Non sarà Jannik Sinner il portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Non si tratta di una notizia in sé visto che sin dal primo momento, il presidente del Coni Gianni Malagò ha sempre rivelato la volontà di dare precedenza ad atleti che hanno già conquistato l’oro nella manifestazione a cinque cerchi.

Malagò non si sbottona sulla scelta Parigi 2024: le possibili medaglie azzurre “Tregua olimpica”: il conflitto Russia-Ucraina incombe su Parigi

Malagò non si sbottona sulla scelta

Gianni Malagò è stato intervistato da La Stampa nel corso di un’intervista in cui ha parlato anche del tema portabandiera. Tanti tifosi nelle ultime settimane avevano lanciato l’idea Jannik Sinner, una possibilità che però il presidente del Coni ha rifiutato sin dal primo momento dando priorità a una consuetudine: “La regola della medaglia d’oro non è scritta a una consuetudine che ci piace mantenere – ha detto Malagò escludendo di fatto la possibilità Sinner – Ho un’idea su chi potrebbero essere ma la terrò per me fino al 22 aprile quando la comunicherò alla Giunta”.

Il numero 1 dello sport italiano ha però confermato che si tratterà di un uomo e di una donna come avvenuto per i Giochi di Tokyo quando furono Jessica Rossi ed Elia Viviani, i due portabandiera azzurri: “Un comitato olimpico nazionale può fare quello che vuole ma se il presidente è membro del Cio, come lo sono io, più che sbagliato è inelegante non seguire Ele indicazioni in tema di gender equity”.

Parigi 2024: le possibili medaglie azzurre

Malagò dice non volersi sbilanciare nel fare previsioni sul medagliere azzurro ma poi rivela la sua scelta sicura: “Sono sempre ottimista ma a 100 giorni è un discorso prematuro. I nostri atleti più forti sono Ruggero Tita e Caterina Banti (che a Parigi saranno impegnati nella vela Nacra 17, ndr), anche se so che si arrabbiano se lo dico. Non ha caso Nielsen già li candida per l’oro che hanno già vinto in Giappone. Sono fortissimi e si giocano la vittoria su 10 gare, una puoi sbagliarla e da regolamento scartarla. E l’ultima, la meda race, vale doppio. Sono quasi blindati”. Poi fa anche una rivelazione sulla possibile sorpresa: “Sergio Massida nel sollevamento pesi”.

“Tregua olimpica”: il conflitto Russia-Ucraina incombe su Parigi

Le Olimpiadi sono da sempre una manifestazione capace di andare anche al di là dello sport. E nelle ultime settimane si è tornato a parlare di tregua olimpica per il conflitto tra Russia e Ucraina: “Non parlarne significa abdicare alla realtà dei fatti, credo che il governo del mondo dello sport debba fare l’impossibile per mantenerne vivo il significato. Più che anacronistica, la tregua olimpica è molto complicata. Ma il fatto di far gareggiare russi e bielorussi come neutrali che ha scontentato tutti, fa capire che come soluzione sia la meno peggio”.

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