Luca Nardi fa la storia, e stavolta per davvero: batte il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e vola per la prima volta in un ottavo di finale di un Master 1000, il tutto appena pochi giorni dopo essere stato eliminato da David Goffin nell’ultimo turno del tabellone cadetto prima di essere ripescato come lucky loser, addirittura inserito direttamente al secondo turno. Un colpo di fortuna che può capitare (forse) una volta nella vita, ma la fortuna non c’entra nulla quando batti il tennista più forte dell’ultimo decennio. Che cede 6-4 3-6 6-3 dopo due ore e 22 minuti di gioco, nei quali il giovane pesarese riesce a far diventare oro più o meno tutto ciò che tocca. Nardi cresciuto col poster di Nole in camera: ha battuto il suo idolo.

Tennis, Nardi nella storia: Djokovic (era) imbattibile I numeri di una partita (forse) irripetibile Primi due set senza esclusioni di colpi Terzo set in totale controllo di Nardi

Tennis, Nardi nella storia: Djokovic (era) imbattibile

Per dar conto dell’impresa mandata a referto da Nardi, basta vedere quanto tempo era che Djokovic non perdeva contro un tennista fuori dalla top 100 mondiale in un Masters 1000: era il 2008 quando il serbo perse contro Kevin Anderson a Miami, un tempo nel quale Luca ancora non aveva forse neppure la racchetta sulle mani.

Sedici anni dopo la storia viene riscritta, con la felicità a fine partita dell’italiano (visibilmente emozionato e commosso) a fotografare una delle imprese più folli e incredibili degli ultimi tempi, al netto di un’ascesa da parte di una nuova generazione di tennisti nazionali che continua a regalare gioie diffuse. Nardi che da lunedì entrerà ufficialmente in top 100: la pattuglia tricolore non accenna a diminuire la propria portata.

I numeri di una partita (forse) irripetibile

Nardi ha vinto una partita nella quale Djokovic è sembrato decisamente più umano del solito, e dove il pesarese raramente ha mancato le opportunità avute per volgere la contesa a proprio favore. I 36 vincenti mandati a referto hanno sgretolato le certezze del numero uno del mondo, che ha concesso ben 11 palle break. Una prestazione incredibile di Nardi, che ha concluso il suo match con 36 vincenti, a fronte di 41 errori non forzati. Ci sono anche sei ace per l’azzurro, che ha commesso anche 7 doppi falli.

Djokovic dalla sua ha 18 vincenti, ma il serbo ha servito male e ha concesso ben undici palle break all’azzurro, che ne ha sfruttate 3 (due quelle conquistate da Nole sulle 4 avute a disposizione). Nonostante percentuali con la prima superiori (77% coro 69%), Djokovic ha faticato tremendamente a fare punto con la seconda, scendendo al 43% contro il 68%. E non è bastato neppure realizzare un punto in più rispetto all’italiano (93-92) per riuscire a volgere a proprio favore la contesa e guadagnarsi la sfida con Tommy Paul agli ottavi.

Primi due set senza esclusioni di colpi

La resilienza di Nardi è stata la chiave di volta di una partita che si è aperta con due game salvati ai vantaggi, ma anche con il serbo visibilmente falloso e incapace di trovare ritmo. Nel quinto gioco, avanti 40-15, Nole si perde in un bicchiere d’acqua e 4 punti di fila del pesarese valgono il primo break di giornata (bellissimo passante di rovescio a chiudere il game), che di fatto decide il primo set.

Nel secondo però i poli si invertono: il pesarese cede il servizio nel secondo gioco dopo essere stato avanti 40-0, ma nel game successivo risponde procurandosi cinque palle break. La quinta è quella giusta, pur con annessa polemica da parte di Djokovic per una controversa chiamata di Nardi (che prima sembra fermarsi, pensando a un servizio lungo, poi decide di giocare, sorprendendo il rivale con una palla corta). Nole se la prende con il giudice di linea, poi però ritrova la retta via e con un altro break al sesto gioco si riporta avanti, chiudendo sul 6-3.

Terzo set in totale controllo di Nardi

Tutto lascerebbe presagire a un finale dall’esito scontato, con Nardi destinato ad accontentarsi di prendere applausi e consensi unanimi per aver costretto il numero uno del mondo a spingersi fino al terzo set. Ma il pesarese ha altre idee per la sua serata californiana: nel secondo game tira per il collo il numero uno del mondo, conquistando tre palle break pur senza riuscire a strappare la battuta al rivale dopo 12 minuti di autentica battaglia fisica e mentale.

Ormai però la tavola è imbandita per l’impresa: il capolavoro Nardi lo manda a referto nel sesto game, dove sale sulle 0-40 e alla seconda palla break non si fa pregare, deliziando il pubblico del Tennis Garden con un rovescio lungo linea che getta Djokovic nello sconforto.

Il braccio di Luca non trema e al primo match point l’azzurro chiude addirittura con l’ace, vincendo il set per 6-3. I turni di servizio dell’italiano filano via lisci senza pensieri e sul match point arriva addirittura un ace a suggellare la partita più bella e iconica della giovane carriera di Luca, entrato nella storia dalla porta principale.