La priorità della Juventus in questa sessione di mercato è quella di sistemare il centrocampo. Nel reparto gli unici intoccabili, al netto della questione Adrien Rabiot, sembrano essere Fagioli e Locatelli. Occorrono rinforzi quindi ed uno di questi è stato individuato in Douglas Luiz, mediano di proprietà dell’Aston Villa che pare essere in uscita. La controindicazione è un cartellino parecchio costoso, anche se Cristiano Giuntoli sta lavorando per abbattere la tariffa attraverso una contropartita tecnica individuata in McKennie.

L’esordio a 17 anni e Guardiola: chi è Douglas Luiz L’amore trovato a Birmingham e i tatuaggi Le caratteristiche del giocatore e l’utilità per Motta

L’esordio a 17 anni e Guardiola: chi è Douglas Luiz

Se ti fanno esordire a 17 anni, come avvenuto a Douglas Luiz col Vasco da Gama, significa che hai qualcosa sopra la media. Si chiama talento e nel caso del centrocampista brasiliano è evidente fin da subito. Due stagioni e 25 presenze complessive gli bastano per raggiungere l’Europa alla corte di Pep Guardiola. Coi Citizens, però non sfonda: prima il prestito al Girona poi la cessione definitiva all’Aston Villa. Il ciclo con i Lions sembra ormai chiuso dopo 5 stagioni vissute sempre da protagonista. C’è l’esigenza di nuovi stimoli e chissà che non possa darglieli proprio la Juve.

L’amore trovato a Birmingham e i tatuaggi

Eppure nel 2022 il sentiment di Douglas Luiz era ben diverso. Aveva appena rinnovato il contratto e giurato amore eterno ai Villans. In fondo Birmingham gli aveva dato tutto, anche l’amore della bellissima Alisha Lehmann, stella della formazione femminile del club. Dopo 365 giorni, però, tutto è cambiato forse anche da parte della dirigenza che le offerte le sta ascoltando tutte. Il giocatore è appassionato di tatuaggi, con impressi sul corpo molti che ricordano la sua terra natale. Il più importante è per mamma Maria: “Una delle persone che mi ispirano ogni giorno“.

Le caratteristiche del giocatore e l’utilità per Motta

Ci sono due versioni di Douglas Luiz: quella prima di Emery e quella dopo l’avvento del tecnico spagnolo. In precedenza il brasiliano veniva considerato un centrocampista difensivo da piazzare lì nel mezzo per fare da schermo. Oggi invece è un giocatore diverso, al quale è stata concessa maggiore libertà tattica tanto da consentirgli di mettere a segno la bellezza di 9 reti. Viene considerato un calciatore box to box, contrariamente a quanto ipotizzato ad inizio carriera. Non un Ferguson per Thiago Motta, ma neppure un Freuler. Nel 4-2-3-1 può fare sia il mediano che il sottopunta. Non è alternativo a Koopmeiners in una Juve che vuole aumentare qualità e gol del reparto.