i colori italiani arrivano da Antonio Tiberi, che ha regolato il gruppetto dei più immediati inseguitori cogliendo il terzo posto di giornata davanti a Poels e Kuss. Tiberi è stato bravo a risalire negli ultimi tratti della salita, agganciando prima Poels e poi Kuss e riuscendo anche a sopravanzarli allo sprint.

Poco più indietro un altro drappello di uomini regolato da Alexander Vlasov, che pur cedendo qualche buon secondo rispetto a Landa s’è mantenuto in terza posizione in classifica generale, con Lenny Martinez, Enric Mas e Chris Harper attardati di una ventina di secondi. Un po’ più indietro Egan Bernal, che ha perso le ruote dei migliori e che in classifica è appena dentro la top ten a quasi 4’ da Pogacar.

Domani finalmente per la carovana una tappa un po’ meno concitata, adatta però a qualche fuga da lontano oppure a un possibile sprint sul traguardo di Lleida: il Port d’Ager, posto a nemmeno metà frazione, è l’unica vera asperità di giornata.

Quanto a Pogacar, impressionante il dato relativo alle gare corse nel 2024: delle 5 che ha disputato, tre le ha vinte (Strade Bianche e le due tappe al Catalunya), in una è arrivato secondo (due giorni fa nella corsa catalana) e una terzo (alla Sanremo).

UAE, festa doppia: Ulissi vince alla Coppi e Bartali

Più o meno alla stessa ora in cui Pogacar staccava tutti al Catalunya, Diego Ulissi vinceva la sua 46esima corsa da professionista nella seconda tappa della Settimana Coppi e Bartali, con traguardo posto a Sogliano del Rubicone. Un colpo da finisseur, quello del corridore dell’UAE Team Emirates, grazie al quale è riuscito a indossare la maglia di leader della corsa. Alle sue spalle Davide De Pretto e Archie Ryan, che in quest’ordine seguono anche in classifica generale.

Brugge-De Panne, altro sprint vincente di Jasper Philipsen

La Milano-Sanremo vinta 4 giorni fa è già storia: Jasper Philipsen aggiorna il libro dei successi stagionali vincendo anche la Brugge-De Panne, classica che apre sostanzialmente il “mese sacro” delle classiche del Nord. Con una gran volata del belga ha messo tutti nel sacco, rimontando la ruota di Danny Van Poppel che aveva lanciato per primo lo sprint. e soprattutto uscendo dalle transenne dove involontariamente l’aveva spinto Tim Merlier, piazzato al secondo posto (e grande deluso di giornata).