Una rondine non fa primavera, certo. Ma visto che siamo nella stagione in cui rifiorisce tutto la prima vittoria della stagione della Ferrari porta inevitabilmente con se una bella ventata di ottimismo su quello che porta essere il Mondiale di F1 di Maranello. La Red Bull resta forte, magari già capace di mettere a tacere tutto e tutti già tra due settimane in Giappone ma resta lo smacco di essersi scoperta vulnerabile e battibile nel Gran Premio d’Australia.

La Ferrari si gode ovviamente la settimana di Pasqua che ha portato già una bella sorpresa, anzi due, con la doppietta di Melbourne. Nell’uovo australe un Carlos Sainz quanto mai maturo con doti di leader capace di vincere il dolore fisico aumentando i dubbi su quella che è stata e che sarà l’operazione Hamilton in rosso. Quanto a Charles Leclerc l’essere già stato battuto due volte su due dal compagno in altrettante gare (a Jeddah lo spagnolo non c’era) non è un buonissimo segnale, perchè dà il là ai continui attacchi dalla Spagna creando dubbi sulle sue doti di leadership.

Ferrari, GP Australia svolta della stagione: battere Red Bull si può! F1, la Ferrari scopre la leadership di Sainz: forse in ritardo Ferrari: la crescita di Sainz, la crisi di Hamilton, aumentano i dubbi sull’operazione Lewis Ferrari, è allarme Leclerc: a Melbourne battuto da Sainz convalescente Marca attacca Ferrari e Leclerc: “Charles senza scuse, Hamilton scelta di marketing”

Ferrari, GP Australia svolta della stagione: battere Red Bull si può!

Ci sono volute tre gare. Davvero poche se pensiamo al ritardo enorme che la Ferrari aveva esattamente un anno fa nei confronti della Red Bull. Se c’era qualcuno che aveva avanzato la possibilità che la scuderia di Milton Keys facesse filotto o quasi anche quest’anno è stato prontamente e abbastanza presto smentito. Il progetto della SF-24 si è rivelato rivoluzionario in tutti gli aspetti, non solo tecnici e aerodinamici, ma soprattutto di metodo di lavoro applicato nel primo anno di gestione di Fred Vasseur che aveva ereditato il progetto SF-23 da Mattia Binotto.

I risultati sono stati eloquenti, la Ferrari è lì a ridosso della Red Bull. E quando senti il fiato sul collo dei tuoi avversari, magari inatteso, è più facile sbagliare. La Red Bull sotto pressione ha vissuto un week end difficile a Melbourne: cambiata la power unit sulla monoposto di Verstappen che poi ha visto andare in fumo la sua gara così come il disco del freno della posteriore destra. Per non parlare della gara anonima di Sergio Perez che si è beccato un minuto dalle Ferrari relegato in un’altrettanto anonima quinta posizione battuto anche dalle McLaren.

Come detto in incipit, una rondine non fa primavera, anche lo scorso anno la Red Bull si era concessa una gara di “vacanza” a Singapore, tornando proprio a dettare legge in Giappone nel gp successivo, quella Suzuka dove si andrà tra due settimana. Forse Verstappen tornerà a dominare ma per adesso la scuderia imbattibile ha perso qualche sicurezza e c’è tutta una stagione davanti.

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F1, la Ferrari scopre la leadership di Sainz: forse in ritardo

Assoluto protagonista, driver of the day, anche un po’ Lazzaro della serie “alzati e cammina” visto che siamo in clima da settimana santa verso la Pasqua cristiana. Inutile dire che la storia recente delle ultime due settimane di Carlos Sainz ha emozionato e anche un po’ commosso i più sensibili. Come papà Sainz senior visibilmente con gli occhi lucidi sotto il podio di Melbourne dopo l’abbraccio col figlio che solo 15 giorni fa si era ritrovato da sedile della sua SF-24 al lettino della sala operatoria.

L’abbraccio tra Sainz padre e figlio

Sainz si è dimostrato ancora una volta uomo squadra, uomo Ferrari proprio nell’anno del congedo. Già a Jeddah ad appena 24 ore dall’intervento si è rimesso in piedi a forza, dolorante e claudicante, per assistere il “suo” team ai box del Gran Premio d’Arabia contravvenendo a tutti i pareri medici. E poi ha lavorato come un matto, in sofferenza, per essere in pista in Australia.

La voglia, l’attaccamento alla squadra dello spagnolo sono stati premiati a Melbourne. Una gara esemplare in un week end perfetto in crescendo, sempre veloce, il più veloce, mettendosi dietro un Leclerc al 100% della condizione fisica centellinando le sue energie tanto da spostarsi con la golf-car all’interno del paddock per evitare sforzi. E poi tanta grinta in gara, con una gestione delle gomme perfetta con una macchina che sembra adattarsi al suo stile di guida.

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Ferrari: la crescita di Sainz, la crisi di Hamilton, aumentano i dubbi sull’operazione Lewis

Il paradosso della Ferrari è tutto nella doppia immagine data dal Gran Premio di Australia. Un Lewis Hamilton che si ritira sommessamente, dopo un week end difficile che lo aveva visto già eliminato in Q2, mentre Carlos Sainz volava verso la vittoria con la SF-24, la terza della sua carriera. Uno sliding doors interessante che non può che aumentare i dubbi del mondo Ferrari sulla scelta di prendere proprio Hamilton il prossimo anno scaricando lo spagnolo in quello che sembra essere l’anno della piena maturità.

Difficile capire viste le difficoltà generali della Mercedes dal 2022 ad oggi, ma specie quest’anno, se Lewis Hamilton sia ancora il fenomeno dei 7 titoli mondiali, di cui 6 in 7 anni di dominio Mercedes oppure sia diventato improvvisamente un bollito incapace di andare oltre le difficoltà della sua monoposto prendendole puntualmente dal compagno di squadra Russell che finora lo ha sempre battuto, in qualifica e in gara.

I dubbi restano per mille motivi acuiti dai risultati che Carlos Sainz sta portando in queste due gare da lui disputate considerando l’assenza di Jeddah avrebbe potuto essere forse non in testa al Mondiale ma quasi, a ridosso di Verstappen molto più di quanto non lo sia Leclerc. Il rischio su Hamilton è che lo si paghi tanto per non averne beneficio, e che sia un mero “piccio” per celebrare in ritardo il connubio tra il grande e storico marchio del cavallino rampante e uno dei GOAT dell’automobilismo mondiale ma che potrebbe arrivare a Maranello nella parabola discendente della sua carriera. Ai posteri l’ardua sentenza…

Ferrari, è allarme Leclerc: a Melbourne battuto da Sainz convalescente

Un quarto posto, un terzo e un secondo. L’inizio di stagione di Charles Leclerc è di grande livello. Il monegasco approfittando dello zero di Verstappen in Australia si è messo in modalità segugio nella classifica mondiale piloti. Ma resta qualche dubbio sulla resa di Charles. Pilota sopraffino, senza dubbio, con un talento incredibile, veloce come pochi ma che ancora una volta ha mancato la grande occasione. Leclerc non era al posto giusto nel momento giusto.

Come un anno fa a Singapore, Leclerc è stato battuto da Sainz nel giorno di “vacanza” della Red Bull. Peraltro col compagno reduce da un’operazione di appendicite arrivare dietro, in qualifica e in gara, non deve essere stato il massimo per il monegasco che ancora una volta però si è dimostrato anche lui uomo Ferrari facendo buon viso alla sicura delusione di chi sono quasi due anni che non sale sul gradino più alto del podio e che nelle ultime 4 vittorie Ferrari è sotto 3-1 nel confronto col compagno di scuderia spagnolo.

Marca attacca Ferrari e Leclerc: “Charles senza scuse, Hamilton scelta di marketing”

E non poteva mancare alla fine della fiera australiana che incoronato Re Carlos Sainz da Madrid, l’attacco, le bordate immancabili della stampa spagnola nel confronti della Ferrari e di Charles Leclerc su cui, a detta di Marca, da Maranello hanno puntata per il futuro al fianco di Hamilton a scapito proprio del loro connazionale.

In un articolo a cura del solito polemico Marco Canseco, si può leggere tra le altre cose: “Negli uffici di Maranello, o meglio ancora, di Torino, è stata presa la decisione di sacrificare il miglior pilota (Sainz, ndr) in favore di Charles Leclerc, assumendo un driver (Hamilton, ndr) chiaramente in declino non tanto per talento quanto per morale e atteggiamento. Una scelta che non si basa sui valori sportivi, ma sul marketing. Dio conservi la loro vista. Il ritiro di Hamilton, quando era chiaramente dietro – di nuovo – a Russell, dimostra come non sia più il leader della Mercedes, ed è molto probabile che non riesca a battere Leclerc nemmeno nel 2025. L’unico che sembra in grado di sfidare Verstappen per il titolo è Sainz, perché Leclerc ha chiaramente iniziato l’anno dietro lo spagnolo per ritmo e mentalità. Il sedici non ha più la scusa dei freni del Bahrain, […] Carlos è migliore di lui, nel leggere la gara e massimizzare gli strumenti a disposizione, un qualcosa in cui Charles ha sempre peccato. Charles ha un osso duro da rodere per il resto di questo 2024, perché nessuno può fermare Sainz: nemmeno la malattia”.
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