Piove sempre di gusto a sul Roland Garros, e purtroppo piovono anche le prime defezioni in chiave azzurra. Perché, in attesa che si possa ricominciare a giocare, le buone nuove si contano davvero sulle dita di una mano: Matteo Arnaldi ed Elisabetta Cocciaretto sono per ora gli unici del contingente dei 10 italiani in gara in questo strano giovedì (e domani, venerdì, sarà ancora più atipico, pensando ai tanti possibili rinvii) ad avanzare al terzo turno. Lo hanno fatto battendo con autorità Alexander Muller e Cristina Bucsa, col ligure che adesso dovrà andare a sfidare nientemeno che Andrey Rublev, mentre la Cocciaretto se la dovrà vedere con la Samsonova, testa di serie numero 17 del torneo parigino.

Cocciaretto, la strada è quella giusta Darderi, quanti rimpianti: Griekspoor si mostra più cinico Sonego, la terra non è più amica: fa festa Zhizhen Fognini, che batosta: solo tre game vinti contro Paul

Cocciaretto, la strada è quella giusta

La prova dell’azzurra è stata decisamente pari alle attese. Vero è che contro la 26enne spagnola Bucsa non c’è stato da faticare troppo: inizio scintillante con allungo sul 5-0, complici anche errori frequenti della rivale, per un match che s’è messo subito in discesa. Nel secondo set c’è stato un po’ più da battagliare: Elisabetta ha dovuto interpretare una partita che s’è fatta più spigolosa, sebbene la spagnola ha preferito limitare i rischi e garantirsi sempre una risposta efficace, senza tanti fronzoli. Dopo aver annullato due palle break nel secondo gioco, Cocciaretto ha alzato i giri del motore e nel quinto game ha preso il largo, ottenendo il gioco sul servizio della rivale che l’ha portata a chiudere sul 6-4.

Un’altra bella prova dell’azzurra (71% di punti vinti con la prima), che dopo aver superato Haddad Maia al primo turno ha fatto capire di non voler lasciare troppo presto lo slam parigino, puntando a quegli ottavi che sin qui ha sempre sfiorato. Aspettando Paolini ed Errani, impegnate in serata (pioggia permettendo) contro Baptiste e Navarro, i conti nel tabellone femminile sembrano tornare.

Darderi, quanti rimpianti: Griekspoor si mostra più cinico

In quello maschile, invece, non tutti i nodi sono venuti al pettine. Rimpiangerà l’occasione persa Luciano Darderi, che ha ceduto in tre set all’olandese Griekspoor, bravo a imporsi in poco più di due ore di gioco. 7-6 6-3 6-3 il risultato finale in favore dell’oranje, che ha vinto facendo leva sulla sua maggiore attitudine (nonché esperienza) a queste latitudini.

Per Darderi, in fondo, quella contro Griekspoor s’è rivelata essere soltanto la seconda partita in carriera giocata nel main draw di un torneo dello slam: l’occasione ghiotta gli è passata davanti nel corso del primo set, quando ha strappato per primo la battuta all’avversario, ma s’è fatto riprendere sul più bello, quando, cioè, è andato a servire per chiudere i conti, cedendo poi senza apparente appello al tiebreak (cinque punti consecutivi dell’olandese per il 7-2 finale).

Nel secondo set il peso dell’occasione sciupata si fa sentire: il break subito nel quarto gioco condanna anticipatamente l’italo-argentino, che perde smalto e lucidità e soprattutto non trova più il modo per replicare a Griekspoor, che alza il livello del proprio gioco e, soprattutto, non lascia spazio a repliche nei suoi turni di servizio (oltre il 70% dei punti con la prima vanno dritti nel suo taccuino). Nel terzo però Griek cala: offre quattro opportunità di break a Darderi, ma nessuna va a compimento. Ne basta una all’olandese per chiudere i conti e interrompere la corsa di Luciano, che porterà via un bel bagaglio d’esperienza (e qualche rimpianto).

Sonego, la terra non è più amica: fa festa Zhizhen

Anche Lorenzo Sonego ha visto interrotta la propria corsa al Roland Garros: contro il cinese Zhizhen, il torinese ha faticato tanto, perdendo il primo set per 7-5 prima di replicare con un 6-3 nel secondo. Nel terzo, però, Sonny s’è nuovamente smarrito (6-1 per il rivale) e in avvio del quarto ha provato a forzare la mano, salvo vedersi costretto nuovamente a inseguire l’asiatico che con un doppio break è salito sul 4-1.

Prima dell’ultima interruzione per la pioggia, il piemontese ha trovato il modo per recuperare almeno un game di svantaggio, ma l’ennesima ripartenza ha visto Zhizhen solido e parsimonioso nel non dilapidare la dote conquistata. Per Lorenzo è un’altra battuta d’arresto che fa male: la stagione sul rosso si chiude con un bilancio decisamente negativo (8 vittorie e 10 sconfitte) con l’unico exploit ottenuto contro Auger-Aliassime a Montecarlo.

Fognini, che batosta: solo tre game vinti contro Paul

Niente da fare per Fabio Fognini, che ha imbarcato acqua (più di quella caduta dal cielo) contro uno straripante Tommy Paul: 6-1 6-0 6-2 il risultato finale in favore della testa di serie numero 14, che ha potuto usufruire della giornata no del ligure, apparso nervoso e poco preciso in ogni frangente. Una prova davvero sottotono per Fabio, forse all’ultima recita assoluta sui campi di Parigi.

Nelle gare sospese, chi è appeso a un filo è Flavio Cobolli, sotto 6-4 6-3 contro Holger Rune, che sino a questo momento ha retto benissimo al servizio (addirittura l’80% dei punti vinti con la prima) concedendo davvero poco o nulla al romano.

Gli unici sorrisi arrivano da Matteo Arnaldi, come evidenziato dal nostro pezzo dedicato, e da Giulio Zeppieri, che ha convinto – e pure tanto – nel corso del primo parziale disputato per intero contro Kokkinakis, regolato con un netto 6-1. Nel secondo set la situazione è più in bilico, ma chiaramente la partita si può considerare ancora agli albori. In serata in campo Lorenzo Musetti, dal momento che la sua partita con Monfils è in programma sul Chatrier, che chiaramente utilizza la copertura e pertanto garantirà tutto il programma (primo break a favore del francese).