Doveva essere il giorno del giudizio (sportivo) per Manolo Portanova, il calciatore della Reggiana in prestito dal Genoa condannato in primo grado a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo. E invece la Corte d’Appello della FIGC ha deciso di non decidere. Giudizio sospeso nei confronti di Portanova “sino alla formazione del giudicato in sede penale”, dunque fino alla conclusione del processo d’Appello. Che, per la verità, deve ancora cominciare.

Portanova, la richiesta di radiazione e il verdetto sospeso L’iter penale di Portanova e l’attesa per il processo d’Appello Il messaggio del giocatore della Reggiana: “Non mi arrendo”

Portanova, la richiesta di radiazione e il verdetto sospeso

Lo scorso 19 gennaio il Collegio di Garanzia presso il Coni aveva respinto il reclamo proposto dal Procuratore Nazionale dello Sport Ugo Taucer, che per Portanova aveva chiesto la radiazione o in subordine una squalifica di cinque anni, rinviando la causa alla Corte d’Appello FIGC, in diversa composizione. Oggi il verdetto. Con palla, di fatto, passata alla giustizia ordinaria. Il verdetto del processo penale d’Appello influenzerà anche le decisioni della giustizia sportiva sul calciatore classe 2000, cresciuto nel settore giovanile della Lazio e poi passato alla Juventus, prima di approdare al Genoa e quindi in prestito alla Reggiana.

L’iter penale di Portanova e l’attesa per il processo d’Appello

Portanova potrà dunque continuare a giocare in Serie B, nella Reggiana, per tutta la durata del processo. Per il quale si prevedono tempi lunghi. Si attende infatti che per il terzo indagato termini il dibattimento. Il quarto, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. Il primo grado per Portanova si è concluso il 6 dicembre 2022 con la condanna a sei anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 130mila euro, di cui 100mila alla ragazza che ha denunciato lui, il fratello, il cugino e un amico per violenza sessuale di gruppo, 20mila a sua madre e 10mila a un’associazione costituitasi parte civile nel processo. Il calciatore si è sempre proclamato innocente.

Il messaggio del giocatore della Reggiana: “Non mi arrendo”

Portanova non ha nascosto la sua soddisfazione con un post su Instagram: “Oggi per la prima volta dopo tre anni non mi sono sentito solo, oggi per la prima volta si è riaccesa in me una piccola luce chiamata speranza; speranza nelle istituzioni, negli organi di giudizio e soprattutto speranza negli uomini perché nonostante il male che ho ricevuto e che sto continuando a ricevere io continuo a credere nel bene. Oggi per la prima volta dopo tre anni sono stato giudicato da delle persone che consapevolmente leggendo le carte non hanno potuto fare altro che assolvermi. So che questa non è la vittoria della guerra ma combatterò con tutte le mie forze e con ancor più speranza ottenuta dopo il risultato di oggi. NON MI ARRENDO“.

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