La prima gara 7 dell’anno in NBA finisce come nelle attese. Cioè con la vittoria della squadra di casa, che nella serie tra Cleveland Cavaliers e Orlando Magic ha rappresentato la regola. I Cavs però se la vedono brutta, chiudendo il primo tempo sotto di 10 lunghezze, prima di sfoderare una grande prova corale ribaltando Banchero e compagni, che vengono raggiunti nell’ultima parte del terzo periodo prima di implodere sotto i colpi del solito dominante Donovan Mitchell, che manda a referto un’altra gara di sostanza (39 punti dopo i 50 di gara 6) caricandosi sulle spalle il peso dell’attacco nel momento decisivo.

Magic belli a metà: Banchero gioca da leader Cleveland cambia marcia nella ripresa: Strus decisivo Edwards da sballo: 43 punti a casa Jokic, Denver va ko.

Magic belli a metà: Banchero gioca da leader

Orlando rimuginerà parecchio sull’occasione mancata. Perché a conti fatti i Magic hanno avuto la possibilità di prendere il largo e costringere la formazione di casa a qualche forzatura di troppo, come già avvenuto in alcuni precedenti atti della serie. L’attacco dei Cavs nel primo quarto ha visto oscurarsi la vallata: appena 18 punti con tante, tantissime difficoltà a trovare ritmo, sebbene gli ospiti non è che facciano poi tanto meglio, pur chiudendo avanti sul 24-18.

Nel secondo però Orlando esce meglio dai blocchi e sale rapidamente avanti in doppia cifra, anche perché Banchero risulta inafferrabile per la difesa dei Cavs (all’intervallo lungo conta già 24 punti e 8 rimbalzi a libro paga). Il solo Mitchell prova a tenere a contatto la formazione di Bickerstaff, che riceve dividendi da Caris LeVert (prezioso in uscita dalla panchina) e pure da Sam Merrill, che nella serie c’era già entrato da protagonista nella seconda serata.

Senza Allen, ancora out, i Cavs hanno proposto Okoro in quintetto da cinque, ma alla fine hanno trovato il modo di risalire grazie a un Max Strus utile e prezioso come poche altre volte in stagione.

Cleveland cambia marcia nella ripresa: Strus decisivo

L’ex Miami Heat è una spina nel fianco per la difesa dei Magic, anche se la vera mossa che cambia il destino della serie è quella di mettere Okoro in marcatura su Banchero, che guarda a caso comincia a fare maggiore fatica.

Considerando poi che Franz Wagner e Jalen Suggs combinano per un disastroso 3/28, si capisce in fretta che per Orlando la fine è segnata: Mitchell diventa padrone assoluto di una partita nella quale Cleveland trova ritmo e spaziature in attacco (i pick’n’roll con Strus da bloccante funzionano che è una meraviglia) a differenza della compagine della Florida, che litiga maledettamente col ferro.

Nel finale i Cavs alzano il livello di aggressività in difesa e una volta scappati sulla doppia cifra di vantaggio non si voltano più: in semifinale affronteranno Boston in una serie dove il pronostico pende tutto dalla parte dei Celtics, desiderosi di vendicare le tre eliminazioni in 4 anni (dal 2015 al 2018) subite contro Cleveland nell’era LeBron. Orlando chiude con la consapevolezza di essere comunque sulla strada giusta.

Edwards da sballo: 43 punti a casa Jokic, Denver va ko.

A Ovest le semifinali sono già cominciate, e subito con una sorpresa (ma neanche troppo): Minnesota vince gara 1 a Denver (106-99) grazie a un Anthony Edwards da urlo, favoloso con 43 punti e una leadership che impressiona, considerata anche la giovane età.

Jokic per una sera non può arrestare la corsa dei Wolves: i compagni non lo aiutano e il serbo, che pure segna 32 punti (con 8 rimbalzi e 9 assist) alla lunga deve cedere, anche perché ci pensa Naz Reid da buon gregario a regalare a Minnesota i punti decisivi nel momento che più conta. Gobert (più di Towns) fa sentire la sua presenza su entrambi i lati e per i Nuggets la strada s’è fatta da subito in salita.