Oggi poteva essere il giorno in cui Jannik Sinner saliva alla numero 2 del ranking ATP, ma una numero 2 in questo lunedì 18 marzo 2024 l’ha centrata. È quella col quale si presenta nel seeding del secondo Masters 1000 della stagione, in programma a Miami da mercoledì 20 a domenica 31 marzo, sperando che la Pasqua porti una bella sorpresa dopo un avvio di stagione esaltante come nessun altro prima d’ora, al netto anche della sconfitta subita in rimonta contro Alcaraz a Indian Wells.

Sinner, la strada verso la finale: l’avvio è soft Ottavo subito impegnativo: Tommy Paul pericolo numero uno La “classica” con Rublev ai quarti (Tsitsipas permettendo) Un anno dopo, è tempo di rivincita con Medveved? Gli altri italiani: Berrettini-Murray, debutto da urlo Musetti al debutto da papà, Darderi tutto da scoprire

Sinner, la strada verso la finale: l’avvio è soft

Il sorteggio del Miami Open s’è rivelato però un po’ infingardo per il tennista di San Candido, che in assenza di Djokovic (che ha fatto ritorno in Europa dopo l’eliminazione per mano di Nardi nel torneo californiano) magari avrebbe auspicato di poter incontrare un percorso un po’ più agevole, o quantomeno non così accidentato come effettivamente s’è verificato.

Come da copione, Sinner non scenderà in campo nel primo turno, dove usufruirà di un bye. Nel secondo turno, in programma presumibilmente sabato 23 marzo, affronterà uno tra Pedro Cachin (e sarebbe una prima assoluta tra i due) e un qualificato, che al momento risulta ancora impossibile da individuare, dal momento che il tabellone cadetto è in pieno corso di svolgimento.

Dovesse filare tutto liscio, nel terzo turno l’avversario di Sinner potrebbe essere di nuovo quel Tallon Griekspoor col quale vanta decisamente un buon passato, avendo vinto tutti e tre gli incontri disputati (e senza mai concedere un set).

Ottavo subito impegnativo: Tommy Paul pericolo numero uno

Sulla carta le difficoltà comincerebbero a venir fuori in modo più compiuto dagli ottavi di finale in poi. Perché uno tra Tommy Paul (recente semifinalista a Indian Wells, nonché giustiziere di Nardi) e Frances Tiafoe richiede una buona dose di rispetto.

Con Paul il bilancio è favorevole a Sinner, che ha vinto due dei tre precedenti (incluso l’ultimo, nel Masters 1000 di Toronto della scorsa estate). Contro Tiafoe, che invero sta attraversando un periodo altalenante (attualmente è fuori dalla top 20 mondiale), il bilancio è oltremodo favorevole a Sinner, avanti 3-1 nel computo dei confronti diretti, l’ultimo dei quali (Vienna 2023) lo vide imporsi in due set. Nota curiosa: entrambi gli ultimi due confronti con Paul e Tiafoe hanno coinciso con tornei vinti da Jannik. Fosse di buon auspicio…

La “classica” con Rublev ai quarti (Tsitsipas permettendo)

Dai quarti in poi, come logica vuole, l’asticella è destinata ad alzarsi ulteriormente. Sinner ha pescato la parte di tabellone di Andrej Rublev, testa di serie numero 5, che sulla carta è il rivale “designato” nella sfida che vale l’approdo in semifinale. Quella col russo sarebbe una rivincita dell’ottavo di finale dell’edizione passata, quando Jannik s’impose in due set.

In generale Sinner ha vinto gli ultimi tre precedenti con Rublev, che rimane però un cliente decisamente scomodo. Alternative più plausibili l’incostante Stefanos Tsitsipas, il kazako Alexander Bublik oppure un outsider, che magari da italiani vorremmo che fosse uno tra Matteo Berrettini e Mattei Arnaldi.

Un anno dopo, è tempo di rivincita con Medveved?

Tutto questo avverrebbe prima dell’eventuale sfida di semifinale contro Daniil Medvedev, che ritroverebbe Sinner sulla sua strada dopo le quattro sfide consecutive vinte dall’altoatesino (Vienna, Torino, Melbourne e Rotterdam). Sarebbe anche l’occasione buona per rimettere in gioco il titolo che lo scorso anno proprio Daniil e Jannik si giocarono a Miami, col russo che la spuntò conquistando la sesta vittoria di fila nei confronti diretti.

L’ultima prima del filotto di 4 vittorie targato Sinner, naturalmente. Possibili nomi alternativi? Taylor Fritz su tutti, anche se Casper Ruud, numero 7 del seeding, in teoria dovrebbe avanzare maggiori pretese (ma sul cemento non è un falco, per usare un eufemismo).

Gli altri italiani: Berrettini-Murray, debutto da urlo

Il sorteggio degli italiani non è stato così benevolo come qualcuno avrebbe desiderato che fosse. Berrettini esordirà contro Andy Murray in una sfida tra specialisti dell’erba, chiamati per tanti motivi a rilanciare le proprie ambizioni. Chi vince trova Thomas Etcheverry, altro terraiolo incallito, poi (forse) Rublev.

Sorteggio non semplicissimo neppure per Flavio Cobolli, che sfiderà un qualificato all’esordio e poi, in caso di vittoria, affronterebbe Cameron Norrie.

Pericolo britannico anche per Lorenzo Sonego, atteso dalla sfida con Daniel Evans ed eventualmente dallo statunitense Christopher Eubanks (poi eventualmente Zverev: non una strada semplice).

Musetti al debutto da papà, Darderi tutto da scoprire

L’altro Lorenzo, cioè Musetti, allietato dalla nascita del primogenito Ludovico, godrà di un bye all’esordio (è testa di serie numero 23) per poi affrontare presumibilmente Roman Safiullin e, in caso di passaggio del turno, con ogni probabilità Ben Shelton, altro cliente decisamente scomodo.

Non facile neppure il compito che attende Matteo Arnaldi, specialista in rimonte, che debutta contro Arthur Fils in una sfida tra next gen per poi eventualmente ritrovarsi contro Bublik.

Fa il suo debutto stagionale in un Masters 1000 Luciano Darderi, vincitore a Cordoba un mese e mezzo fa: se la vedrà con Shapovalov, che gode del ranking protetto, e in caso di vittoria troverebbe ad attenderlo Tsitsipas (e magari al terzo turno ci scappa un derby con Arnaldi, chissà…).

Luca Nardi e Andrea Vavassori potrebbero aggiungersi da qualificati, ma hanno un tabellone complicato: Nardi sfida il baby Mensik (2005) per guadagnarsi uno tra Paire e Klein, Vavassori debutta con Ajdukovic e poi dovrà superare uno tra Garin e Vacherot.