Leonardo Bonucci si è raccontato alla Gazzetta dello Sport dopo la decisione di appendere le scarpette ai chiodi. Tra soddisfazioni e rimpianti, l’ormai ex difensore viterbese ha fatto il punto sulla sua carriera ricca di trofei ma nella quale non sono mancati momenti brutti come la chiusura del rapporto con la Juventus. Ad ogni modo il campione d’Europa 2021 spera ancora nel futuro di poter realizzare altri sogni, magari proprio sulla panchina bianconera per chiudere un cerchio.

I momenti belli e quelli brutti L’addio alla Juve e il caffè con Allegri I due campioni per compagni: Ronaldo e Buffon Il futuro in panchina, con un grande sogno

I momenti belli e quelli brutti

Non è tutto è roseo nella carriera di un calciatore. Leonardo Bonucci ha raccontato così i suoi momenti migliori e quelli meno belli: “Più che brutti li definirei duri, ma propedeutici a quelli belli, come l’eliminazione dai due Mondiali. Dopo il secondo ho avuto la fortuna d’incontrare Vialli, grandissima persona, che su una panchina a Coverciano mi disse: ‘Sei uno dei più vecchi, devi reagire, non pensare che tutto sia finito’. Senza quello forse non ci sarebbe stato l’Europeo 2021, uno dei ricordi più dolci. Le finali di Champions sono state dolorose come l’addio alla Juve, però di bello c’è stato un percorso lunghissimo di successi. Non potevo chiedere di meglio“.

L’addio alla Juve e il caffè con Allegri

Ecco, proprio l’addio alla Juventus è ciò che fa più fatica ad accettare: “Una cicatrice che fa ancora male. Mi sarebbe piaciuto un finale diverso, però forse non è ancora arrivato. Dopo la rabbia iniziale ho riflettuto, ci siamo confrontati e rinunciare all’azione legale è stata la cosa giusta, perché per me la Juve è sempre stata tutto, da quando giocavo a pallone in camera con mio fratello. L’amore resta intatto“. E su Allegri: “Ci siamo parlati l’ultima volta a Udine, maggio 2023. Ognuno si comporta come meglio crede. Per ciò che abbiamo vissuto insieme, pur nei contrasti, penso che si potesse gestire tutto diversamente, anche il non volermi più in rosa. Se dovessi incontrarlo al bar lo saluterei, ma non lo chiamerei io per un caffè“.

I due campioni per compagni: Ronaldo e Buffon

Avendo giocato in grandi squadre, Bonucci ha avuto modo di stare in compagnia di grandi campioni. Uno su tutti, per esempio, è Cristiano Ronaldo: “Portare Cristiano sembrava significasse vincere la Champions ma il calcio non è una scienza esatta. Cristiano ci ha dato tanto come mentalità. A volte in campo s’incaponiva nel cercare la giocata, ma a un fuoriclasse va concesso: con lui partivamo sempre 1-0. Come tutti i numeri uno aveva bisogno dei suoi spazi, anche a Gigi succedeva“. E a proposito di Buffon: “Purtroppo non siamo riusciti a regalargli la Champions. Ringrazio per aver giocato tanti anni con lui. Difficilmente ci sarà un altro portiere come lui in futuro, è inavvicinabile“.

Il futuro in panchina, con un grande sogno

Idee chiare per il prosieguo della carriera professionale da parte di Bonucci: “Il mio sogno è alzare la Champions da tecnico della Juventus visto che non ci sono riuscito da giocatore. Se Giorgio Chiellini dovesse essere l’a.d. il rapporto sarebbe doppio, professionale e d’amicizia… Prima però tutti e due abbiamo un percorso da fare“. Di modelli in panchina ne ha avuti tanti l’ex difensore: “Mi piace la tattica e Conte ha cambiato il calcio, non solo la Juve, aprendo al gioco di posizione. Oggi è più di movimento, Mancini coi cinque canali ci ha permesso di vincere un Europeo. Nella gestione Allegri, Lippi e Ancelotti ti danno tanto. Studierò per trovare il giusto mix e migliorare il mio carattere“.