La marcia di avvicinamento a Parigi 2024 non comincia per niente col piede giusto: Elena Pietrini ha alzato bandiera bianca e le olimpiadi rischia di doverle guardare da casa, o al massimo vestita in borghese a bordo campo. Tutta colpa di un problema fisico, eredità certo della sua travagliata annata trascorsa in Russia alla Dinamo Kazan, dove pur conquistando il campionato locale (e per giunta con una prova stellare nella decisiva gara 5 contro la Lokomotiv Kaliningrad) è stata spesso costretta a fare la spola con l’infermeria.

La nota della FIPAV non entra nel dettaglio del problema La scelta di andare in Russia potrebbe essere costata cara Le opzioni per la sostituzione: Degradi, Omoruyi e Nervini

La nota della FIPAV non entra nel dettaglio del problema

Con una nota pubblicata sui propri canali, lo staff medico della FIPAV ha reso noto che la giocatrice non può proseguire l’attività con la nazionale con Velasco costretto suo malgrado a rinunciare alla schiacciatrice, fresca sposa dell’Allianz Milano nella stagione che verrà.

Invero non c’è una decisione certa legata alla possibilità che Pietrini sia già stata esclusa dal gruppo azzurro per Parigi: gli esami fisici e i test ai quali si è sottoposta nei giorni scorsi, rispondendo alla chiamata della nazionale nel collegiale che la porterà alla seconda tappa di VNL, hanno rilevato alcune criticità che al momento negano alla giocatrice l’opportunità di offrire il proprio contributo alla causa azzurra. Se poi ci sarà modo di recuperare il tempo perso nelle prossime settimane, questo non è stato specificato.

Ad ogni modo, la notizia è stata accolta alla stregua di una sentenza: Velasco nelle prossime due tappe di VNL sperimenterà nuove soluzioni, e l’assenza della schiacciatrice toscana rischia di rivelarsi alla stregua di un fardello troppo pesante per pensare di salire sul carro in un secondo momento.

La scelta di andare in Russia potrebbe essere costata cara

Quando la scorsa estate Pietrini scelse di trasferirsi per una stagione a Kazan (dietro lauto compenso), in tanti storsero il naso, pensando alle difficoltà legate a eventuali infortuni che avrebbero necessitato di consulti più frequenti con lo staff medico della nazionale, consulti chiaramente rivelatisi troppo impervi a livello logistico.

Vedendo come si è evoluta la situazione, certo Elena potrebbe aver rimpianto quella decisione: perdere l’estate delle olimpiadi è di per sé un dispiacere enorme, ma se davvero il problema fosse da imputare alla gestione di alcune problematiche emerse nel corso della stagione e non curate adeguatamente, il rammarico sarebbe ancora maggiore.

In assenza di comunicazioni certe e definitive (la FIPAV ha parlato soltanto di problemi fisici tali da impedire alla giocatrice di aggregarsi al gruppo), si può restare soltanto nel campo delle ipotesi. Resta agli annali la prova da 20 punti col 49% in attacco mandata a referto lo scorso 29 aprile nella decisiva gara 5 delle finali del campionato russo: cosa sia poi effettivamente successo in queste tre settimane nessuno può dirlo (o saperlo).

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Le opzioni per la sostituzione: Degradi, Omoruyi e Nervini

Rinunciare a Pietrini non è cosa da poco per una nazionale che pure è in piena fase di riassetto dopo il passaggio da Davide Mazzanti (che è stato il primo a portare Elena in azzurro quando era appena 18enne, convocata già per il mondiale del 2018 chiuso al secondo posto dietro la Serbia) a Julio Velasco.

Che adesso dovrà decidere a chi affidarne la pesante eredità: il ritorno di Caterina Bosetti aveva già provveduto ad allungare le rotazioni in banda, con Myriam Sylla che a questo punto si riappropria del posto da titolare (probabile che sarebbe stata lei la sacrificata per far posto alla rientrante Cate). Alice Degradi, già protagonista nella tappa di VNL ad Antalya, diventa di fatto il primo backup della coppia titolare.

La quarta casella se la giocano Stella Nervini, una delle rivelazioni della prima tappa dell’estate azzurra, e Loveth Omoruyi, a sua volta protagonista delle prime gare della nuova gestione Velasco. Fermo restando che il commissario tecnico un’altra carta da giocare l’avrebbe: schierare Ekaterina Antropova in banda assieme a Paola Egonu in posto 2. Per ora è solo un’idea (già ampiamente caldeggiata durante la gestione Mazzanti), più avanti, chissà…