Denuncia choc di Martina Trevisan che, intervistata da Fanpage.it a poche ore dal debutto al Roland Garros contro la serba Olga Danilović, toglie il velo sulle difficoltà di essere una tennista e sulle minacce di morte ricevute dagli scommettitori. L’ex numero uno del tennis italiano si confessa a 360°, parlando anche dell’importanza di Jannik Sinner e del momento della racchetta al femminile, dal rapporto con Tathiana Garbin a quello con il ranking.

I problemi alle spalle La denuncia choc contro gli scommettitori Il ranking e il ruolo di Sinner Il rapporto con Tathiana Garbin Il ranking e il momento del tennis femminile

I problemi alle spalle

Felice di essersi lasciata alle spalle il momento difficile, con i problemi fisici dettati dalla sindrome di Haglund che l’hanno costretta a fermarsi per quattro lunghi anni, Martina Trevisan è tornata sui campi brandendo la sua racchetta sempre con il sorriso sulle labbra. Un sorriso figlio di un: “percorso di consapevolezza” segnato dalle mille difficoltà che gli ultimi anni le hanno riservato. Ora, però, in vista del Roland Garros, in cui ha già raggiunto la semifinale, portandola in cima al ranking italiano con il 18° in quello WTA, Martina si porta dentro “tanta positività”.

Intervistata da Fanpage.it, la tennista di Firenze, non ha però nascoso i lati “oscuri” del tennis, quelli che rendono “difficile, tanto difficile, l’essere una tennista”. La Trevisan ha, infatti, rivelato: “Per noi è come un lavoro come tanti. Solo che il nostro impiego ora è ancora più visto, e quindi la sconfitta sembra molto più grande e importante. Questo è diverso rispetto ai lavori ‘normali’. Spiegarlo è molto difficile, perché lo capisci solo se la vivi. Effettivamente è un lavoro molto duro, che ci ripaga tanto, ma prevede molti sacrifici”.

La denuncia choc contro gli scommettitori

Arriva, poi, la denuncia e lo sfogo choc sugli scommettitori: “Non vanno nemmeno presi in considerazione perché secondo me non sono nemmeno quasi delle persone. Difficile chiamarli così, scrivono cose esagerate ed estreme. La parte peggiore sono gli haters che pensano di sapere che cosa significhi giocare e fare questa vita, pur facendo tutt’altro”.

“Gli scommettitori, però – prosegue la Trevisan – sono fuori dal mondo: ti dicono delle cose con la speranza che tu muoia, che sia colpita da un malore tu e la tua famiglia. Sono situazioni che vengono fuori perché sono malati. Non li ascolto, e leggo poco, ma so che ronzano nei miei profili, anche in quelli dei miei colleghi. Manca un pezzo di vita personale e quindi è difficile spiegare a loro certe cose“.

Il ranking e il ruolo di Sinner

Inevitabile la domanda su Jannik Sinner, sul quale la tennista spiega: “Nei suoi confronti provo tanta stima, non tanto per il gioco, dove non c’è nulla da aggiungere perché è bello da vedere e respiri tanta professionalità anche dal punto di vista mentale, è una fonte di ispirazione. Da donna a uomo credo sia diverso. Per me, Nadal è ancora superiore per la sua storia, Jannik sta iniziando a scriverla ora, ma gli occhi sono gli stessi. Rispetto a Sinner sono un po’ più ‘latina’, ma è un momento molto importante per il nostro tennis e lui ha dato una bella dose di energia buona“.

Il rapporto con Tathiana Garbin

Su Tathiana Garbin, la Trevisan commenta: “Tathiana ha un rapporto particolare nei confronti di tutti, è stata la nostra mamma chioccia. È una persona che stimo tantissimo, per il suo vissuto e non solo l’ultimo periodo. Tutti sappiamo che cosa è successo e il modo in cui l’ha affrontato (ha scoperto una rara forma di tumore, ndr), quando in Billie Jean King Cup aiutava noi nonostante si sarebbe dovuta sottoporre a un’operazione molto difficile. Lei non ci ha mai lasciato e tolto energia, aiutandoci. Tathiana è stata un’esempio fenomenale: in quel momento lei ha lasciato da parte tutto e si è completamente data a noi e all’Italia. È una cosa stratosferica, che pochi avrebbero fatto”.

Il ranking e il momento del tennis femminile

Infine, sul momento suo e del tennis femminile, Martina ha pochi dubbi: “Swiatek e Sabalenka sono un gradino sopra, anche Rybakina. Dietro il livello è molto lineare, tutte possiamo giocarcela con tutte. Tolte le prime cinque, il livello è molto equilibrato. Per quanto riguarda me, non sto guardando la classifica e non me ne frega più di tanto. Cerco di pensare giorno dopo giorno e ritrovare quella energia positiva che mi aiuterà anche nella classifica. L’ho sempre guardata poco anche quando ero la numero 18, ora non m’interessa. Quando ero in cima è stato un periodo normale come la vita, con alti e bassi. Nel complesso, comunque, l’ho vissuta bene“.