Da oggi parte il programma su pista del GP di Miami, sesto appuntamento della stagione 2024 di F1, ma il paddock riverbera della notizia che è deflagrata proprio alla vigilia del fine settimana competitivo (anche se era nell’aria da tempo, mancava giusto l’ufficialità). L’addio di Adrian Newey alla corazzata Red Bull – la cui gloria è stata anche frutto del lavoro del progettista più vincente della storia di questo sport – continua a generare un turbinio di reazioni, mentre adesso si aspettano le mosse di quella che viene data come prossima pedina a lasciare lo scacchiere della scuderia, ovvero Max Verstappen.

Schumacher: “Dopo Newey se ne andranno altri, Horner sta accentrando tutto” Verstappen: “L’addio di Newey non è un dramma, ce la faremo comunque” “Mercedes? Non è una questione di soldi” Bearman in Haas? Il benvenuto di Magnussen: “Non voglio stare dietro ad un bambino”

Schumacher: “Dopo Newey se ne andranno altri, Horner sta accentrando tutto”

Nel frattempo Ralf Schumacher, uno che non si fa problemi a commentare fuori dai denti, ritiene che la partenza di uno come Newey potrebbe inguaiare non poco la squadra. Secondo l’ex pilota, oggi commentatore dei fatti e misfatti della F1, potrebbero esserci altre pure defezioni. “Altri se ne andranno – ha affermato, come riporta Marca -. Questo è un segreto di Pulcinella, ed è dovuto al fatto che Christian Horner crede di non aver bisogno di tutte queste persone attorno a sé. Lui ritiene di avere le idee migliori su come debba essere la F1 o un team, e gode anche del pieno supporto dei proprietari in Thailandia”.

Praticamente, secondo Schumacher, Red Bull sta diventando sempre più un team Horner-centrico, con il team principal che ha le spalle coperte dalla proprietà (arginando la parte austriaca di Red Bull, Helmut Marko in primis). Ma questa situazione potrebbe determinare l’allontanamento del pilota che regge la baracca: “Come ho detto la settimana scorsa, la mia opinione è che la Red Bull scomparirà nella mediocrità in breve tempo, e Max Verstappen lascerà la squadra, insieme ad altri bravi ingegneri che sicuramente andranno altrove con Adrian Newey”, ha proseguito l’ex pilota.

Quest’ultimo potrebbe offrire dal prossimo anno i propri servigi a Ferrari, e anche su questo Schumacher ha un’opinione netta: “Penso che avremo una monoposto rossa disegnata da Newey nel 2026”.

Verstappen: “L’addio di Newey non è un dramma, ce la faremo comunque”

E come abbiamo visto tiene anche banco la questione Verstappen. Poco prima di scendere in pista per le prime prove libere di Miami, il triplice campione del mondo rispondendo oggi ai giornalisti ha ammesso che avrebbe preferito che il progettista rimanesse, ma al tempo stesso ha assicurato che non si tratta di una notizia drammatica. “Conoscendo la struttura del team credo che non sarà qualcosa di terribile. Adrian è stato indubbiamente molto importante nella storia di Red Bull”, ha spiegato l’olandese, aggiungendo un “ma” abbastanza gelido: “Nel tempo il suo ruolo è un po’ cambiato. Non è che non facesse nulla, ma il suo ruolo ha subito una evoluzione. Certo, avrei preferito restasse con noi, è molto brillante, sa calarsi in quello che gli dici a proposito dell’auto. Ma nutro molta fiducia nel nostro comparto tecnico e so che ce la faremo senza di lui e continueremo ad essere forti“. Inoltre per Verstappen la partenza di Newey “apre opportunità per promuovere giovani talenti. Non ci sarà forse un altro come Adrian, ma sarebbe noioso se tutti fossero come lui”.

“Mercedes? Non è una questione di soldi”

Insomma, con il consueto pragmatismo spietato che può far storcere il naso a molti, il campione del mondo ha sistemato la questione Newey. E sulla possibile destinazione Mercedes che gli aprirebbe dalla prossima stagione, Verstappen è stato ugualmente categorico: “Mettiamola così: anche se mi proponessero 150 milioni [l’offerta di cui si è vociferato ultimamente, ndr], non sarebbero comunque i soldi ad influenzare la mia scelta, perché va bene quello che già guadagno oggi. Quello che conta riguarda le prestazioni: mi conosco, se mi ritrovassi a guidare sempre per la sesta posizione alla fine non sarei contento. Si tratta di prestazioni, lo sanno tutti ed anche Toto”.

Bearman in Haas? Il benvenuto di Magnussen: “Non voglio stare dietro ad un bambino”

A proposito di destinazioni future per i piloti in vista della prossima stagione, si è aperto un caso che coinvolge anche Haas e, in un senso lato, Ferrari. Al centro Oliver Bearman, pilota della Driver Academy di Maranello, già sostituto (con profitto) di Carlos Sainz per il GP di Arabia Saudita e al momento schierato da Prema in F2. Pare che nel 2025 il 18enne possa approdare nel team Haas, al fianco di Kevin Magnussen.

Che però non sembra proprio entusiasta di condividere il box con un così giovane collega. Il danese (un altro che non si tiene un cecio in bocca), parlando del suo futuro a PitDebrief (“il rinnovo non è al momento la mia priorità: comunque sono qui da molti anni, sentivo c’era un potenziale inespresso ma adesso stiamo costruendo una base interessante”), ha infatti spiegato riguardo a Bearman: “Io non sono qui per prendermi cura dei bambini piccoli, è una cosa che faccio già a casa con i miei figli. Mi auguro che chi arriverà in Haas possa essere competente e professionale come lo è Nico [Hülkenberg, che ha firmato con Audi, ndr]”. E poi ha aggiunto, sibillino: “Bisogna vedere se anche io resterà con la squadra”.