Dejan Kulusevski e la Juventus, ciò che poteva essere e non è stato. Quando la Vecchia Signora decise di acquistare il centrocampista svedese nel 2020 era davvero convinta delle qualità del giocatore, tanto da sborsare per il suo cartellino ben 35 milioni di euro più relativi bonus da aggiungere. Eppure in bianconero il pupillo di Zlatan Ibrahimovic non riuscì mai ad imporsi. Un anno e mezzo dopo andò via, forse senza rimpianti da ambedue i lati. Il 23enne oggi racconta quell’esperienza poco fortunata senza risparmiare frecciate al vecchio club in una lettera aperta ai tifosi del Tottenham su The Athletic.

Oltre i titoli: la brutta esperienza in bianconero dello svedese La domanda all’agente: quando è il primo volo? La rinascita a Londra senza rimpianti

Oltre i titoli: la brutta esperienza in bianconero dello svedese

Un anno e mezzo e due titoli in bacheca, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia con Andrea Pirlo in panchina. Nella vita di uno sportivo, però, non contano soltanto i trofei e così Dejan Kulusevski conserva un ricordo brutto dell’avventura alla Juventus: “Erano sei mesi che non giocavo titolare una partita alla Juventus. Ti senti malissimo, perché hai dato la vita per giocare, allenandoti duramente e finisci per guardare giocatori giocare nel tuo ruolo che non sono nemmeno ali“.

La domanda all’agente: quando è il primo volo?

Onestamente, mi sono sentito imbarazzato, persino inutile. Alcune persone cominciarono a dire che non ero abbastanza bravo, che ero troppo lento. E ti colpisce al 100%. È normale, è umano. Quando inizi a crederci, quello è proprio il diavolo”.

Non c’era alternativa alla cessione: “Sapevo che dovevo scappare così un giorno chiesi al mio agente di trovarmi qualcosa a pochi giorni dalla chiusura della finestra di mercato di gennaio, il tempo a nostra disposizione stava scadendo. Mi ha detto che il Tottenham era interessato e io ho solo chiesto quando sarebbe stato il prossimo volo.

La rinascita a Londra senza rimpianti

Oggi Dejan Kulusevski è felice. Al Tottenham evidentemente trovato la sua dimensione, sebbene il club abbia trascorso momenti difficili. In questi due anni e mezzo londinesi, lo svedese ha infatti dovuto avere a che fare con più allenatori con Antonio Conte – che lo volle fortemente – andato via poco dopo il suo arrivo. In Inghilterra finora l’ex juventino ha segnato 13 gol in 76 presenze. Anche Ange Postecoglou ha trovato un posto da titolare al calciatore, vittima negli scorsi mesi di qualche problemino fisico che ne ha condizionato il rendimento.