L’annuncio della separazione tra Stefano Pioli e il Milan scatena le reazioni sui social di migliaia di tifosi rossoneri. La delusione per una stagione senza titoli, condizionata da una prematura eliminazione dalla Champions League, si trasforma in nostalgia per i tempi andati. Cinque gli anni trascorsi dal tecnico ex Fiorentina sulla panchina del Diavolo, con lo Scudetto del 2022 che rimarrà per sempre impresso nei cuori dei supporters milanisti. Intanto, si fa avnti l’ombra di Paulo Fonseca, che già divide il popolo rossonero.

Pioli, i numeri di una stagione burrascosa Le richieste di esonero Pace fatta con i tifosi del Milan: dal “Pioli out” al “Grazie Mister”

Pioli, i numeri di una stagione burrascosa

Dal miglior attacco (72 gol fatti) del suo ciclo rossonero al peggior rendimento difensivo (43 reti subite), complici i tantissimi infortuni patiti dal pacchetto arretrato del Milan. Non sono bastati i soliti 15 gol realizzati da Olivier Giroud, ormai un nuovo calciatore del Los Angeles FC, con un Rafa Leao in evidente calo sotto il profilo realizzativo e diversi elementi che non hanno reso secondo ambizioni ed aspettative.

La scorsa estate, una campagna trasferimenti che ha fatto rumore sotto il profilo numerico, ma non qualitativo. I malumori che montavano dopo l’addio di Paolo Maldini, storico simbolo dei rossoneri, e un Pioli che non è riuscito a ribaltare i pronostici di una stagione che vedeva l’Inter partire due spanne davanti a tutti. Il terzo posto nel girone di Champions, poi, ha fatto il resto, pur apprezzando il cammino di Borussia Dortmund e Psg nella massima competizione continentale. I gialloneri, infatti, sono in finale contro il Real Madrid di Ancelotti.

La doppia sconfitta nel doppio confronto tutto italiano con la Roma di De Rossi, nei quarti di Europa League, ha chiuso definitivamente i giochi. Infine, lo “smacco” più grande: la disfatta nel derby del 22 aprile, con l’aritmetica vittoria dello scudetto dell’Inter, ad un mese dalla fine del campionato di Serie A.

Le richieste di esonero

Dal 5-0 di Bergamo nel dicembre 2019 al ritorno di Zlatan Ibrahimovic, passando per la pioggia di Rio Ave e lo Scudetto 2022, il numero 19 della storia del Milan. Una storia ricca di alti e bassi quella che ha visto protagonisti Stefano Pioli e il club rossonero. Un equilibrio sottile, per un percorso che ha vissuto momenti straordinari ed altri in cui sembrava persino legittimo separarsi.

Non sono mancate, durante questo lungo cammino, le richieste d’esonero da parte del popolo milanista: dalla famigerata batosta del “Gewiss Stadium”, dove Ilicic e Gomez misero letteralmente in ginocchio la formazione allenata da Pioli, alla discontinuità registrata in campionato lo scorso anno, oscurata dalle buone prestazioni in Champions League, poi macchiate dall’euroderby perso con l’Inter di Simone Inzaghi.

Nell’arco della stagione 2023/24, le maggiori difficoltà: i tanti cambiamenti in sede di mercato e i molti calciatori da adattare, senza perdere l’ossatura che aveva reso grande il Milan negli ultimi due anni. Girone di Champions non superato, con le problematiche in zona gol e il successo di Newcastle che ha soltanto aumentato il carico di rimpianti. La necessità di adattarsi all’Europa League, torneo sempre più competitivo, e il ko nel doppio confronto con la Roma di Daniele De Rossi, che ha rappresentato la pietra tombale sull’esperienza rossonera di Pioli, poi “umiliato” sportivamente nella stracittadina che ha consegnato il 20° tricolore ai cugini dell’Inter. Il secondo posto in campionato, conquistato ai danni di una Juventus in crisi d’identità, ha reso soltanto meno amaro il bilancio stagionale.

Pace fatta con i tifosi del Milan: dal “Pioli out” al “Grazie Mister”

Dal coro “Pioli is on Fire” all’hashtag “Pioli out“, fino ad arrivare ai milioni di “Grazie Mister” che continuano a spopolare sui social, a poche ore dall’annuncio ufficiale del Milan, che ha comunicato l’addio di Stefano Pioli alla panchina rossonera. Come tutte le cose, nel calcio e nella vita, c’è un inizio e c’è una fine. Un ciclo saturo, giunto alla sua naturale conclusione, forse con qualche mese di ritardo. Un ciclo che ha resistito al clamoroso allontanamento del tandem Maldini-Massara, prima di chiudersi con un’annata al di sotto delle aspettative, per rendimento in Europa e corsa Scudetto mai in discussione.

“Tutta la gratitudine del mondo a mister Pioli, ma eravamo al capolinea da tempo – si legge sui social -. Purtroppo, la società che ci ritroviamo ce lo farà rimpiangere con una scelta mediocre”, con chiaro riferimento all’imminente arrivo di Paulo Fonseca. “Quelli che lo stanno offendendo, il 22 maggio 2022 stavano piangendo di gioia per il 19 esimo… La coerenza – precisa un nostalgico di Pioli -. Tranquilli che l’anno prossimo torneremo nella nostra dimensione… 7° o 8° posto e sarete felici”.

C’è anche chi non lo rimpiange, trattando con indifferenza il momento dell’addio: “Thanks and we move on” (“Grazie e andiamo avanti”), scrive laconicamente un milanista. “Grazie di che? Siete stati per mesi ad insultarlo, ora lo ringraziate?”, esclama un tifoso tra ironia e sorpresa. Per un ciclo che si chiude, uno pronto ad aprirsi. Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova.