La buona notizia è che la Ferrari è presente, vispa e ancora una volta in questo avvio di stagione pronta a mettere pressione alla Red Bull. La meno buona è che, come avvenuto nella passata stagione di F1, la scuderia si ritrova con una situazione delicata (e a tratti un po’ imbarazzante) in termini di equilibri interni tra il confermatissimo per i prossimi anni (quanti? Saperlo…) Charles Leclerc e un Carlos Sainz al suo ultimo campionato con Maranello, ma che nelle qualifiche del GP d’Australia ha praticamente svettato rispetto al monegasco. E pur non al 100% della forma.

Sainz incredulo: “A momenti non ci credevo. Posso affrontare tutta la gara” L’esperimento che ha complicato le qualifiche di Leclerc “Sottovalutato le Red Bull. Era giusto provarci con il flap dell’ala anteriore” Leclerc: “Metteremo pressione alla Red Bull”. Vasseur: “Non punto il dito contro i piloti”

Sainz incredulo: “A momenti non ci credevo. Posso affrontare tutta la gara”

Quindi, dopo un venerdì non esattamente sfavillante per le Red Bull (il che è una notizia), Max Verstappen ha agguantato la 35sima pole in carriera nelle qualifiche corse nelle prime ore della mattinata italiana, ma alle sue spalle ecco un semiacciaccato Sainz che, pur reduce dalla convalescenza per un intervento all’appendicite (il cui problema era sorto nel fine settimana del precedente GP d’Arabia Saudita, cedendo la monoposto ad un ottimo Oliver Bearman), ha conquistato il secondo posto e quindi la prima fila in griglia.

Lo spagnolo ha potuto spingere nella sua sessione grazie anche ad una SF-24 affidabile, decisamente di più rispetto alla versione precedente. Rispetto a ieri quindi l’iberico ha potuto osare di più con la monoposto Ferrari, ammettendo a fine qualifica di aver passato delle settimane difficili, bloccato pure “qualche giorno a letto”, per poi alla fine ottenere oggi la prima fila. E ha spiegato: “Non appena ho visto di essermi posizionato nella prima fila in qualifica a momenti non ci credevo. È stata davvero dura ma sono molto soddisfatto e felice di poter competere con le Red Bull. Ieri all’inizio mi sentivo un po’ arrugginito, ma via via sono riuscito a recuperare la velocità ed il passo giusto. E mi trovo davvero bene con la vettura”.

Sainz ha però messo in guardia: “Non mentirò, ma la mia condizione alla guida non è perfetta. Però penso di poter affrontare tutta la gara [58 giri, ndr]. Sarà difficile ovviamente, ma sinché ci riuscirò senza troppi dolori, spingerò”.

L’esperimento che ha complicato le qualifiche di Leclerc

Mastica amaro Leclerc, ancora una volta quest’anno dietro il compagno di squadra. Il monegasco ha giusto respirato quando Sainz ha dovuto gettare la spugna a Gedda, con Bearman che non ha sfigurato ma non ha neanche tolto i riflettori al veterano compagno di squadra. Leclerc ha ottenuto un quinto posto dalle qualifiche, anche frutto dell’esperimento in termini di assetto in particolare nella Q3 che, pur nel lodevole tentativo di rischiare qualcosa, non ha dato i risultati sperati. Scarsa la confidenza oggi con l’anteriore della SF-24, motivo per cui nella citata Q3 il monegasco ha cercato di ottenere più carico richiedendo una maggiorazione dell’incidenza del flap dell’ala anteriore. Ma la cosa invece ha complicato ulteriormente la sua sessione.

“Sottovalutato le Red Bull. Era giusto provarci con il flap dell’ala anteriore”

Il pilota ha ammesso: “Abbiamo sottovalutato la potenza di Red Bull in qualifica [anche lo stesso Helmut Marko aveva messo in guardia ieri su questo ribaltamento di fronte, ndr]. Già nelle FP3 abbiamo notato che avevano molta più velocità di quanto immaginassimo tra curva-7 e curva-9. È stato molto difficile ottenere la pole, ma oggettivamente non ho sicuramente ottenuto il massimo dal potenziale della vettura”.

Leclerc ha riconosciuto di non aver fatto “un buon lavoro nelle FP3”, perdendo anche un po’ l’assetto giusto con la vettura. “Sono riuscito sì a fare un buon giro, ma non ho recuperato il feeling con la SF-24 nelle qualifiche, perdendolo addirittura. Speriamo ora che il passo gara domani possa rimetterci nelle giuste condizioni”. E ancora: “Ieri, soprattutto all’anteriore, avevo molta fiducia, per poi perderla parecchio oggi. E nell’ultimo run ha fatto quell’azzardo con il flap dell’ala anteriore, ottenendo i risultati opposti a quelli che volevamo. Ma è stato giusto provarci. Con il senno di poi avrei fatto meglio a conquistare il terzo posto stando più avanti, ma volevo tentare qualcosa e sono stato troppo aggressivo”.

Leclerc: “Metteremo pressione alla Red Bull”. Vasseur: “Non punto il dito contro i piloti”

Pur non volendo ancora sottostimare le Red Bull, Leclerc ritiene che domani tutto possa essere ancora possibile. “Avremo in gara 4 zone DRS, vedremo. Il passo gara è buono, il podio è il nostro obiettivo. Ma la vittoria, anche con Carlos secondo in griglia, penso sia difficile perché le Red Bull hanno un passo lievemente migliore rispetto a noi. Ma cercheremo di metterli comunque sotto pressione”.

Parole che riecheggiano nella rapida analisi di Frédéric Vasseur. Il team principal a Sky Sport F1 ha ribadito il fatto che la vettura abbia il passo, spiegando poi che l’obiettivo resta quello della pole. Poi sul caso Leclerc ha aggiunto: “Nelle libere è andata bene, anche in Q1 e Q2, ma poi qualcosa è successo nella Q3 quando la situazione era più cruciale. Ma non possiamo puntare il dito contro i piloti”.

L’ingegnere ha sottolineato poi “il recupero incredibile rispetto a due settimane fa” di Sainz, “e direi che possiamo essere ottimisti sul long run nella gara domani”. Ma poi ha precisato: “Credo che ci sia ancora un divario in termini di prestazioni, bisogna essere onesti con noi stessi. Ancora siamo un po’ indietro, e dobbiamo spingere un bel po’ se vogliamo raggiungere le Red Bull”.

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