Quel che si sapeva già non è rimasto nascosto: Tadej Pogacar ha le mani sul Giro (praticamente da prima ancora di cominciare) e adesso punta a riscrivere il libro dei record, consapevole che nella terza settimana potrà ulteriormente rinsaldare una classifica che lo vede a distanza siderale dal resto della carovana. La sua seconda settimana è stata semplicemente impeccabile: secondo nella crono del Garda, dominante oltre ogni ragionevole dubbio nella tappa di Livigno, attento a non prendere rischi di sorta. Insomma, una cavalcata trionfale che non conosce ostacoli. Ma dietro Tadej c’è un mondo in piena evoluzione.

Thomas e Martinez, che duello per il Giro “degli umani” Chi arranca: O’Connor e Tiberi, sarà dura resistere I protagonisti: Milan e Alaphilippe, numeri d’alta scuola Italiani, adesso tocca a voi: le speranze dell’ultima settimana Giro d’Italia, la classifica generale dopo 15 tappe

Thomas e Martinez, che duello per il Giro “degli umani”

La costante in questo universo si chiama Geraint Thomas. Che al solito sta cominciando a carburare col passare dei giorni. Vero, non è il Thomas di un anno fa: in salita s’è difeso bene, anche perché Daniel Martinez (più giovane di 10 anni: sempre bene tenerne conto in sede di analisi) non è sembrato così irreprensibile come qualcuno avrebbe potuto immaginare.

A cronometro GT s’è ripreso il secondo posto della generale, anche se nell’ultima settimana dovrà comunque cercare di difendersi in frazioni dove la strada tornerà (eccome) a salire. Thomas però è lì e non vuol scendere dal piedistallo: Arensman (sesto nella generale) potrà dargli una mano importante, anche perché è in lotta per la maglia bianca di miglior giovane, e l’Ineos vuole consegnare al britannico un altro podio di assoluto valore, che poi avrebbe il sapore del “primo degli umani”.

Questo se Martinez non dovesse riuscire a staccarlo: a cronometro il colombiano ha un po’ pagato dazio agli specialisti, ora però in salita dovrà riguadagnarsi la seconda posizione. Aveva convinto di più nella prima settimana, ma ha tutto per centrare un risultato di assoluto prestigio e valore.

Chi arranca: O’Connor e Tiberi, sarà dura resistere

La corsa per il podio non è ristretta soltanto a Thomas e Martinez. Annovera ad esempio Ben O’Connor, staccato di una cinquantina di secondi, che pure ha faticato un po’ nella prima vera tappa di montagna. L’australiano dovrà alzare i giri del motore se vorrà diventare un fattore nella corsa al podio, e lo stesso dicasi di Antonio Tiberi che a Livigno è stato rimbalzato un po’ più indietro del previsto.

Non è naufragato, il giovane della Bahrain Victorious, ma ha comunque fatto tanta fatica su un percorso che avrebbe dovuto esaltarne le caratteristiche. Peraltro Tiberi aveva fatto benissimo nella cronometro, illudendo (e forse illudendosi) che avrebbe potuto ambire a qualcosa di più.

La top 5 rimane alla portata (Arensman la minaccia più credibile, sebbene Bardet qualche segnale l’abbia dato), ma servirà qualcosa in più rispetto a quanto visto sul Mottolino, dove i rivali hanno guadagnato sensibilmente terreno, costringendo Tiberi a giocare in difesa.

I protagonisti: Milan e Alaphilippe, numeri d’alta scuola

La seconda settimana ha avuto un protagonista su tutti (oltre a Pogacar, naturalmente): è Jonathan Milan, vincitore di due tappe in modo semplicemente debordante, rivelatosi una volta di più alla stregua del miglior velocista sulla piazza.

L’Italia aveva un’altra carta importante da calare: Filippo Ganna aveva una voglia matta di riscattare la battuta d’arresto nella crono di Perugia e sul Garda non ha fatti prigionieri, lasciandosi andare a un po’ di lacrime nel finale, a riprova di quanto tenesse alla tappa.

L’altro uomo copertina però non può che essere Julian Alaphilippe: il numero mandato a referto nella tappa con arrivo a Fano è forse uno dei più belli di tutta la sua carriera, con annessa risposta a Lefevere che nel corso della primavera l’aveva criticato (sottacendo peraltro ai problemi fisici lamentati dall’ex campione del mondo). Ultima menzione per Rafa Majka: scudiero favoloso per Pogacar, fuoriclasse senza tempo e regista da urlo.

Italiani, adesso tocca a voi: le speranze dell’ultima settimana

Detto di Tiberi, che ha chiuso in calo una settimana nella quale comunque aveva mandato segnali importanti, l’Italia del pedale ha poco altro per cui sorridere: Giovanni Lonardi è ormai un habitué delle posizioni che contano in volata, al contrario di Alberto Dainese che è scomparso dal radar.

Zana e Fortunato per ora restano nel limbo: vero, l’ultima settimana sembra quella che si addice di più alle loro caratteristiche, ma la top 5 (per Zana) e la top 10 (per Fortunato) restano un po’ lontane. Segnali si attendono da Pellizzari e Piganzoli (per ora meglio quest’ultimo), mentre Pozzovivo e Caruso magari una zampata la daranno.

Giro d’Italia, la classifica generale dopo 15 tappe

Questi i primi 10 in classifica generale (qui la classifica completa):

Pogacar (Slo) in 56h11’42” Thomas (Gbr) a 6’41” Martinez (Col) a 6’56” O’Connor (Aus) a 7’43” Tiberi (Ita) a 9’26” Arensman (Ola) a 9’45” Bardet (Fra) a 10’49” Zana (Ita) a 11’11” Rubio (Col) a 12’13” Hirt (Cec) a 13’11”

Martedì 16 maggio, dopo il giorno di riposo, si riparte con un altro tappone: Livigno-Santa Cristina Val Gardena.