Come sa regalare spettacolo Tadej Pogacar, probabilmente nessuno (o pochi altri) sa fare. Ma stavolta anche lo sloveno deve inchinarsi alle strapotere delle ruote veloci, con Tim Merlier che esce ai -150 dall’arrivo e beffa di meno di mezza ruota Jonathan Milan, che pregustava a Fossano il primo acuto nella corsa rosa 2024. Alla fine è il belga della Soudal Quick Step a fare festa nel primo arrivo allo sprint: ottava vittoria stagionale per Merlier, che continua a dimostrare di essere ormai da annoverare tra i migliori velocisti al mondo. E la sfida diretta con Milan è soltanto agli inizi. Terzo l’eritreo Biniam Girmay, che ha provato a uscire negli ultimi metri, senza riuscirci.

Giro d’Italia, 3a tappa: Pogacar da urlo, ma alla fine vince Merlier Giro d’Italia, tappa 3: ordine d’arrivo e classifica Tappa 3, Novara-Fossano: pagelle Giro d’Italia, ad Andora altro arrivo per velocisti (ma non solo)

Giro d’Italia, 3a tappa: Pogacar da urlo, ma alla fine vince Merlier

La giornata s’era aperta con la notizia del ritiro di Eddie Dunbar (Jayco-AlUla) e Robert Gesink (Visma Lease a Bike), costretto a fermarsi per via della frattura alla mano destra rimediata nella caduta che l’ha visto coinvolto nella tappa di domenica (tra gli altri è caduto anche Domenico Pozzovivo, ma senza riportare conseguenze).

Milan nelle prime battute ha subito fatto le prove generali per la volata, conquistando il primo traguardo volante di giornata, appena prima che il gruppo si frantumasse in due tronconi consentendo la formazione di una fuga di una trentina di corridori (praticamente tutti velocisti), con la maglia ciclamino Filippo Fiorelli in prima linea per provare a far guadagnare minuti al plotone. Il proposito durerà una trentina di chilometri (massimo un minuto e mezzo di vantaggio), perché quando il gruppo rinviene è già tempo di andare a caccia di un altro sprint intermedio, che stavolta assegna secondi abbuono e puntualmente Pogacar (famelico) se li prende, col solo Swift che riesce a stargli davanti.

Pogacar però il meglio se lo tiene per lo strappetto finale, ai -3,5 dall’arrivo: battezza la ruota di Honoré della EF Education Easy Post ed esce dal gruppo, col solo Geraint Thomas che riesce a seguirlo. I due vanno via da soli e di comune accordo (in realtà tira sempre e solo Pogacar, ma tant’è), guadagnando una manciata di secondi sul gruppo e pregustando un clamoroso successo. Vengono ripresi ai -250 dall’arrivo, quando i velocisti però sono costretti ad arrangiarsi per lanciare una volata atipica come poche: Milan sembra essere quello messo meglio, ma Merlier trova un varco per risalire sulla destra e con un gran colpo di pedali piazza l’acuto.

Giro d’Italia, tappa 3: ordine d’arrivo e classifica

L’ordine d’arrivo della terza tappa del Giro:

Merlier (Bel) in 3h54’35” Milan (Ita) s.t. Girmay (Eri) s.t. Biermans (Bel) s.t. Andresen (Dan) s.t. Kooij (Ola) s.t. Hermans (Bel) s.t. Aniolkowski (Pol) s.t. Gaviria (Col) s.t. Dainese (Ita) s.t.

Questi i primi 5 in classifica generale (qui la classifica completa):

Pogacar in 11h03’04” Thomas (Gbr) a 47” Martinez (Col) a 47” Uijtdebroeks (Bel) a 56” Rubio (Col) a 56″

Tappa 3, Novara-Fossano: pagelle

MERLIER 9: quando parte la volata non è tra quelli messi meglio, imbottigliato sulla destra e senza compagni in grado di aiutarlo. Trova un varco, si prende il rischio e alla fine l’audacia viene ripagata con moneta sonante. Grande vittoria per ribadire di essere ormai un grande velocista. POGACAR 8: cosa volere di più da Tadej? Anche in una tappa che (sulla carta) non dovrebbe favorirlo, lui s’inventa un colpo da maestro che per una manciata di metri non va a segno. Mostra una condizione super, ma anche un’intelligenza eccelsa. Con lui il Giro ha solo da guadagnarci. THOMAS 7: bravissimo ad andare a prendere la ruota di Pogacar, perché sa che battezzarla è il modo migliore per evitare brutti guai. Fiuta anche lui il colpo da finisseur, sebbene non sia propriamente nelle sue corde, mostrando comunque di essere sempre presente e nel vivo della corsa. GIRMAY 6,5: primo sprint e prima presenza sul podio per il corridore eritreo, che finalmente dimostra di poter stare al passo con i migliori. Anche lui resta un po’ intruppato vicino alle transenne, ma riesce comunque a piazzare la zampata. MILAN 5,5: l’occasione era ghiottissima, al netto di una volata impostata non proprio in modo ortodosso dalla Lidl Trek. Lui alla fine deve arrangiarsi come può, ma predilige la parte sinistra della carreggiata e prende un po’ troppo vento, finendo per non resistere al ritorno di Merlier. MILAN 5,5: l’occasione era ghiottissima, al netto di una volata impostata non proprio in modo ortodosso dalla Lidl Trek. Lui alla fine deve arrangiarsi come può, ma predilige la parte sinistra della carreggiata e prende un po’ troppo vento, finendo per non resistere al ritorno di Merlier. GROVES E EWAN 4,5: prima volata di gruppo, prime assenze illustri nelle primissime posizioni. Perdono l’attimo, non riuscendo a riorganizzare la volata per via del trambusto creato da Pogacar. Il loro Giro parte decisamente di rincorsa.

Giro d’Italia, ad Andora altro arrivo per velocisti (ma non solo)

La quarta frazione della corsa rosa strizzerà nuovamente l’occhio ai velocisti: da Acqui Terme ad Andora, per complessivi 190 chilometri, a qualche corridore sembrerà di essere tornati indietro di un mese e mezzo, cioè ai percorsi e alle strade che solitamente vedono la carovana protagonista alla Milano-Sanremo.

Proprio l’ascesa del celeberrimo Capo Mele ai -5 dall’arrivo potrebbe rimescolare le carte e impedire ai velocisti di arrivare a giocarsi la volata allo sprint: per qualche finisseur, o comunque cacciatore di “classiche”, il finale si presta a colpi di mano. Anche un Pogacar, tanto per restare in tema, potrebbe piazzare la zampata e rendere inutile il lavoro delle squadre degli uomini jet.