C’è un lampo rosso, anzi due, un inno di Memeli che riecheggia e arriva direttamente dall’altra parte del mondo a svegliare tutta Italia e non solo. Il mondo della F1 si scopre “libero” dal dominio della Red Bull e di Max Verstappen per una volta umani e non alieni. Merito della Ferrari e di Carlos Sainz più forte del dolore di una operazione fresca di due settimane a vincere, lui dominando, il Gran Premio d’Australia davanti all’altro ferrarista Charles Leclerc in un tripudio Ferrari.

E allora mai come questa volta senza perdere tempo andiamoli a scoprire tutti i “top e flop” di questa alba rossa a Melbourne, non proprio una qualunque, con le nostre pagelle rigorosamente in salsa australiana.

GP Australia pagelle, top Melbourne: Sainz 10 e lode, capolavoro! F1, le pagelle del Gran Premio di Australia GP Australia pagelle, flop Melbourne: Red Bull, crisi passeggera? F1, prossima gara: Gp Giappone, dopo Pasqua altra alba (si spera rossa)

GP Australia pagelle, top Melbourne: Sainz 10 e lode, capolavoro!

Congedato prima e operato poi. Che tempra questo spagnolo di Madrid più forte di tutto e di tutti. Capace di rimettersi in piedi dopo un’operazione di appendicite e tirare fuori un week end perfetto alla guida di quella rossa che sarà ancora sua solo per quest’anno. Qui forse l’unica nota dolente pensando a questo momento e quel che sarà tra un anno. Ma per ora interessa poco, tutto da godersi il momento di Carlos Sainz, se l’è meritato. Alla faccio di tutto e di tutti. Non è il momento dei rimpianti, almeno per ora.

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F1, le pagelle del Gran Premio di Australia

Max Verstappen (Red Bull) sv: è umano lui, è umana la sua Red Bull. Chissà cosa avrebbe fatto in gara perchè oggi la Ferrari, e Sainz soprattutto erano in tiro. Per la risposta appuntamento in Giappone. Sergio Perez (Red Bull) 5: nel giorno in cui sarebbe servito per fare “legna” per la squadra scompare come sempre nelle difficoltà. E dire che aveva iniziato bene con due secondi posti. Ma si è sciolto al sole australiano più del freno della Red Bull di Verstappen. As usual, nulla di nuovo. Ha beccato un minuto dalle rosse Charles Leclerc (Ferrari) 9: se conosciamo bene il monegasco starà schiumando di rabbia perchè come l’anno scorso a Singapore avrebbe voluto e forse dovuto esserci lui su quel gradino più alto del podio al posto dello spangolo reduce da appendicite. Charles tutto il week end sottotono rispetto a Carlos, nulla da dire. Ha fatto un garone, ma l’altro di più. Semplice. [iol_placeholder type=”social_twitter” url=”https://twitter.com/F1/status/1771772041068236805″ profile_id=”F1″ tweet_id=”1771772041068236805″/] Lando Norris e Oscar Piastri (McLaren) 8: bravi loro, brava la McLaren che a un certo punto ci ha creduto e ci ha provato ma il rosso era più forte dell’arancione sotto il sole di Melbourne. Doppietta “minore” che però è tanta roba nel giorno della debacle Mercedes. Terza forza del Mondiale. Fernando Alonso (Aston Martin) 7: il solito leone indomabile che battaglia con tutto e con tutti, si è ritrovato leader un attimo e con gomme vecchie ha tenuto per mezzo giro alle spalle Sainz, così tanto per gradire. Idem ha fatto con Russell che per stargli dietro ha preso il muro. Il vecchio Nando non molla niente. Esemplare. George Russell (Mercedes) 5: esce incolume dal botto all’ultimo giro, il suo Gp è positivo anche solo per questo. La gara un po’ meno, vista la fatica nello stare anche solo davanti alle Aston Martin. Yuki Tsunoda (RB) 7,5: la gara di casa è tra due settimane ma sto giapponese anticipa la festa in Australia con una corsa incredibile che fa accapponare la pelle per consistenza, specie vedendo cosa ha combinato, poco, il ben più quotato compagnone australiano. Bene, benissimo. Lewis Hamilton (Mercedes) 4: sul più bello pare bollito lui e pare bollita la sua Mercedes che infatti lo lascia a piedi come un cavallo che non riconosce più il padrone. Nel giorno della santificazione di Sainz, il flop del baronetto inglese coi suoi 7 titoli e le 40 primavere sulla carta d’identità sembra una reale beffa in salsa rosso Ferrari. Ricciardo (RB) 3: nemmeno l’aria di casa rivitalizza il buon Daniel che sembra perso, perennemente in fondo mentre il compagno dagli occhi a mandorla veleggia in zona punti. Altro che promozione in Red Bull, qui si rischia il posto perchè Lawson spinge e Marko è un tipino che non ha molta pazienza… Logan Sargeant (Williams) 10: come un bambino si è visto togliere il giocattolo che era suo dalla mattina alla sera per colpe non sue. Con grande dignità ha asciugato le lacrime e ha risposto “obbedisco” sapendo di essere l’anello debole del team. Tanto rispetto e solidarietà per lo yankee. Williams 2: beh la tiratina d’orecchie ci sta così come ci stava, cinicamente, la scelta di dare la monoposto ad Albon che ha sfiorato la zona punti. Ma per la miseria, vedere una scuderia storica che ha vinto Mondiali e dominato la F1 nel recente passato non avere un telaio di riserva alla terza gara della stagione fa un po’ di tristezza. Magnussen e Hulkenber (Haas) 8! Alla faccia di chi li vorrebbe pensionati prima del tempo, magari per lasciar spazio al ferrarista Bearman, ragazzi qui non si molla nulla, portano la Haas entrambi a punti dopo un garone!

GP Australia pagelle, flop Melbourne: Red Bull, crisi passeggera?

Dopo due doppietta una debacle mica da ridere per gli invincibili che in un sol colpo si scoprono battibilissimi, anche un po’ fragili. E pensare che Perez ha beccato un minuto dalle Ferrari. Se sarà un week end di passaggio, vedi Singapore 2023, lo scopriremo solo tra due settimane a Suzuka. Per ora e per una volta sono gli altri, quelli in rosso, a fare festa e doppietta. Capita.

F1, prossima gara: Gp Giappone, dopo Pasqua altra alba (si spera rossa)

La F1 concede la Santa Pasqua a tutti gli addetti ai lavori e ai suoi tifosi. La prossima settimana box e pitlane chiuse, motori spenti. Si prepara un altro trasferimento in un altro continente. Si va in Asia, in Giappone e sarà di nuovo alba, chissà se nuovamente rossa, col Gran Premio del Giappone a Suzuka.

F1, come cambia la classifica piloti